omofobia interiorizzata

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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  vivi il Mer Apr 11, 2012 12:10 pm

vivi ha scritto:Volevo aggiungere dei dettagli che non modificano la sostanza ma sono interessanti. Come avrai notato si parla solo di uomo che giace con uomo.Infatti si credeva che la vita fosse contenuta nel seme maschile e solo in esso ( a tal punto che si credeva ci fosse un uomo in miniatura). Quindi il peccato nasceva dal spandere il seme in modo infruttuoso. Qualsiasi forma. La donna non veniva toccata da questo problema perchè considerata solo un contenitore, non portatrice della vita.
Bello l'esempio del cappotto
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  vivi il Mer Apr 11, 2012 12:09 pm

Volevo aggiungere dei dettagli che non modificano la sostanza ma sono interessanti. Come avrai notato si parla solo di uomo che giace con uomo.Infatti si credeva che la vita fosse contenuta nel seme maschile e solo in esso ( a tal punto che si credeva ci fosse un uomo in miniatura). Quindi il peccato nasceva dal spandere il seme in modo infruttuoso. Qualsiasi forma. La donna non veniva toccata da questo problema perchè considerata solo un contenitore, non portatrice della vita.
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  peanut il Lun Apr 09, 2012 11:23 pm

quindi se la procreazione era la cosa più importante, intesa come dono di Dio e come salvezza di un popolo, è più che chiaro che qualsiasi forma di unione, che nn la prevedesse, fosse maledetta.

Un teologo amico di famiglia, una sera, a proposito della rigidità con cui i Testimoni di Geova interpretano la bibbia, mi ha detto: " se tua mamma a marzo parte e ti dice di mettere la canottiera di lana e usare sempre il cappotto quando esci, secondo te quando torna a giugno si aspetterà ancora che tu sia vestita così?".

Nn voglio vivere con il cappotto d'estate, è terribilmente scomodo... un incubo!

grazie mille, sfrutterò questo post per farvi altre domande, ma una cosa alla volta... adesso devo lavorarci su, anche il mio inconscio addestrato per anni deve comprendere deve riprogrammarsi. Anni di lavoro per diventare un "perfetto soldatino", adesso riparto... resetto la macchina e riparto!
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  anita il Gio Apr 05, 2012 4:10 pm

Mi piace pensare al mistero come ad una coperta troppo corta: se ti copre la testa ti lascia scoperti i piedi (o viceversa).
Dio è IL mistero, il più alto, l'unico vero mistero che io conosca.
La Scrittura, come diceva bene il Mancuso, non è parola di Dio (da prendere alla lettera), ma la contiene.
Contiene il suo grande progetto sull'umanità, contiene la sua opera creatrice, continua e permanente, che fa l'uomo simile a sé.
La scrittura racconta l'esperienza di un popolo che ha dialogato a tu per tu con il proprio Dio, che nel nuovo testamento l'ha persino toccato, ci ha mangiato e dormito insieme e tuttavia la parola scritta non è un manuale religioso, né un diario, né un romanzo, né un saggio di teologia, né un ricettario ... è il libro che custodisce il Mistero. Quando la Parola s'incontra con la nostra vita, con la nostra persona che è mente, volontà e cuore, sembra per un momento che quella coperta ci copra tutti dalla testa ai piedi, ma è solo perché ci è stato concesso di adattare il nostro "corpo" alla sua misura, ci è stato dato il dono della fede. Poi però il Mistero si riafferma e ci tocca nuovamente metterci in cammino verso l'incontro personale. La Parola non è davvero quella "lettera morta" di cui parla san Paolo, ma è viva, è dinamica, è vivace, è movimento, strada, cammino... che si realizza nell'incontro. Pensare che abbia parlato una volta per sempre dicendo letteralmente le cose che leggiamo in essa, questo la uccide e spegne il Mistero e interrompe (per noi) l'opera creatrice.
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breve seminario di teologia biblica, aula virtuale di noemi forum

