Francesco e la neve

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Re: Francesco e la neve

Messaggio  sky&sun il Dom Nov 14, 2010 9:31 pm

Conoscevo la storia di Francesco e la neve, ma leggere il tuo post e vedere le immagini mi ha colpito tantissimo.
Una parte del mio mondo continua a dirmi che il desiderio di vivere una relazione con una donna è e non può che essere una tentazione.
Il mio cuore, tante letture, la preghiera e una consapevolezza nuova mi dicono altro. Aumenta il desiderio di vivere una storia, diminuisce almeno dentro di me una frattura che ritenevo impossibile da ricomporre.
Esistono i sacrifici, le tentazioni che allontanano dalla strada intrapresa, certo...
ma nel guardare questo video mi è venuto da piangere perchè sono stanca di chi continua a dirmi che per me è impossibile una storia d'amore!
E' un crescendo di libertà dentro di me che mi fa essere più me stessa, cavoli!!!

Grazie di questo post, mi ha davvero colpito tantissimo!
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sky&sun

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francesco e la neve

Messaggio  alli il Sab Nov 13, 2010 3:04 am

salve, mentre cercavo come presentarmi sul forum.... sono stata attirata dal tuo post.... francesco e la neve è il racconto che amo di più e che va completamente contro il mondo di oggi. Francesco insegna che non ci sono più scelte possibili ma che una è la scelta e una volta fatta va portata avanti fino in fondo con fedeltà e sacrificio.
Fedeltà e sacrificio e chi li vuole oggi??? ne separatamente ne insieme: io le ho vissute tutte le condizioni che hai descritte, dalla fedeltà ad un cammino iniziato, alla scoperta di un amore che mi allontanava dal Tutto e da tutti, a tanti amori che non saziano e non danno pace. perchè Lui non dà pace..... io non so come fate voi.... io so solo che a me la coscienza non dà pace e che se dico a Dio lasciami stare fatti da parte e fammi vivere la mia storia perchè io ho bisogno di un amore concreto.... poi non è così.... io non ho pace.... forse perchè non ho mai avuto compagne credenti.... forse l'avere una relazione con chi condivide un cammino di fede aiuta..... per me non è stato così... e ora sono a pezzi e stanca e come dici tu lottare contro Dio porta via un sacco di energie e offusca la luce che abbiamo sempre visto e seguito.

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Re: Francesco e la neve

Messaggio  cinzia il Lun Set 27, 2010 3:20 pm

secondo me meglio decidere e agire sbagliando che star ferme ad aspettare la messa a fuoco che magari non arriva.


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Francesco e la neve

Messaggio  Eirene il Dom Set 26, 2010 2:24 am

“La piu' grande è mia moglie, il più piccolo è mio figlio...sono stato tentato. Perdonatemi”.

Così il San Francesco del film della Cavani, con le mani nella neve indica due pupazzi appena fatti: la famiglia che non aveva mai avuto.
Ma la sua tentazione era l'amore?
Questa immagine di Francesco nella neve mi torna in mente mentre affronto il traffico scomposto della mia città natale, quello di cui parlava lo 'zio' di Jonny Stecchino per intenderci.
L'amore è una tentazione?

Sono sempre stata affascinata dalla figura di san Francesco. Lui è il giovane ricco che ha il coraggio di dire 'sì' a Cristo. ”Chi ha lasciato casa, fratelli, sorelle, padre, madre, moglie, figli o campi per amore del mio nome, ne riceverà il centuplo ed erediterà la vita eterna” (Mt.19,29) .
Non c'è promessa più vera. L'ho sperimentato nel viaggio, cambiando valigia e pelle. Rinunciando a quello che è il sogno legittimo di molti, la stabilità, per seguire quelle che credevo essere le orme di un Dio pellegrino. Così ho ricevuto una tale ricchezza in “case” (mai mie), fratelli, sorelle, figli, profumi, cibi, colori, emozioni, contesti che è semplicemente indescrivibile.

Ora, perché parlo al passato con una nostalgia degna di Ulisse che gira attorno ad Itaca perché non trova parcheggio? Dico, E' possibile che tutte le esperienze si siano esaurite, di colpo? Per dirla alla Baricco, è' possibile che questa strada si stia dissolvendo?

Un giorno ho messo le mani nella neve.

Avevo sempre rimandato la questione. Alcuni sentimenti erano scomodi per la realizzazione di un'ideale così perfetto. Dovevo giocare il ruolo persona giramondo che ha bisogno di poco nel suo zaino per potersi sentire a casa e conoscere e raccontare. Sostanzialmente perché fa figo, ma in realtà nonostante la mia apparente ingratitudine sono stata soprattutto grata di ciò.

Non che non mi innamorassi. Mi innamoravo delle storie, delle vite delle persone. Un amore se volete un po' narcisista perché poter toccare quelle esperienze era come possedere un pezzo di mondo che altri non immaginavano. Sentirsi impegnata, coinvolta in qualche progetto sociale mi dava (mi da) la misura di un mondo a 'misura' d'uomo. Una strada dove i sogni, le proposte, i desideri e le aspirazioni corrono veloci, senza limiti. Fra il dispiacere di accorgermi di non essere rapida quanto quei sogni (a causa del mio carattere arancinoforme) e la soddisfazione di vivere situazioni di cui non mi ritenevo capace, ringraziavo i tanti nomi e volti di Dio incontrati sulla strada. O meglio ci provavo.

Ma ho visto la neve. Ed era una donna di una bellezza inenarrabile. Meraviglia. Era nei sogni, nei discorsi e in tutta una gamma di emozioni talmente preziose che è giusto che restino private. La sua distanza era diventata la misura del mio mondo. Ammetto di essere petrarchesca (eufemismo per 'sfigata') in certe dinamiche.

Come Francesco (D'Assisi, non Petrarca), la prima reazione è stata quella di pensare: “E' una tentazione. La mia tentazione”. Non mi è chiesto, non può essermi chiesto di vivere questo amore. Non conto le volte in cui ho fatto opera di ''bagarinaggio'' dialogando col “piano di sopra”, cercando un compromesso, uno qualunque perché smettessi di sentire quello che sento. La parola 'rinuncio' era diventata una litania vuota, pronunciata a mezza voce, e un dolore acuto ad ogni sillaba. “Rinuncio”.
Col tempo ho imparato che sprecavo più energie e vita con queste promesse di rinuncia che vivendo, affrontando, chiamando per nome quella meraviglia. Ho cominciato a investire tempo, energie e vita a capire la neve. Ma un fiocco non è uguale all'altro ed io non ho trovato quello al quale somiglio.

Non riesco a riguadagnare quella fiducia nella strada che un tempo guidava il mio buffo passo. Non riesco più a partire. Certi colori ci sono, sono quelli di un tempo, ma dormono come sotto un velo. Certe realtà sono tali, anzi mi chiamano ancora più forte per via delle distanze, ma non riesco più a rispondere con la certezza (la presunzione) che siano le uniche sirene di questo mare.

E ancora mi chiedo quale sia il modo per conciliare queste due metà d'anima e di nuovo perdere e guadagnare il mondo per strada, con la le mani in tasca e nelle tasche la neve.


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