Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
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Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Senza andare molto, ma molto lontano, in questi giorni gli organizzatori del PRIDE, per ciò che riguarda gli LGBTQ cristiani, hanno disperatamente cercato una donna come relatrice.
Vi assicuro che è già difficile tenere in allerta gli uomini, gay o etero non cambia, sulla presenza femminile. Farebbero benissimo a meno di noi o ci metterebbero allegramente in cucina a preparare la cena di fine PRIDE. Ruoli subalterni, sempre, in ogni caso. Ce ne sono davvero pochi di illuminati.
Dunque faticosamente si cerca sempre di tenerli su un letto di spine a questo riguardo, poi quando finalmente capiscono che è giusto dare spazio alla presenza femminile, che accade?
Accade che le poche donne visibili sono tutte impegnate. Si contano sulla punta delle dita. Altre non ce n'è. Non se la sentono. La fidanzata non vuole. Perderebbero il posto di lavoro. La loro comunità le caccerebbe senza tante storie. Non sono ancora pronte. Non è arrivato il momento. La mamma morirebbe.
Non è desolante tutto ciò? Per me sì. A volte mi è toccato stare in conferenze di quaranta uomini e me sola come donna. Lo trovo spaventosamente desolante. Allora mi chiedo se davvero ci crediamo nel messaggio del Vangelo. Perché se davvero ci credessimo in ciò che dice Lui, Gesù intendo, in un Dio che ci ha donato dignità, amore per noi stesse, coraggio contro ogni forma di morte, non solo aspetteremmo come cosa santa e giusta che gli altri ci diano il turno per dire la nostra, ma lo PRETENDEREMMO. Senza se e senza ma.
Vi assicuro che è già difficile tenere in allerta gli uomini, gay o etero non cambia, sulla presenza femminile. Farebbero benissimo a meno di noi o ci metterebbero allegramente in cucina a preparare la cena di fine PRIDE. Ruoli subalterni, sempre, in ogni caso. Ce ne sono davvero pochi di illuminati.
Dunque faticosamente si cerca sempre di tenerli su un letto di spine a questo riguardo, poi quando finalmente capiscono che è giusto dare spazio alla presenza femminile, che accade?
Accade che le poche donne visibili sono tutte impegnate. Si contano sulla punta delle dita. Altre non ce n'è. Non se la sentono. La fidanzata non vuole. Perderebbero il posto di lavoro. La loro comunità le caccerebbe senza tante storie. Non sono ancora pronte. Non è arrivato il momento. La mamma morirebbe.
Non è desolante tutto ciò? Per me sì. A volte mi è toccato stare in conferenze di quaranta uomini e me sola come donna. Lo trovo spaventosamente desolante. Allora mi chiedo se davvero ci crediamo nel messaggio del Vangelo. Perché se davvero ci credessimo in ciò che dice Lui, Gesù intendo, in un Dio che ci ha donato dignità, amore per noi stesse, coraggio contro ogni forma di morte, non solo aspetteremmo come cosa santa e giusta che gli altri ci diano il turno per dire la nostra, ma lo PRETENDEREMMO. Senza se e senza ma.

Rosa Elena- Messaggi: 149
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Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Ciao.
Il tuo scritto è bellissimo, e verissimo. Condivido pienamente... Grazie Rosa Elena.
Credo anche io che l'obiettivo nostro debba essere non far cambiare gli altri, ma far conoscere noi stessi, in modo che la conoscenza di noi ci apra un varco dentro il quale possiamo avere lo spazio di ESSERE, non solo ESISTERE ma VIVERE, e realizzarci, in pienezza e non nel nascondimento o nella parzialità.
Il mio scetticismo e il mio "rimprovero" è rivolto alla tendenza che abbiamo, a volte, a fuggire da tutto per restare in un angolino a piangere, normale conseguenza dell'essere state ferite e stigmatizzate, ma improduttiva e controproducente reazione.. non so se mi sono spiegata..