Messaggio  cinzia il Gio Apr 05, 2012 3:32 pm

La vicenda di Sodoma

dopo aver letto la prima ora, potete capire che gli abitanti di Sodoma, alias sodomiti, non si attenevano alle regole di purita` e non erano amati dal Dio. attenzione siamo in Genesi, stiamo raccontando qualcosa che e` simile al mito, non alla storia. l'antico testamento e` una raccolta di testi antichi e antichissimi, che hanno raccolto molte cose, raccontate, credute, raccolte di oracoli, poesie, cronache storiche locali, preghiere, raccolte sapienziali, etc etc. Pensate a come si legge e si guarda un testo molto piu` semplice come l'Iliade o l'Odissea. Ecco, infinitamente piu` complesso, difficile da decifrare, tradurre, interpretare, e anche solo stabilire tra i tanti manoscritti piu` o meno parziali quale sia la versone giusta di un certo brano...Infinite mani e voci di uomini (e donne) hanno contribuito alla creazione di questo caleidoscopio che riflette il percorso di un uomo che esce dalla sua terra e diviene un popolo. Questa storiua affonda le radici nel mito, il mito non racconta cosa e` successo, ma cerca di spiegare attraverso immagini archetipe il senso. il suo scopo non e` quello di raccontare cosa e` successo veramente ma come gli uomini e le donne di un certo tempo comprendono il sendo e il valore della loro esitenza, degli eventi. Esempio, perche` la donna muore partorendo? perche` esiste l'odio tra fratelli? perche` l'uomo parla e gli animali no? perche` esiste il giorno ed esiste la notte. e che valore ha tutto cio`? e` teo-mitologia.
Noi moderni non raccontiamo piu` cosi`. Anzi, non sappiamo neppure piu` capire questo modo di raccontare. Una fatica boia.
Sara` cosi` anche per chi leggera` o altra azione che ora non sappiamo, noi tra 1000000 anni se ci saremo? si`.

l'antico testamento e` parola di Dio? si`. ma per leggerlo occorre usare degli strumenti. lo strumento che incide di piu` sulla nostra comprensione e` ahime` la traduzione. pochi leggono i testi nella lingua originale. la traduzione la fa qualcuno per noi e la fa usando i propri occhiali e la propria penna. e` mediatore, una responsabilita` enorme.
ora, noi leggiamo sodomia e pensiamo all'omosessualita` maschile. ma in origine sodomia non esiste, ci sono solo gli abitanti di questa cittadella detta Sodoma che sono un po` violenti. arrivano degli stranieri misteriosi presso di loro e l'unica cosa che pensavo di fare e` di 'sottometterli". non esiste il concetto di omosessualita`nei loro costumi, ma quello di sottomissione: un uomo umilia la mascolinita` di un altro uomo imponendo a lui un atto sessuale come fosse una donna. quindi i sodomiti volevano umiliare questo stranieri rendendoli donne. questo uso e modo di pensare e` ancora molto diffuso nel mondo mediterraneo, infatti a napoli i gay sono detti femminielli, perche` appunto si fanno inculare, cioe` sodomizzare.
quindi il problema da sollevare e` piuttosto quello del rapporto tra il maschile e il femminile, o dell'abitante verso lo straniero, o in generale dei rapporti di potere. etc l'omosessualita non ci entra appunto un cazzo.

a chi vi cita somoda per fare un es di divieto biblico all'omosessualita (maschile peraltro) mandatelo appunto a fffanculo. se lo merita.

capite che ci sono sotto varie questioni molto grosse.
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prima ora di teologia biblica, aula virtuale di noemi forum

