Non ho peccato abbastanza

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Re: Non ho peccato abbastanza

Messaggio  Sarya il Mer Gen 27, 2010 5:30 pm

Non si può diminuire di pregio l’autenticità di questi versi!
Ed io avvengo…
Verosimilmente ogni donna ha il suo burqa...
( -_-)
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Non ho peccato abbastanza

Messaggio  Noemi il Mar Gen 26, 2010 9:47 pm

Volevo segnalarvi un libro che ho scoperto abbastanza per caso intitolato "Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe contemporanee" (Edizioni Mondadori, 2007) mentre vagavo tra gli scaffali della mia biblioteca cittadina...
Mi ha incuriosito subito per la sua copertina in chiaroscuro con quegli occhi di donna che scrutano, sensuali e dolenti, da dentro uno shador... Poi ho cominciato a leggerlo... Per non essere una fan della poesia sono rimasta folgorata da alcune prose...

"Dal Marocco all'Iraq, dalla Siria allo Yemen, le poetesse scelte e tradotte da Valentina Colombo innalzano, ciascuna a proprio modo, un inno alla vita e alla passione, un canto che diventa un sensuale gioco di sensazioni. in un linguaggio chiaro ed esplicito, nella descrizione delle emozioni del corpo, delle sue sensazioni".

Sono versi forti e sensuali che fanno da contrasto con il contesto sociale e politico chiuso ed oppressivo delle società islamiche di cui sono figli. Vi trascrivo una delle poesie che mi ha folgorato... parla di me... parla di noi.. di tutte noi che viviamo con un velo (concreto o immaginario) che finisce spesso per nascondere ciò che siamo, per poter essere...

Buona lettura... amiche mie di cammino. sunny




SONO UNA DONNA

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.

Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.

Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.

La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad (1970) Libano
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