Ho letto "IN MEMORIA DI LEI", di Elisabeth Schussler Fiorenza, una "ricostruzione femminista delle origini cristiane", un libro non proprio leggero ma che si propone di studiare la teologia femminista ricostruendo il ruolo delle donne nella realtà cristiana delle origini, affrontando il principio di uguaglianza, e proponendo le donne come modelli di discepolato... Non è un libretto leggero, e più di una volta mi sono arenata preferendo riprendere in mano Topolino, ma ci sono delle considerazioni interessanti..
Un abbraccio a tutte DONNEEEEEE! Ciao, Aria
Il tuo scritto è bellissimo, e verissimo. Condivido pienamente... Grazie Rosa Elena.
Credo anche io che l'obiettivo nostro debba essere non far cambiare gli altri, ma far conoscere noi stessi, in modo che la conoscenza di noi ci apra un varco dentro il quale possiamo avere lo spazio di ESSERE, non solo ESISTERE ma VIVERE, e realizzarci, in pienezza e non nel nascondimento o nella parzialità.
Il mio scetticismo e il mio "rimprovero" è rivolto alla tendenza che abbiamo, a volte, a fuggire da tutto per restare in un angolino a piangere, normale conseguenza dell'essere state ferite e stigmatizzate, ma improduttiva e controproducente reazione.. non so se mi sono spiegata..
Ho letto "IN MEMORIA DI LEI", di Elisabeth Schussler Fiorenza, una "ricostruzione femminista delle origini cristiane", un libro non proprio leggero ma che si propone di studiare la teologia femminista ricostruendo il ruolo delle donne nella realtà cristiana delle origini, affrontando il principio di uguaglianza, e proponendo le donne come modelli di discepolato... Non è un libretto leggero, e più di una volta mi sono arenata preferendo riprendere in mano Topolino, ma ci sono delle considerazioni interessanti..
Un abbraccio a tutte DONNEEEEEE! Ciao, Aria

aria- Messaggi: 352
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Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Non credo di scandalizzare nessuna dicendo che comunque le donne nella chiesa cattolica sono relegate a ruoli di assoluta subalternità.
Ma non si tratta solo di questo. Si tratta di confinare nel silenzio una metà dell’umanità. Tanti uomini che pontificano sul ruolo della donna, tanti vescovi e cardinali che dichiarano quale deve essere il nostro ruolo nella società senza minimamente tener conto di quanto le donne, in particolare le teologhe femministe, hanno detto sul patriarcato, sulla morale sessista, sul sistema binario di esclusione che pervade tante pagine della Bibbia. Ma in quanto lesbica per me c’è stato molto di più.
Ciò che mi è risultato impossibile da gestire, ad un certo punto, è quella che Fabio Regis nel suo libro “ L’amore forte” chiama la teoria del doppio legame. Si tratta di un meccanismo psicologico per cui si lanciano messaggi linguistici contraddittori creando fragilità e confusione nella persona che li riceve. Da una parte si proclama che gli omosessuali vanno accolti, dall’altra li si stigmatizza come disordinati. Ora si dice che non bisogna perseguitarli ora si afferma che se li picchiano e li stuprano è perché se la sono cercata. Ora li si proclama figli e figlie di Dio, ora li si invita al nascondimento e all’invisibilità. Il risultato del doppio legame è la persona frammentata, divisa e scissa. Così io mi sono sentita.
C’è un bellissimo testo della Robin Norwood dal titolo “ Donne che amano troppo”. Il libro indaga meccanismi psicologici devianti nelle relazioni d’affetto che istaurano molte donne. Cresciute nell’idea del sacrificio, dell’annullamento di sé come forma più alta d’amore, non è raro che alcune donne, di solito provenienti da famiglie con problemi di alcolismo o di tossicodipendenza, istaurino rapporti non basati sulla parità e sul rispetto. Di solito si cercano un partner o una partner, non di rado con gli stessi problemi della famiglia di origine, mariti violenti, donne dipendenti, compagne assenti, nel tentativo di “ cambiarli/le” con il loro amore. La teoria geniale della Norwood è che queste donne, spesso vittime di maltrattamenti e abusi, in realtà sono convinte di essere “ Dio”, perché solo Dio dice la Norwood può davvero cambiare gli altri. L’unica realtà che noi possiamo cambiare, prosegue la psicoterapeuta, siamo noi stessi e noi stesse.