Messaggio  cinzia il Gio Apr 05, 2012 3:09 pm

sacrificio, retribuzione, discendenza

levitico: siamo all'interno delle prescizioni rituali, i leviti sono i membri della tribu di levi, cui era affidata l'esecuzione del sacrificio. il sacrificio: io ammazzo il primogenito dei miei vitellini perche`voglio offrire al Dio la parte migliore dei miei beni (terreni). piu compio bene questo sacrificio, in modo ritualisticamente perfetto, piu` il il Dio potra` apprezzarlo, piu` mi sara `favorevole. come mi sara favorevole? dandomi ricompense dello stesso tenore del sacrificio (ma molto di piu`), cioe` piu` bestiame, piu` beni, etc. Tra questo beni c'e` la capacita` procreativa: chi compie un buon sacrificio, e` 'retribuito' termine tecnico con una numerosa discendenza (bene primario in un mondo primitivo). chi e` benedetto da Dio procrea, quindi chi non procrea e` maledetto da Dio. nel mondo ebraico antico non esiste la fede nella vita oltre la morte, quindi la sopravvivenza del singolo e` affidata alla discendenza. logico no? se non faccio figlio la tribu` si estingue.
quindi se io faccio un sacrificio rituale perfetto sono amato da Dio, che mi e` favorevole e mi retribuisce, in primo luogo rendendomi fecondo.
ora quali possono essere le regole primarie per stabilire quale sia il sacrificio perfetto? in primo luogo regole che preservino la logica della retribuzione, che viene in primo luogo identificata con la capacita` procreativa.
due, allargando lo sguardo, le regole che compromettano la sopravvivenza della tribu`. e tra queste le regole alimentari.
quando io osservero` tutte le regole in modo preciso e mi accostero` in purezza al sacrificio, allora il Dio mi sara` benevolo, lo sara` verso la mia famiglia e verso la mia tribu. noi sopravviveremo e la nostra discendenza potra` offrire nuovi sacrifici al Dio etc etc

questa logica viene drasticamente messa in crisi quando le tribu di israale vengono deportate nelle terre assiro baibilonesi, e costrette a vivere mescolate con le genti. le gentio sono impure per definizione. non possono offrire sacrifici perfetti perche` non sono assoggettate alle regole di purita`. e` una logica circolare.

durante l'esilio vengono probabilmente scritti la maggior parte dei testi dell'antico testamento. nello stesso tempo emerge anche un altra fortissima corrente, spirituale, attraverso il profetismo, Isaia, Osea, Geremia, Ezechiele etc etc. questa corrente, poetica e grandiosa, inizia a pensare che la ricompensa di Dio non necessariamente si manifesta con beni 'terreni'. ma e` legata a logiche diverse e si apre una visione di Dio piu` profonda.

ma questa e` parte della seconda lezione
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  peanut il Gio Apr 05, 2012 10:37 am

ciao ragazze dopo il workshop sull'omofobia interiorizzata mi sto esaminando...
risultato è che la mia più grande omofobia viene dalla lettura delle sacre scritture. Mi è piaciuto l'intervento di Mancuso quando ha detto che la Bibbia contiene la parola di Dio ma nn è la parola di Dio, mi ha confortato.

Stanotte mentre combattevo contro la frutta che avevo mangiato a cena troppo velocemente, riflettevo sul Levitico. Ok è vero che ci sono delle parti di una violenza inaudita, le sanzioni consistono quasi sempre in una messa a morte e direi che per il nostro tempo e per noi che abbiamo il nostro Maestro Gesù nn hanno senso neanche di essere prese in considerazione, ma se mi fermo all'elenco dei comportamenti morali, giusto per capire cosa è gradito o no a Dio, mi pare nn poter dire niente. Cioè l'omosessualità è inserita fra comportamenti cultrali e morali che capisco benissimo possano nn essere graditi a Dio.

In ordine in Levitico 18 e 19 leggo:
incesto, omosessualita, sessualità cn animali, mancanza di rispetto dei genitori, mancanza di rispetto del sabato, idolatria, furto, inganno, menzogna, giurare il falso, nn pagare gli operai, odiare, serbare rancore, vendicarsi, e poi dice "ama il tuo prossimo come te stesso".
Ho fatto un sunto ma che posso dire?
L'omosessualità è messa lì in mezzo e la cosa mi rode nn poco ma nn è vero che il contesto in cui è inserita è così inacettabile.
Altro è la storia di Sodoma, in cui chiaramente l'omossesualità è in secondo piano sulla vicenda e comunque si parla di un'omosessualità violenta, ritualistica e di sottomissione, nn certo di relazione affettiva.

