Omofobia diritti umani e la posizione della Chiesa Cattolica
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Omofobia diritti umani e la posizione della Chiesa Cattolica
Ci ho pensato un po prima di aprire questa discussione. Dopo lo scambio in chat con alcune di voi mi sono andata a rileggere il discorso tenuto martedì scorso da Mos Tommasi delegato Vaticano al consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite dove si discuteva di omofobia.
Purtroppo il testo integrale dell'intervento radio vaticana lo riporta solo in inglese, mentre nell'edizione italiana viene riportato solo uno striminzito comunicato.
Il discorso sintetizza chiaramente la posizione attuale della Chiesa cattolica sul tema che tanto ci sta a cuore. Quindi rileggendo il discorso di seguito faccio alcune mie osservazioni.
Primo. Ancora in Vaticano non hanno capito cosa sia o cosa si dovrebbe intendere per "orientamento sessuale" affermando che il significato dell'espressione fa riferimento a sentimenti e pensieri e non a comportamenti...
Secondo. La solita distinzione tra inclinazione e atti. Uno stato non dovrebbe mai punire una persona a causa dei suoi pensieri e sentimenti, ma deve necessariamente regolarne i comportamenti sessuali, alcuni dei queli devono essere sanzionati. Vengono menzionate a questo proposito la pedofilia e l'incesto sulla cui illegittimità sono d'accordo quasi tutti gli stati.
Su questo siamo d'accordo tutti ma... allora, l'omosessualità praticata è giusto sanzionarla o no?
Il monsignore su questo diplomaticamente tace.
Terzo. La sessualità umana. E qui ci divertiamo, si fa per dire
.
Esiste quindi una dimensione morale della sessualità. E fin qui...
La sessualità, secondo loro, non può essere ricondotta a un'identità non ha a che fare con l'essere ma con le azioni.
Affermare che l'orientamento sessuale ha a che fare con la personalità di un individuo annullerebbe la possibilità di scelta individuale. Scelta che è da intendersi immagino tra
a)rovinarsi la vita con un finto matrimonio
b) condurre una vita di solitudine
c)vivere da omosessuale.
In altre parole se si annulla questa possibilità di scelta tutti gli omosessuali sarebbero obbligati a vivere da omosessuali e quindi ad andare tutti all'inferno. E questo per Mons Tommasi e la Chiesa Cattolica tutta è inaccettabile !! Quindi rimangono solo le prime due possibilità. Almeno così c'è un'alternativa...
Nel gran finale Mons Tommasi spende una parola in difesa di quei poverini compreso se stesso, che vengono attaccati per le loro posizioni contrarie ai comportamenti omosessuali. "La verità" conclude "è che questi attacchi sono violazioni di diritti umani fondamentali e non possono essere giustificati in nessuna circostanza".
Per carità ognuno è libero di dire quello che vuole a meno che non inciti all'odio e alla violenza. Ma cosa vogliamo dire del silenzio complice di fronte alle esecuzioni capitali, alle violenze (verbali e fisiche) e privazioni di diritti fondamentali, che molti gay e lesbiche (reali o presunti) hanno subito o continuano a subire ad esempio nei paesi dove l'omosessualità è reato?
Un silenzio imbarazzato e che dovrebbe essere anche imbarazzante per tanti cattolici. Imbarazzante come le parole che in passato hanno equiparato l'omosessualità a crimini o a perversioni sessuali. L'unica differenza tra noi e un criminale è che per difendere la vita di ladri e assassini tanti bravi cattolici sarebbero disposti a schierarsi. Tutti contro la pena di morte perchè in fondo la vita umana è un dono supremo e assoluto. Ed è ok.
Ma in difesa di un, passatemi il termine "povero frocio" o una povera lesbica chi leva la sua voce? Ancora un omertoso e imbarazzato silenzio.
Scusate lo sfogo.
Purtroppo il testo integrale dell'intervento radio vaticana lo riporta solo in inglese, mentre nell'edizione italiana viene riportato solo uno striminzito comunicato.
Il discorso sintetizza chiaramente la posizione attuale della Chiesa cattolica sul tema che tanto ci sta a cuore. Quindi rileggendo il discorso di seguito faccio alcune mie osservazioni.
Primo. Ancora in Vaticano non hanno capito cosa sia o cosa si dovrebbe intendere per "orientamento sessuale" affermando che il significato dell'espressione fa riferimento a sentimenti e pensieri e non a comportamenti...
Secondo. La solita distinzione tra inclinazione e atti. Uno stato non dovrebbe mai punire una persona a causa dei suoi pensieri e sentimenti, ma deve necessariamente regolarne i comportamenti sessuali, alcuni dei queli devono essere sanzionati. Vengono menzionate a questo proposito la pedofilia e l'incesto sulla cui illegittimità sono d'accordo quasi tutti gli stati.
Su questo siamo d'accordo tutti ma... allora, l'omosessualità praticata è giusto sanzionarla o no?
Il monsignore su questo diplomaticamente tace.
Terzo. La sessualità umana. E qui ci divertiamo, si fa per dire
Esiste quindi una dimensione morale della sessualità. E fin qui...
La sessualità, secondo loro, non può essere ricondotta a un'identità non ha a che fare con l'essere ma con le azioni.
Affermare che l'orientamento sessuale ha a che fare con la personalità di un individuo annullerebbe la possibilità di scelta individuale. Scelta che è da intendersi immagino tra
a)rovinarsi la vita con un finto matrimonio
b) condurre una vita di solitudine
c)vivere da omosessuale.
In altre parole se si annulla questa possibilità di scelta tutti gli omosessuali sarebbero obbligati a vivere da omosessuali e quindi ad andare tutti all'inferno. E questo per Mons Tommasi e la Chiesa Cattolica tutta è inaccettabile !! Quindi rimangono solo le prime due possibilità. Almeno così c'è un'alternativa...
Nel gran finale Mons Tommasi spende una parola in difesa di quei poverini compreso se stesso, che vengono attaccati per le loro posizioni contrarie ai comportamenti omosessuali. "La verità" conclude "è che questi attacchi sono violazioni di diritti umani fondamentali e non possono essere giustificati in nessuna circostanza".
Per carità ognuno è libero di dire quello che vuole a meno che non inciti all'odio e alla violenza. Ma cosa vogliamo dire del silenzio complice di fronte alle esecuzioni capitali, alle violenze (verbali e fisiche) e privazioni di diritti fondamentali, che molti gay e lesbiche (reali o presunti) hanno subito o continuano a subire ad esempio nei paesi dove l'omosessualità è reato?
Un silenzio imbarazzato e che dovrebbe essere anche imbarazzante per tanti cattolici. Imbarazzante come le parole che in passato hanno equiparato l'omosessualità a crimini o a perversioni sessuali. L'unica differenza tra noi e un criminale è che per difendere la vita di ladri e assassini tanti bravi cattolici sarebbero disposti a schierarsi. Tutti contro la pena di morte perchè in fondo la vita umana è un dono supremo e assoluto. Ed è ok.
Ma in difesa di un, passatemi il termine "povero frocio" o una povera lesbica chi leva la sua voce? Ancora un omertoso e imbarazzato silenzio.
Scusate lo sfogo.

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