Queste donne non amano, perché amare significa accettare le persone per ciò che sono, amarle totalmente in ogni loro espressione, nei loro difetti e nelle loro fragilità. Non si ama chi si tenta di cambiare, cercando di farlo aderire forzatamente ad un modello che possediamo. Paradossalmente, afferma la Norwood gli altri e le altre cambiano quando noi cominciamo a cambiare. Cioè quando accettiamo che le persone sono libere di essere ciò che sono, quindi o le amiamo così come sono o semplicemente ammettiamo che istaurare una relazione con chi ci picchia, ci denigra, ci violenta e schernisce è impossibile e deleterio per la nostra salute mentale. E quindi, gentilmente, li/le accompagniamo alla porta delle nostre esistenze. Ecco, penso che noi persone omosessuali, in particolare le lesbiche, dobbiamo lottare contro questa idea “insana” dell’amore. Noi pensiamo “ genuinamente” che certe gerarchie chiuse nel loro egoismo e durezza di cuore possano essere cambiate. La mia idea è che non si possa cambiare proprio nessuno, possiamo cambiare noi stessi, e cambiando, cioè diventando visibili, lottando concretamente per i nostri diritti, partecipando alle veglie, contribuendo a diffondere veramente quello che è il messaggio del vangelo, solo così le gerarchie si decideranno a cambiare.
Ma non si tratta solo di questo. Si tratta di confinare nel silenzio una metà dell’umanità. Tanti uomini che pontificano sul ruolo della donna, tanti vescovi e cardinali che dichiarano quale deve essere il nostro ruolo nella società senza minimamente tener conto di quanto le donne, in particolare le teologhe femministe, hanno detto sul patriarcato, sulla morale sessista, sul sistema binario di esclusione che pervade tante pagine della Bibbia. Ma in quanto lesbica per me c’è stato molto di più.
Ciò che mi è risultato impossibile da gestire, ad un certo punto, è quella che Fabio Regis nel suo libro “ L’amore forte” chiama la teoria del doppio legame. Si tratta di un meccanismo psicologico per cui si lanciano messaggi linguistici contraddittori creando fragilità e confusione nella persona che li riceve. Da una parte si proclama che gli omosessuali vanno accolti, dall’altra li si stigmatizza come disordinati. Ora si dice che non bisogna perseguitarli ora si afferma che se li picchiano e li stuprano è perché se la sono cercata. Ora li si proclama figli e figlie di Dio, ora li si invita al nascondimento e all’invisibilità. Il risultato del doppio legame è la persona frammentata, divisa e scissa. Così io mi sono sentita.
C’è un bellissimo testo della Robin Norwood dal titolo “ Donne che amano troppo”. Il libro indaga meccanismi psicologici devianti nelle relazioni d’affetto che istaurano molte donne. Cresciute nell’idea del sacrificio, dell’annullamento di sé come forma più alta d’amore, non è raro che alcune donne, di solito provenienti da famiglie con problemi di alcolismo o di tossicodipendenza, istaurino rapporti non basati sulla parità e sul rispetto. Di solito si cercano un partner o una partner, non di rado con gli stessi problemi della famiglia di origine, mariti violenti, donne dipendenti, compagne assenti, nel tentativo di “ cambiarli/le” con il loro amore. La teoria geniale della Norwood è che queste donne, spesso vittime di maltrattamenti e abusi, in realtà sono convinte di essere “ Dio”, perché solo Dio dice la Norwood può davvero cambiare gli altri. L’unica realtà che noi possiamo cambiare, prosegue la psicoterapeuta, siamo noi stessi e noi stesse.