Mi permetto di fare questo intervento perchè molte di voi mi conoscono e quindi so che il mio post nn sarà interpretato come un tentativo di usare una tecnica riparativa.
Ho già avuto modo di confrontarmi con la vostra cultura teologica e in questo periodo in cui nn ho nessun riferimento sano all'interno della mia Chiesa è inevitabile venga da voi impreparata e piena di dubbi.
un abbraccio a tutte
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  aria il Lun Mar 19, 2012 10:42 pm

Questo post è decisamente delicato... leggendo i vostri commenti mi sono ritrovata a pensare a come è stato il mio percorso da una decina d'anni a questa parte..

Bella Shanti la tua descrizione dei tipi lesbici : mi sa che io sono stata un pochino ciascuno di loro!!!
- il tipo di lesbica che pur avendo innamoramenti verso donne e cercando rapporti con le donne si ostina a pensare di essere bisex
- il tipo di lesbica che avendo problemi non risolti con la fede e di non accettazione del suo sentimento verso le donne maschera il tutto con un raggiungimento della pace dei sensi..
- il tipo di lesbica che ogni volta che ha una storia non riesce ad accettare il fatto di amare una donna e si allontana da tutto e da tutti per rinchiudersi nel suo piccolo mondo fatto a due...
Rolling Eyes

Ma soprattutto sono stata una ragazzina confusa, attratta dalle figure femminili ma trasportata dalla mia educazione verso una vita tradizionale e "regolare"...
Ricordo ancora il giorno in cui, una quindicina di anni fa, una delle ragazzine adolescenti alle quali insegnavo Catechismo (!) mi venne a dire che si era fidanzata con una sua compagna della squadra di calcetto... Shocked ricordo che cercavo di tranquillizzarla...... tranquillizzarla?? si, tranquillizzarla....le dicevo "vedrai che ti passa, non ti preoccupare, non è niente di definitivo, sarà un momento così!" .... Ma lei in realtà era serena, anzi era contenta, ed ero io che tremavo dentro come una foglia...chissà cosa mi stava siccedendo dentro.... Wink

Sono cresciuta piano piano.

Mi sono innamorata fortissimamente, e il sentimento grande che provavo per S. mi ha costretto a guardarmi dentro con sincerità, per non perderla.
Credo sia stato proprio questo a spingermi ad accettare la mia omosessualità: il rendermi conto che solo accettando me stessa avrei potuto amare ed essere amata pienamente.

La mia accettazione è passata anche attraverso un periodo di grande lontananza dal cristianesimo, inevitabilmente... Sentivo che la mia Chiesa mi era ostile, non riuscivo a sopportare quel senso di giudizio che mi vedevo riversato addosso... ma piano piano anche con questo sto facendo pace.

Credo anche io che spesso, senza volere, siamo noi stesse ad essere omofobiche, per l'insita paura che ci portiamo dentro, per il retaggio di tutto quello che ci è stato inculcato dentro da piccole - anche con le migliori intenzioni di chi ci ha cresciuto ed educato...
La paura, credo, è la peggiore nemica della libertà.

Ma che dire... piano piano.... Rolling Eyes

GRAZIE a tutte della bella condivisione! Abbraccio... Arietta
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  peanut il Dom Mar 18, 2012 1:09 pm

Cavolo, fortuna che vi ho trovato! Grazie!
Con chi potrei parlare di queste cose così particolari e delicate? Chi capirebbe? Nn necessariamente basta essere gay per comprendere e sviscerare una realtà così complessa.
Si sente che avete camminato, nella consapevolezza e nell'ascolto... si sente che siete grandi (inteso come adulte). Spesso leggo i vostri post e rimango ammutolita, senza lettere sulla tastiera, senza nulla da aggiungere, ribattere o commetare. Come quando da bambina sentivo gli interventi degli adulti sulle cose della vita e pensavo a quanto erano profondi e quanto distante ero io dal poter dare un mio contributo... è vero... è come fossi tornata piccola. La metafora di essere appena nata mi calza a pennello!

