La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  freedom il Dom Feb 14, 2010 11:18 pm

altraidea67 ha scritto:ho rivisto con estremo piacere il video di don franco barbero...
ho pianto..
ho conosciuto personalmente don Franco e ho avuto modo di ringraziarlo a nome di tutti coloro che soffrono e amano
anita...grazie

Davvero lo hai incontrato? Come è stato? Leggo il suo blog tutti i giorni, e dire che Pinerolo non è poi così lontano da casa mia.. giusto un paio d'ore di macchina..
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  altraidea67 il Dom Feb 14, 2010 4:51 pm

ho rivisto con estremo piacere il video di don franco barbero...
ho pianto..
ho conosciuto personalmente don Franco e ho avuto modo di ringraziarlo a nome di tutti coloro che soffrono e amano
anita...grazie

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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Betty il Mer Feb 10, 2010 6:32 pm

grazie per il chiarimento...è sempre un piacere confrontarmi con te... flower
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Giovannadarco il Mer Feb 10, 2010 12:47 pm

Betty ha scritto:scusa perchè dici...una parte della Chiesa che è in errore?...a me risulta che la linea generale della Chiesa non condivide l'orientamento omossessuale, le coppie omosessuali, non solo il prete rigido di turno.



Scusa,ma sono stata io ad esser poco chiara e probabilmente abbastanza criptica. Intendevo riferirmi a tutte le sciocchezze che parte della Chiesa dice,tipo la guarigione per gli omosessuali che,invece, non è prevista dai documenti del Magistero.
Oppure la possibilità che il sesso senza voler avere dei figli non sia peccato se fatto da due eterosessuali sposati( e non è vero,basta leggere bene l'enciclica humanae vitae).
Oppure il cosiddetto "peccato dell'albero genealogico" che ,per converso, trova una condanna netta da parte di Gesù.
Insomma sono tutti casi in cui preti e fedeli dicono delle sciocchezze non previste nè dalla Bibbia,nè tantomeno dal Magistero.
Non vado oltre,perchè poi entro in off-topic.
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Betty il Mar Feb 09, 2010 9:20 pm

scusa perchè dici...una parte della Chiesa che è in errore?...a me risulta che la linea generale della Chiesa non condivide l'orientamento omossessuale, le coppie omosessuali, non solo il prete rigido di turno.






sono perfettamente d'accordo con te Freedom che non è una colpa essere omosessuali, però bisogna ammettere che la gente s'impegna a renderci la vita un "tantino" complicata.
Io faccio tesoro delle parole che spesso mi ripetevano i miei genitori... non ascoltare la gente cattiva, pettegola e invidiosa..il raglio dell'asino non sale in cielo...che ne dici?



ciao Anita ho letto il tuo intervento e ti rispondo anch'io al volo,hai detto bene..."l'ho imparato" e le mie difficoltà stanno proprio qui..non aver mai "vissuto" l'esperienza d'amore con Dio,... come diceva Giovannadarco, con il cuore non con la mente (non ricordo le parole esatte ma il concetto è questo), ho sempre percepito Dio come un'entità astatta lontana invisibile agli occhi, Dio non mi ha mai fatto battere il cuore, mi ha sempre "impegnato" la mente.
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  anita il Mar Feb 09, 2010 9:03 pm

Ho letto d'un fiato i vari interventi di questo topic e vorrei rispondere sulle tre cose che d'istinto si sono fermate nella mia mente.

1. "lo so che Dio mi ama... perché me l'hanno insegnato al catechismo".
Io credo che l'amore di Dio e l'amore per Dio siano un'esperienza, un incontro, da cui deriva una relazione. Come quel sentimento d'amore che ci lega ad una pesona, sia essa la nostra compagna o un caro amico. Una persona che fino ad un momento prima non conoscevamo, che ad un certo punto incontriamo e verso la quale nasce un bene grande che sentiamo ricambiato.
Si può "sapere" di Dio alla perfezione, ma non averlo mai incontrato, non aver mai costrito una relazione, non aver mai fatto l'esperienza della Bontà, della Provvidenza, della Misericordia, che sono l'amore di Dio. Mi viene in mente Erri de Luca, uno dei miei autori preferiti, conoscitore impeccabile dei testi sacri, un narratore affascinante e carismatico del Dio d'Israele, che pure si dichiara non credente... non ha vissuto l'Incontro.

