corpi che parlano

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Re: corpi che parlano

Messaggio  aria il Mar Gen 22, 2013 12:22 am

Veramente bello Anita
grazie flower .. Aria
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aria

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Messaggio  SHANTI il Dom Gen 20, 2013 6:52 pm

Grazie Anita. Bellissimo questo post. In fin dei conti il nostro corpo, così spesso dimenticato, non è altro che il prezioso contenitore dei nostri sentimenti, del nostro cuore, della nostra anima.... uno scrigno preziosissimo!
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SHANTI

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corpi che parlano

Messaggio  anita il Dom Gen 20, 2013 5:23 pm

Volevo condividere con voi questa riflessione, che ho trovato affascinante, per il contenuto e per come è stata espressa, da parte di una donna che ama le donne e le belle parole.


Se il corpo fosse trasparente?
Non so se l'ipotesi mi rincuora, senz'altro m'affascina, sapendo che non sarà mai così.
Trasparente.
Oh, sì, che si vedano i pensieri? I sentimenti? Le emozioni?
In un istante sarebbe un'inarrestabile rivoluzione: se il corpo trasparisse i pensieri, nulla si terrebbe insieme, nulla; e tutto dovremmo ricominciare, che del segreto del corpo, del corpo che non mostra tutti i nostri pensieri, ci facciam scudo tutte, e quanto ci contiamo ogni momento, pur senza accorgercene.
Ma tante volte i nostri corpi mostrano, eccome. S'inciampano e lasciano cadere le cose dalle mani, quando un pensiero/ostacolo si presenta alla mente; si sbagliano mentre scrivono una parola, quando non è esattamente quella che pensano; s'arrossiscono quando qualcuno sta per svelare una parte di noi; s'affrettano quando indugiare su uno sguardo, su una guancia, su due labbra rivelerebbe il piacere che sognamo e non abbiamo, che da lì ci venga e ci corrisponda... oh, sì, i corpi dicono.
Camminano rigidi, camminano dinoccolati, camminano mano nella mano: non t'accorgi di quante volte stringo il pugno piano? Lì vorrei appunto quella mano.
I corpi parlano, i corpi spesso s'azzittiscono quando non c'è proprio nessuno che li ascolta, nemmeno noi.
I corpi sono puniti milioni di volte, di questi tempi, anche senza farne offesa di minaccia, di gesto, di violenza. I corpi sono puniti mille volte perché abbiamo smesso presto di abitarli veramente, di portarli a ballare, di portarli dolcemente su un divano a farsi coccolare. Abbiamo smesso di farli faticare, stancare, patire di freddo e di fame, ma non di spreco, di superfluo, di incomprensione. Di questo i nostri corpi sono obesi.
Il mio corpo non si rassegna ad assomigliarsi, perché è animato: faccio mille facce e non ne so nemmeno una, so che però mi piacerebbe che d'un tratto qualcosa di questo corpo mio arrivasse improvvisa nella mente di qualcuna, e succedesse che magari lì facesse il per nulla straordinario, il magico naturale: sorridere d'amore, ad esempio. O facesse riflettere, facesse tenerezza, facesse rabbia, facesse desiderio, facesse sentire che io sono arrivata al posto giusto, al cuore.
Adesso al cuore mio ho capito che i ricordi inaspettati di quel volto, di quel corpo, di quella lei, arrivano: è il posto loro. Non m'occupano il cervello, non mi tolgono il sonno, non m'angosciano le giornate: ogni tanto si presentano lì, al cuore. Ed io? S'arriverà, mi dico, s'arriverà di nuovo.
Un tempo quest'ipotesi e questa certezza m'avrebbero sgomentata; e che son io, una bellezza? Una bellezza rara? Lo so che non lo sono, eppure lo sono interamente. Adesso non mi spavento, semmai m'intimidisco ancora quell'un poco.
So che amo certe essenze che passano per la maggior parte inosservate, eppure arrivano a me attraverso schermi di ciglia, pose spontanee, un voltarsi di lato, e un nascondersi il volto con la mano; arrivano mentre guidano un'auto, mentre s'accendono una sigaretta, mentre indossano un maglione, mentre scelgono un sacchetto di frutta da mangiare la sera.
Ed io fra loro, con questo corpo qui. Se io amo loro, che mi amino potrà essere possibile. Se io amo lei che semmai nulla sembra avere di specdiale, ed è semplicemente unica, allora c'è l'altra che sa amare quel che da questo corpo affiora, appare. L'unicità che sono me.
Che amino il mio corpo che sono e non sono affatto io.
Che allora sia. E' il mio.
A tutte voi, buono e bello è il vostro corpo, a cui molti e dolci si devono abbracci, abbracci e baci, onche oggi, anzi soprattutto oggi, che è domenica e le feste vanno onorate.


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anita

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