E comunque questa dinamica è incredibile! Shocked Shocked Shocked
La cultura omofobica in cui viviamo ci ha talmente intriso, che nn riusciamo, noi stesse, a pensare in modo libero. Fra l'altro un'amica subito dopo il mio coming out mi aveva fatto notare che al momento andiamo di moda, che essere lesbica è cool e anche questo mi ha disturbato, anche essere cool mi disturba "IO VOGLIO ESSERE NORMALE ! " e il mio peggior nemico ce l'ho dentro! No

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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  Roka il Dom Mar 18, 2012 8:10 am

Proprio a causa dell'omofobia interiorizzata ci limitiamo, iniziamo a ragionare come chi ci disprezza, ma non dobbiamo cadere in questa trappola, che tra l'altro ci tendiamo da sole. La fase di accettazione di noi stesse, a volte può essere più o meno lunga e faticosa...ma le cose più belle sono quelle che si raggiungono con maggior fatica Very Happy
Quando inizi ad amarti per come sei, tutti i commenti ti scivolano di dosso e non ci fai nemmeno più caso. Noi crediamo che questo atto d'amore nei propri confronti incominci nel momento in cui ci si apre alle altre persone e alla vita,tipo conoscendo persone che ci interessano, facendo nuove amicizie,parlando con chi ci vuole bene...è una cosa graduale, ma quando si inizia non ci si finisce più di stupirsi sia di se stessi che delle persone che incontriamo,in senso positivo ovviamente Very Happy .

Sai peanut, una persona a noi cara, don franco barbero, ricorda sempre dove c'è amore c'è Dio, quindi ama serenamente senza preoccuparti dei pensieri sgradevoli altrui.

Un grande abbraccio e buon cammino cheers

p.s. La cosa bella è che il cammino non finisce mai, continua...in piano, in discesa e in salita...e non temere le scalate da affrontare, sono i sentieri più difficili ma allo stesso tempo i più gratificanti perchè quando arriverai in cima godrai con tutta serenità e pace la vista dall'alto e ti dirai "mamma mia quanta strada che ho fatto, se non fossi qui a vederlo con i miei occhi non ci crederei" , sai man mano che si cammina si impara anche a camminare con più forza, determinazione e voglia di non fermarsi al primo sassolino che ci fa inciampare Very Happy
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  cinzia il Sab Mar 17, 2012 12:57 am

Cronache di vita vera

Riemergo dalla fossa per dirvi questo, che l'altro giorno il Guru Marcella mi ha raccontato. Sua figlia di 8 anni, la Marta, ha un'amica del cuore, la Bea, va dalla mamma e le dice, "Mamma, io e la Bea ci vogliamo così bene, ma così bene, siamo lesbiche!".
Il giorno prima però le aveva confidato di essere innamorata del suo compagnio Andrea....

La Marcella ha commentato la frase di sua figlia così, mi ha detto vedi, anche se non ha capito esattamente cosa vuol dire, la Marta la parola lesbica l'associa subito al volersi bene. Non ha nessuna connotazione negativa per lei!