2. Chiesa che esclude, Chiesa che accoglie.
La mia posizione rispetto a questo tema è sempre stato discretamente sereno, benché abbia avuto i miemi momenti di rabbia e ribellione. Guardo la storia della Chiesa e vedo un lentissimo cammino di comprensione e luce, vedo un "corpo" bello, in movimento verso il futuro, ma che procede a passi piccolissimi, a causa del peso della sua stessa storia. Penso a Galileo, alle inquisizioni... fino alla più recente richiesta di perdono di Giovanni Paolo II ai fratelli ebrei. Momenti di fondamentale svolta giunti dopo secoli di strada.
Questa Madre arriverà prima o poi ad abbattere i suoi muri anche per noi, probabilmente lo vedranno generazioni successive alla nostra o forse saremo così fortunate da vederlo noi stesse. So, però, che c'è una porzione di Chiesa, di quella Chiesa istituzionale, pensante, che fa teologia ed esegesi, che per questo è già a lavoro da molto tempo e ho fiducia in questo, in questi uomini in ascolto di Dio.

3. A proposito di sacramenti. Anch'io sono convinta che non vi è peccato nella mia relazione di coppia che poggia sull'amore e sul reciproco dono, perciò non la porto in confessione e se ricevo i sacramenti lo faccio solo con la disposizione del povero che umilmente allunga la mano, del pellegrinno stanco che chiede un aiuto nel cammino, fiducioso che ne riceverà con abbondanza e benevolenza.
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Giovannadarco il Mar Feb 09, 2010 4:17 pm

freedom ha scritto:

Essere lesbica non è una colpa, dunque non c'è nulla di cui doversi pentire e di dover confessare. Penso che il vero peccato sia vivere il sesso fine a sé stesso senza sentimenti, stare con qualcuno senza provare amore sincero ma prendendolo/a in giro, avere due o più storie contemporaneamente eccetera. Quindi fai la tua Comunione a testa alta, non sfrutti proprio nulla.. Like a Star @ heaven

Sono d'accordo nel cercare di abbinare amore e sesso e di non far del male alla persona che ci è accanto(dicendo "ti amo" pur sapendo che non è vero, tradendo,ecc.).

E,in ogni caso, questi sono precetti validi per tutti,anche per gli eterosessuali(anche se spesso se li dimenticano! Suspect )
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Giovannadarco il Mar Feb 09, 2010 4:14 pm

Betty ha scritto:sei stata cristallina...grazie, mi sei stata davvero di grande aiuto.

allora significa che sono una "diversa" "normale"......ovviamente sto scherzando,mi concedi un pò di ironia?

Figurati! Smile

Certo che si può ironizzare...ci mancherebbe! Very Happy


Aggiungo solo un concetto che ho dimenticato di esprimere nei precedenti post,perché la mia memoria ogni tanto vacilla.

C'è una domanda molto importante che,negli anni passati, mi sono posta.

Domanda: assodato l'amore di Dio, perché vado a "perdere" Gesù per una parte di Chiesa che è in errore?

Risposta: farei del male a me stessa negandomi il contatto con Gesù, precludendomi una stretta unione con lui(Messa,confessione,comunione,ecc.)...vorrebbe dire che il prete ignorante di turno(e ce ne sono purtroppo! ) o la bizzoca incrociata in chiesa hanno il potere di decidere per me se vivere in pienezza l'amore che Gesù vuole dimostrarmi anche durante la Messa...insomma sarei una pazza se rinunciassi a tutto questo. Dio vale molto di più del presbitero che non accoglie!
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  freedom il Mar Feb 09, 2010 1:05 am

Betty ha scritto:Altro quesito...come avvicinarsi ai sacramenti e non avere la sensazione (concedimi il termine) di "sfruttarli"?..cioè, tanto poi mi confesso.