Queste donne non amano, perché amare significa accettare le persone per ciò che sono, amarle totalmente in ogni loro espressione, nei loro difetti e nelle loro fragilità. Non si ama chi si tenta di cambiare, cercando di farlo aderire forzatamente ad un modello che possediamo. Paradossalmente, afferma la Norwood gli altri e le altre cambiano quando noi cominciamo a cambiare. Cioè quando accettiamo che le persone sono libere di essere ciò che sono, quindi o le amiamo così come sono o semplicemente ammettiamo che istaurare una relazione con chi ci picchia, ci denigra, ci violenta e schernisce è impossibile e deleterio per la nostra salute mentale. E quindi, gentilmente, li/le accompagniamo alla porta delle nostre esistenze. Ecco, penso che noi persone omosessuali, in particolare le lesbiche, dobbiamo lottare contro questa idea “insana” dell’amore. Noi pensiamo “ genuinamente” che certe gerarchie chiuse nel loro egoismo e durezza di cuore possano essere cambiate. La mia idea è che non si possa cambiare proprio nessuno, possiamo cambiare noi stessi, e cambiando, cioè diventando visibili, lottando concretamente per i nostri diritti, partecipando alle veglie, contribuendo a diffondere veramente quello che è il messaggio del vangelo, solo così le gerarchie si decideranno a cambiare.

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Un intervento di Rosa Elena me l'aspettavo
eheh
Nella mia riflessione mancava un piccolo ma non trascurabile dettaglio: la mia Chiesa riconosce pari dignità alla donna ma non la parità dei ruoli.
Le ragioni sono esclusivamente di potere... potere che i preti tengono tuttora stretto tra i denti e senza alcuna intenzione di mollare.
Sai una cosa, ma che se lo tengano! Non ne sono mai stata gelosa.
Non me la sento di considerare la Chiesa Cattolica di oggi, dal Vaticano secondo in poi, quella in cui sono nata e cresciuta come oppressiva delle donne. E parlo basandomi sulla mia esperienza. Sarà perchè non mi sono mai sentita sminuita o svalutata in quanto donna, sarà perchè mi sono potuta esprimere liberamente
organizzando iniziative e svolgendo servizi come il catechismo, che sarebbe compito del sacerdote svolgere...
Al di la della mia esperienza nella chiesa cattolica di oggi i laici e quindi le donne hanno acquistato una grande importanza rispetto al passato. Ho visto preti tenere in considerazione le donne che svolgevano il loro ruolo di
collaboratrici, consulenti, teologhe, suore ecc... Molte donne insegnano nelle scuole e in parrocchia... anzi forse in questo sono in maggioranza!! Donne sono state e sono tuttora ai vertici di associazioni e movimenti: focolari neocatecumenali, azione cattolica. Molto è stato fatto e molto resta da fare.
Il problema è che della rivoluzione epocale del Vaticano Secondo ancora molti laici non hanno preso coscienza e i preti di ogni ordine e grado Ratzigner per primo se ne sono scordati...
Il fatto di avere un capo che guida la chiesa, la diocesi, la parrocchia e il dover fare i conti con un depositum fidei che ha secoli di storia mi da la possibilità di riflettere in profondità sulle cose senza fermarmi alle mie opinioni basate sulla percezione della realtà di questo momento. E' un dialogo che spesso è ed è stato crescita, arricchimento ma in alcuni casi scontro. Tutto mi si può dire ma sto cercando di essere una persona libera. Come ho già detto i laici cattolici sono in maggiornaza pecore che si allineano, o almeno questa è la percezione che ho e penso di non sbagliarmi. Vorrei restare nella Chiesa Cattolica ma senza fare la pecora. Ci riuscirò o mi scomunicano prima??