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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  ROBY80 il Ven Mar 16, 2012 9:14 pm

cara penut, io è da quando ho 3 anni che combatto contro la mia omofobia interiorizzata, pur sapendo di essere lesbica da quando ne ho 16 ( e ora ne ho 32) ci combatto ancora.
Pur troppo viviamo in un mondo che costantemente ci ripete come un mantra ( o giaculatoria se preferite) " tu sei sbagliato, tu sei sbagliato..." e questo mantra/giaculatoria ce l'abbiamo dentro e ci tortura. Bisogna traformarlo e farlo di ventare " io sono giusta in questo modo, sono fatta così perchè il signore mi ha creata così e mi ama così"
Mi sono accorta che da quando sto con la mia attuale compagna ( da quasi 1 anno) essendo un rapporto d'amore autentico quella dannata "vocina" sta scomparendo.
E sicuramente gli alleati (amici,famiglia,situazioni lavorative positive) mi stanno aiutando tantissimo...
L'amore auto/etero autrentico mette a tacere la "vocina".
Purtroppo siamo in una chiesa che non ci aiuta, siamo i fa un'autentica figli/e da tollerare e correggere e ciò ferisce una persona che ha un'autentica fede in Dio e ama la sua chiesa...essere considerato un figlio amorfo non è che proprio ti tira su l'autostima, però grazie a Dio il Signore non ci lascia soli a portare qst fardello.
Dobbiamo tirare fuori il coraggio delle nostre scelte e per ciò che siamo, continuare a nasconderci come topi o mollare la chiesa non è la soluzione.
Io nel mio piccolo sto provando a fare coming out anche quando in mezzo a cristiani ho paura di essere giudicata male, però è necessario penso.
Ovviamente non vado in mutande davanti ad un drago, ogni passo è calibrato in base alle energie, strumenti e capacità di resistere al contraccolpo negativo. Per fare coming out in ambiente ostile bisogna essere abbastanza strutturati, però penso che gradualmente mi sto strutturando e quindi un pò OSO.
Penaut, i tempi del tuo coming out li sai solo tu.

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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  annamaria il Gio Mar 15, 2012 11:18 pm

..un post decisamente spesso direi.
Peanut,
io credo che ognuna di noi abbia nascosto e poi "manifestato" (le virgolette intendono che non abbiamo pubblicato la notizia sui quotidiani) la propria condizione di omosessuale.
Situazione mai facile direi quella di emergere, ed è qui che si tende ad interiorizzare un po' a chiudere, e il rischio almeno per alcune di noi, è di cadere nella mancanza di autostima, nella confusione, nella disperazione, nella non accettazione di sé...insomma un disagio psicologico notevole.
Per poi aggiungere il senso di colpa, la religione ecc....già menzionato nelle altre risposte.
Certo, poi esistono strategie idonee per affrontare e superare l'omofobia interiorizzata...l'aiuto di un valido psicologo ritengo sia il mezzo principale, e poi il confrontarsi con altre lesbiche e gay ci rende meno vulnerabili, l'imparare ad essere più consapevoli di noi stesse, sentirsi parte della comunità, e quindi non isolarsi aiuta notevolmente.
Ognuna di noi procede sul proprio cammino, e in questo forum che ringrazio di esistere, abbiamo la possibilità di scambiarci sensazioni idee, e reciproco aiuto....
Vedrai, ti aiuterà. sunny sunny sunny
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  mery70 il Gio Mar 15, 2012 12:18 am

fino a un paio di anni fa anch'io sono stata il tipo di lesbica n 2, poi è arrivata la prima relazione e le cose sono un po cambiate...anche se ancora oggi la parola lesbica mi sta un po stretta, prima di tutto mi considero una persona che ama! Cool

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Messaggio  SHANTI il Mer Mar 14, 2012 10:48 pm

anita ha scritto:

E' appurato che l'unico risultato che ottengo con le mie chiamate è quello di mandarla a fare la pipì Sad






Sad Sad Sad Sad Sad Uffa! Sto lavoro che pizza.... (lo dico anche per me)
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  anita il Mer Mar 14, 2012 10:21 pm

SHANTI ha scritto:E poi si, cara Anita, ora passiamo il testimone a Cinzia, che quando riuscirà a venir fuori dal suo mega lavoro potrà sicuramente dare un contributo a questo topic. Prova a chiamarla al cellulare Laughing così la riabbiamo tra di noi. Wink

E' appurato che l'unico risultato che ottengo con le mie chiamate è quello di mandarla a fare la pipì Sad