La confessione - con la quale peraltro ho da sempre un rapporto pessimo - implica l'ammettere una "colpa" e l'essersi "pentiti". Essere lesbica non è una colpa, dunque non c'è nulla di cui doversi pentire e di dover confessare. Penso che il vero peccato sia vivere il sesso fine a sé stesso senza sentimenti, stare con qualcuno senza provare amore sincero ma prendendolo/a in giro, avere due o più storie contemporaneamente eccetera. Quindi fai la tua Comunione a testa alta, non sfrutti proprio nulla.. Like a Star @ heaven
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Betty il Mar Feb 09, 2010 1:03 am

sei stata cristallina...grazie, mi sei stata davvero di grande aiuto.

allora significa che sono una "diversa" "normale"......ovviamente sto scherzando,mi concedi un pò di ironia?
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Giovannadarco il Lun Feb 08, 2010 10:12 pm

Betty ha scritto:ciao sei stata chiarissima.

Ne approfitto subito con una domanda diretta.

Tu hai detto che bisogna percepire l'amore di Dio..Ti chiedo..come?

Io so che Dio mi ama..lo so da sempre, me lo sento ripetere dai tempi del catechismo...e su questo non ho dubbi..ma nel vivere quotidiano come lo percepisco? come posso averne le "prove", sentirlo pulsare,..non lo vedo nella collega, non lo vedo nel mio dirigente, neppure nel fornaio o benzinaio...



Vedi ... tu ne parli in modo razionale: "lo so","me lo hanno insegnato",ecc. Io,invece, te ne parlo riferendomi al cuore e non alla mente.
L'amore di Gesù lo percepisco in chi alza il telefono per chiedermi semplicemente "come stai?", in chi mi rivolge un sorriso, mi porge un abbraccio spontaneo, in chi mi chiede "hai bisogno d'aiuto?", nei gesti d'amore della mia ragazza, di mia madre, di mio padre ...lo percepisco(ma in modo diverso ed ugualmente intenso) durante le ore di adorazione,dopo una confessione,durante la messa grazie al senso di pace e tranquillità che mi pervade fortemente



La Chiesa non approva la nostra "condizione"...come vivere un rapporto di coppia senza sentirsi in colpa?
Altro quesito...come avvicinarsi ai sacramenti e non avere la sensazione (concedimi il termine) di "sfruttarli"?..cioè, tanto poi mi confesso.

Forse ho fatto troppe domande affraid

posso parlarti del mio rapporto di coppia e di come si "incastra" con Dio e la Chiesa.
Ho pregato tanto e a lungo affinchè lei entrasse nella mia vita(mi hanno anche presa in giro per questo),lei nel frattempo pregava ugualmente e col mio stesso intento. Ebbene ci siamo conosciute e siamo consapevoli che ognuna è un dono per l'altra,ma soprattutto è un dono che viene da Dio.
Se Gesù me l'ha donata non vado a "sfruttare" i sacramenti...un Suo dono non può essere oggetto di pentimento,di senso di colpa,di scuse,ecc.

comunque sono domande "normali",che anch'io illo tempore mi feci




Ciao "piccola" Freedom grazie anche a te, ho visto don Barbero in televisone nelle varie trasmissioni e concordo con te,,è un bel personaggio, peccato che la Chiesa non lo riconosca più come sacerdote.
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Betty il Lun Feb 08, 2010 7:25 pm

ciao sei stata chiarissima.

Ne approfitto subito con una domanda diretta.

Tu hai detto che bisogna percepire l'amore di Dio..Ti chiedo..come?

Io so che Dio mi ama..lo so da sempre, me lo sento ripetere dai tempi del catechismo...e su questo non ho dubbi..ma nel vivere quotidiano come lo percepisco? come posso averne le "prove", sentirlo pulsare,..non lo vedo nella collega, non lo vedo nel mio dirigente, neppure nel fornaio o benzinaio...