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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  SHANTI il Mer Mar 14, 2012 9:05 pm

vivi ha scritto:mi sono sentita chiamare....viviiiii ...........viviiiiii ...........viviiiiiiii

Laughing Laughing Laughing Laughing Grande Vivi!!!! E Cinzia? come posso chiamarla? Laughing Laughing Laughing
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  vivi il Mer Mar 14, 2012 8:49 pm

mi sono sentita chiamare....viviiiii ...........viviiiiii ...........viviiiiiiii
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Messaggio  SHANTI il Mer Mar 14, 2012 7:51 am

peanut ha scritto:grazie ragazze,
Shanti potresti scrivere un saggio "il tipo di lesbica che..."
Io sono stata per tutta la vita la numero 2... e adesso vorrei evitare il 4 che sento potrebbe essermi famigliare.

un abbraccio
dalla lesbica peanut (devo allenarmi Wink )

Peanut ricorda che prima di essere "lesbica" sei un meraviglioso essere in cui c'è una scintilla divina. Non ti classificare, non ti catalogare, sii te stessa e sorattutto..... VIVI, vivi la tua vita, vivi il tuo amore, vivi lo splendore della creazione e AMA! E' difficile lo so, ma i pregiudizi, il senso di colpa, la paura sono tutti retaggi che impediscono alla farfalla che è in te di uscire dal bozzolo e volare nella luce di Dio, forte e sicura! sunny sunny sunny

Un post da aprire potrebbe essere sul senso di colpa, che ne dite?
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  peanut il Mer Mar 14, 2012 1:33 am

grazie ragazze,
Shanti potresti scrivere un saggio "il tipo di lesbica che..."
Io sono stata per tutta la vita la numero 2... e adesso vorrei evitare il 4 che sento potrebbe essermi famigliare.

un abbraccio
dalla lesbica peanut (devo allenarmi Wink )
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Messaggio  SHANTI il Mar Mar 13, 2012 11:13 pm

Il discorso dell'omofobia interiorizzata in realtà credo sia molto soggettiva, almeno per me. Attribuisco queste due parole a comportamenti più o meno riconducibili a diverse personalità che più o meno posso riassumere così:
- il tipo di lesbica che pur avendo innamoramenti verso donne e cercando rapporti con le donne si ostina a dire che è bisex alla sventurata di turno e che chi è bisex è una personalità più completa con il risultato che cerca di distruggere l'altra facendole pagare colpe che non ha. Evil or Very Mad
- il tipo di lesbica che avendo problemi non risolti con la fede e di non accettazione del suo sentimento verso le donne maschera il tutto con un raggiungimento della pace dei sensi e che in realtà la costringe a reprimere totalmente la sua sessualità con il risultato di essere una pentola a pressione incontrollabile. Evil or Very Mad
- il tipo di lesbica che spesso si traveste (all'ennesima potenza) al maschile come se assumendo atteggiamenti, vestiario, e modi di fare tipici del maschio sia meno "colpevole" nell'amare una donna e mortificando la sua femminilità si avvicina a quello che è lo stereotipo sociale della coppia "maschio/femmina". Questo atteggiamento avvalora ancora di più il concetto di "diversità" da parte della società. Evil or Very Mad
- il tipo di lesbica che ogni volta che ha una storia non riesce ad accettare il fatto di amare una donna e pur avendo frequentato gruppi, forum o quant'altro di specifico sino a quel momento, si allontana da tutto e da tutti per rinchiudersi nel suo piccolo mondo fatto a due e tenendo debitamente fuori dalla porta qualsiasi cosa sia vicino al mondo omosessuale come se così facendo lo sia di meno. Risultato è che spesso isola anche la sua compagna. Evil or Very Mad
- il tipo di lesbica che oppressa dai sensi di colpa chiede alla sua compagna un rapporto casto, spesso anche su consiglio di un padre spirituale, e quando inevitabilmente infrange questo tipo di regola severissima ma difficile da rispettare corre a confessarsi dopo aver fatto l'amore. Risultato è una insoddisfazione e una incapacità a godersi anche i momenti più teneri, passionali e felici del rapporto a due. Evil or Very Mad
Potrei continuare ancora ma mi fermo. Per me questi atteggiamenti identificano una incapacità di accettazione di se stessi molto alta e pericolosa.
Non mi sembra che tu rientri in queste realtà Peanut, mi sembri una donna giovane e alla scoperta di se stessa. Certo la parola "lesbica" è molto dura e io per prima cerco di sostituirla con "gaia", termine meno sfruttato negativamente dalla società, e come dice Anita è normale agli inizi di questa avventura avere delle reazioni come quella che hai raccontato. Anita ha anche identificato un'altro tipo di lesbica "omofobica" quella che dice di essersi accettata in pieno ma che invece si comporta come la peggior etero "omofobica" cercando di distruggere tutte quelle che incontra sul suo cammino come se annientandole annienti la parte di sè che non è in grado di sostenere. E poi si, cara Anita, ora passiamo il testimone a Cinzia, che quando riuscirà a venir fuori dal suo mega lavoro potrà sicuramente dare un contributo a questo topic. Prova a chiamarla al cellulare Laughing così la riabbiamo tra di noi. Wink
