La Chiesa non approva la nostra "condizione"...come vivere un rapporto di coppia senza sentirsi in colpa?
Altro quesito...come avvicinarsi ai sacramenti e non avere la sensazione (concedimi il termine) di "sfruttarli"?..cioè, tanto poi mi confesso.

Forse ho fatto troppe domande affraid



Ciao "piccola" Freedom grazie anche a te, ho visto don Barbero in televisone nelle varie trasmissioni e concordo con te,,è un bel personaggio, peccato che la Chiesa non lo riconosca più come sacerdote.
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  vivi il Lun Feb 08, 2010 7:02 pm

potrei aggiungere che il sentire che Dio ti ama spesso si manifesta nel bene di tante persone che sono Chiesa e che ti conoscono per quello che sei .
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Giovannadarco il Lun Feb 08, 2010 5:07 pm

Betty ha scritto:posso chiederti come hai risolto il conflitto tra omosessualità e lo stare nella Chiesa Cattolica? non è semplice curiosità ma è un conflitto che non sono ancora riuscita a sciogliere completamente, ogni tanto riemerge. grazie.

il metodo è unico:percepire l'amore di Dio.
Non ci sono state altre strade o altri percorsi possibili per me.

E' da quando mi sono convertita(diversi anni fa ormai) che sono certa dell'amore che Dio prova per me nella mia "interezza".

E' chiaro che,partendo da un assunto del genere,sono perfettamente consapevole che gli uomini e le donne di Chiesa possono sbagliare e sbagliano!

Sbagliano soprattutto quando ,come tanti pappagallini ammaestrati, ripetono ciò che gli ha detto il parroco di turno,senza aver riflettuto bene su ciò che hanno ascoltato. Ecco perché,poi,le loro parole risuonano senza misericordia e senza carità verso il prossimo.

L'unica ricetta concreta che ho per superare le tante frecce scagliate contro la comunità omosessuale è quella di ritornare a Gesù,ritornare attraverso la comunione,la confessione, la Bibbia e la preghiera personale.

Spero di essere stata sufficientemente chiara...se hai domande più specifiche chiedi pure Wink
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  freedom il Lun Feb 08, 2010 12:24 am

Betty ha scritto:posso chiederti come hai risolto il conflitto tra omosessualità e lo stare nella Chiesa Cattolica? non è semplice curiosità ma è un conflitto che non sono ancora riuscita a sciogliere completamente, ogni tanto riemerge. grazie.

Non è facile infatti, soprattutto quando certi personaggi "autorevoli" all'interno della Chiesa fanno dichiarazioni come quelle di alcuni giorni fa sulla comunione ai gay.. Penso che incontrare persone che riescono a "essere Chiesa" senza lasciarsi sottomettere dal messaggio istituzionale sia un ottimo punto di partenza, ma è naturale che non tutti possono avere questa fortuna.

Ti lascio questo video che mi emoziona sempre ogni volta, come mi emoziona ogni giorno leggere le parole di quest'uomo meraviglioso, che un giorno spero - appunto - di incontrare di persona sul mio cammino.
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  Betty il Dom Feb 07, 2010 10:22 pm

posso chiederti come hai risolto il conflitto tra omosessualità e lo stare nella Chiesa Cattolica? non è semplice curiosità ma è un conflitto che non sono ancora riuscita a sciogliere completamente, ogni tanto riemerge. grazie.
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Messaggio  Giovannadarco il Lun Gen 11, 2010 5:27 pm

delfino ha scritto:grazie per avermi risposto!
sai, proprio in questo periodo, in cui spesso mi trovo a riflettere sul cammino francescano e sulla scelta da fare, ho pensato alle promesse temporanee. Sento che questa sarebbe la scelta più adatta a questo periodo della mia vita. Il fatto è che io non sono affatto certa della mia omosessualità, ma non sono neanche certa del contrario... Sono in cammino per cercare di capire cosa davvero desidero per la mia vita. Il cammino di fede non sempre mi aiuta in questo, ma appartenere alla realtà francescana per me è comunque importante, per questo spero di poter conciliare il cammino di fede con il casino interiore che mi porto dentro...anzi, chissà che Dio non dia luce proprio a quello...ciao!