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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  anita il Mar Mar 13, 2012 9:36 pm

Cara Peanut, io credo che sia solo fisiologico, all'inizio del cammino, avere le reazioni che hai avuto tu.
Penso che un conto sia incominciare a riconoscersi nell'identitatà lesbica e quindi attraversare quelle fasi di imbarazzo e di timore dello "smascheramento", altro invece sia l'omosessualità interiorizzata, che credo appartenga di più a chi, nonstante si dica pienamente consapevole e fiera di sé, mette in atto dinamiche di nascondimento, agisca sminuendo la propria identità e provi addirittura vergogna di se stessa.
Per questo argomento però la maestra è Cinzia, che tante volte ci ha provocate sul tema. Wink
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Messaggio  SHANTI il Mar Mar 13, 2012 7:46 am

Cara Peanut il tuo post è molto interessante e da lo spunto per aprire un argomento davvero difficile, sentito e anche doloroso per alcune. Aspetta e le risposte arriveranno. sunny
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Re: omofobia interiorizzata

Messaggio  peanut il Mar Mar 13, 2012 1:38 am

... la mancanza di risposte, mi fa pensare che sono più grave di quello che pensavo Shocked
forse intanto dovrei desensibilizzarmi alla parola "lesbica"... nn so potrei ripeterla più volte al giorno, tipo prima e dopo i pasti, così nn vengo più colta alla sprovvista se qualcuno ne fa uso

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omofobia interiorizzata

Messaggio  peanut il Dom Mar 11, 2012 12:12 am

Ciao ragazze,
era un pezzo che volevo aprire un topic per capire cosa significa omofobia interiorizata, cosa significa concretamente, come si manifesta nel quotidiano. L'avete usato più volte in qualche post e in prima lettura mi era sembrato un controsenso che proprio voi vi sentiste effette. Io mi sono accettata da poco e mi è parso subito potesse appartenermi ma mi era rimasto un dubbio fino ad oggi.

Oggi ero con una collega e stavamo trattando una giovane di 11 anni. La mia collega si era appena tagliata i capelli e esordisce dicendo: "la mia amica ha detto che devo piantarla di farmi tagliare i capelli come una lesbica!".
Mi sono pietrificata, come se fosse stata usata una parola troppo grande per la mia piccola paziente (la quale fra l'altro nn ha battuto ciglio), come se lei nn dovesse sentire, sapere, come se stessimo parlando di sessualità esplicita, insomma avrei censurato decisamente l'intervento.
Quindi adesso la diagnosi è decisamente chiara e penso anche di essermi risposta ad alcune domande che avevo in merito all'argomento.

Ora... la cura? pale

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Re: omofobia interiorizzata

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