e a maggior ragione puoi prendere i voti temporanei o chiedere di ripetere l'ultimo anno di noviziato.
Quello che ti posso dire,alla luce della mia esperienza, è che il fulcro del discernimento è stato:sono stata davvero chiamata a seguire Gesù sull'esempio di San Francesco? Come mi trovo coi terziari? E coi frati? E le clarisse? E' davvero una spiritualità coinvolgente? O desidero altro?
E questo ragionamento l'ho svolto senza dare peso al mio orientamento sessuale,anche perchè il conflitto tra l'omosessualità e lo stare nella Chiesa Cattolica ho avuto modo di risolverlo in precedenza(prima di emettere la professione).

Lo Spirito Santo ti farà capire ciò che è meglio per te sunny
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Re: La fatica di accettarmi come lesbica e come cattolica

Messaggio  delfino il Dom Gen 10, 2010 1:00 am

grazie per avermi risposto!
sai, proprio in questo periodo, in cui spesso mi trovo a riflettere sul cammino francescano e sulla scelta da fare, ho pensato alle promesse temporanee. Sento che questa sarebbe la scelta più adatta a questo periodo della mia vita. Il fatto è che io non sono affatto certa della mia omosessualità, ma non sono neanche certa del contrario... Sono in cammino per cercare di capire cosa davvero desidero per la mia vita. Il cammino di fede non sempre mi aiuta in questo, ma appartenere alla realtà francescana per me è comunque importante, per questo spero di poter conciliare il cammino di fede con il casino interiore che mi porto dentro...anzi, chissà che Dio non dia luce proprio a quello...ciao!

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Messaggio  Giovannadarco il Mar Gen 05, 2010 4:33 pm

delfino ha scritto:ciao! sei ancora nell'ofs? io sto per fare le promesse, dopo 3 anni di cammino. Ma ho anche una gran confusione su di me e sulla mia vita affettiva, e questo stato di cose non mi aiuta nella scelta. Tu come hai fatto?

sì,ne faccio ancora parte...ormai sono ben 4 anni che ho emesso la professione sunny .

Guarda che nell'Ofs sono ammesse anche le persone sposate con figli,quindi perchè le porte per te dovrebbero chiudersi? Tra l'altro non viene preso il voto di castità.

Come ho fatto io? Il problema non si pone perchè,come ben sai, nell'Ofs non si parla di teologia morale(tranne alcune realtà),ma i cardini del cammino sono tre:preghiera,Bibbia e fonti francescane,sociale(occuparsi dei bisognosi).

Molto dipende dalla realtà che vivi,dalle indicazioni che ti dà il tuo padre spirituale e anche il frate assistente.

Comunque potresti prendere i voti temporanei e non definitivi(nelle Costituzioni è contemplata anche questa possibilità) e rimandare quelli definitivi a data da destinarsi Wink
In questo caso puoi parlare prima col maestro/a di formazione e,poi, col ministro/a,affermando che non ti senti pronta ad un passo "definitivo",piuttosto intendi procedere per gradi.Credo che non ti faranno alcun problema...tanto comunque frequenti la fraternità,vero?

Se mi esponi in dettaglio i tuoi dubbi,posso essere più precisa nelle risposte.
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Messaggio  Sarya il Mar Gen 05, 2010 3:10 pm

La testimonianza di Elisabeth si avvicina molto alla mia vita e al mio rapporto con la Chiesa.
Alla base di tutto cerco di essere una persona coerente riguardo i valori morali, provo a metterli in pratica anche se non sempre sono capace! Essere lesbica e credente è senza dubbio una condizione difficile da vivere. Faccio parte di un cammino di fede che mi aiuta a comprendere ogni giorno cosa significa rinunciare ad uno stile di vita che suggerisce al mondo, che tutto, ogni cosa sia lecita, giusta, legittima.
Questo non vuol dire che sono una bigotta capace di scorgere un interpretazione logica alla lacerazione interiore che vive un cristiano gay, semplicemente mi sforzo di unire i due fiumi. Erigo come fosse mia un affermazione di Elisabeth : “Mi è costato fatica accettarmi come lesbica, e a volte mi costa ancora”... Comprendo poco di dogma e magistero, quindi le disquisizioni teologiche le lascio agli specialisti in materia! Leopardi direbbe: “ nel pensier mi fingo” (ed io aggiungo) di aver compreso ciò che sono e ciò che voglio dalla vita, ma a volte non voglio ciò che so, ossia : essere lesbica e credente.
Non rinnego la fede ma è il naufragar non è per niente dolce in questo mare...
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Messaggio  delfino il Dom Gen 03, 2010 12:03 am

ciao! sei ancora nell'ofs? io sto per fare le promesse, dopo 3 anni di cammino. Ma ho anche una gran confusione su di me e sulla mia vita affettiva, e questo stato di cose non mi aiuta nella scelta. Tu come hai fatto?

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Messaggio  Giovannadarco il Sab Gen 02, 2010 5:29 pm

vorrei precisare che entrare nell'OFS-Ordine Francescano secolare non significa diventare suore!!
Infatti la parola "secolare" vuol dire "laico":si rimane nella propria famiglia,col proprio lavoro,nel proprio status di laici,ci si può sposare ed avere figli.
Al momento di emettere la professione si prendono i seguenti voti:obbedienza,purezza di cuore e povertà (intesa come giusto distacco dai beni materiali). Da nessuna parte è previsto il voto di castità.

A parte questa digressione, mi ritrovo perfettamente nell'affermazione "la Chiesa per me è una casa". Anch'io vado a messa e non ne posso fare a meno,non potrei vivere senza.
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Messaggio  Admin il Dom Dic 27, 2009 2:38 pm

Leggo questa bella testimonianza di Elisabeth pubblicata su [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. Voi che ne pensate?


I miei amici mi hanno chiesto se fossi lesbica, ovviamente ho negato in modo veemente. Per circa 10 anni ho pensato seriamente di abbracciare la vita religiosa, sono anche entrata nell’Ordine Secolare Francescano, perchè non sono stata mai veramente interessata alla compagnia degli uomini e ai bambini. Mi è costato fatica accettarmi come lesbica, e a volte mi costa ancora.

Sono cresciuta con l’idea che l’omosessualità fosse in ogni modo sbagliata. La mia migliore amica del liceo mi disse che sarebbe stata molto più a suo agio se fossi stata una lesbica militante invece di una suora! Così, quando mi rivelai a lei, mi disse: “Dimmi qualcosa che non so”. Le dissi di aver baciato una ragazza. Non lo sapeva.

Ho avuto difficoltà ad uscire allo scoperto la prima volta. Mi sono seduta nella mia macchina, prendendola alla lontana, ho incominciato a parlare con una vecchia collega (e lesbica) finché piansi e le dissi: “Sono omosessuale”. Mi chiese se era una difficoltà e io, ovviamente le dissi di sì. Mi raccomandò di trovarmi una persona che mi seguisse. Ne trovai finalmente una nel centro per gay, lesbiche, bisex e trans (GLBT) locale.

Vado ancora a messa perché essere cattolica è una parte di ciò che io sono. Ho tentato di stare fuori dalla Chiesa, ma sono diventata molto depressa e isolata. La Chiesa, per me, è una casa e stranamente a molte delle persone a cui mi sono rivelata non importa che io sia lesbica purché sia felice.

Sono d’accordo con quanti dicono che “una persona è intelligente e ragionevole. La gente è irrazionale e stupida”
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