Nella mia riflessione mancava un piccolo ma non trascurabile dettaglio: la mia Chiesa riconosce pari dignità alla donna ma non la parità dei ruoli.
Le ragioni sono esclusivamente di potere... potere che i preti tengono tuttora stretto tra i denti e senza alcuna intenzione di mollare.
Sai una cosa, ma che se lo tengano! Non ne sono mai stata gelosa.
Non me la sento di considerare la Chiesa Cattolica di oggi, dal Vaticano secondo in poi, quella in cui sono nata e cresciuta come oppressiva delle donne. E parlo basandomi sulla mia esperienza. Sarà perchè non mi sono mai sentita sminuita o svalutata in quanto donna, sarà perchè mi sono potuta esprimere liberamente
organizzando iniziative e svolgendo servizi come il catechismo, che sarebbe compito del sacerdote svolgere...
Al di la della mia esperienza nella chiesa cattolica di oggi i laici e quindi le donne hanno acquistato una grande importanza rispetto al passato. Ho visto preti tenere in considerazione le donne che svolgevano il loro ruolo di
collaboratrici, consulenti, teologhe, suore ecc... Molte donne insegnano nelle scuole e in parrocchia... anzi forse in questo sono in maggioranza!! Donne sono state e sono tuttora ai vertici di associazioni e movimenti: focolari neocatecumenali, azione cattolica. Molto è stato fatto e molto resta da fare.
Il problema è che della rivoluzione epocale del Vaticano Secondo ancora molti laici non hanno preso coscienza e i preti di ogni ordine e grado Ratzigner per primo se ne sono scordati...
Il fatto di avere un capo che guida la chiesa, la diocesi, la parrocchia e il dover fare i conti con un depositum fidei che ha secoli di storia mi da la possibilità di riflettere in profondità sulle cose senza fermarmi alle mie opinioni basate sulla percezione della realtà di questo momento. E' un dialogo che spesso è ed è stato crescita, arricchimento ma in alcuni casi scontro. Tutto mi si può dire ma sto cercando di essere una persona libera. Come ho già detto i laici cattolici sono in maggiornaza pecore che si allineano, o almeno questa è la percezione che ho e penso di non sbagliarmi. Vorrei restare nella Chiesa Cattolica ma senza fare la pecora. Ci riuscirò o mi scomunicano prima??

WhiteShadow- Messaggi: 215
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Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Ragazze.....bello questo dialogo, davvero!
Shanti: grazie per lo spunto! grazie grazie!
White: complimenti per il tuo scritto, niente da dire...analisi perfetta..
Mi piace il tuo scritto. Io da qualche anno seguo un po' i discorsi di Maggi, e ce ne fossero come lui...
Però credo anche che tocchi a NOI, prima di tutto, avere la capacità, la conoscenza e la preparazione per argomentare le nostre posizioni, siano quelle di cristiane, che quelle di cristiane femministe, che quelle di lesbiche cristiane femministe ...insomma, qualsiasi posizione...
Facile, anzi "facilone", e controproducente fermarsi a dire "non è giusto, non ci capiscono, non ci accettano, sono razzisti, sono maschilisti, punto". Credo io...
Rosa Elena: anzitutto CIAO (perchè non ci siamo ancora conosciute
Dici : "non riesco a stare in una chiesa che ha così scarsa simpatia per le donne. Per carità, piuttosto atea" .
Personalmente non condivido, prima di tutto perchè essere atea non riguarda lo stare in una chiesa, ma il credere o meno in un Dio, a prescindere dalla Chiesa che lo rappresenta o cerca di rappresentarlo... ci sono cristiani non-cattolici, o cristiani cattolici che mantengono una discreta distanza dalla Chiesa ufficiale pur facendone parte...
Io da parte mia mi ritengo cristiana, a scelgo - come mi disse una volta un caro amico prete - "di stare nella Chiesa NONOSTANTE la Chiesa..."..
Sull'atteggiamento generalmente maschilista della Chiesa cattolica concordo... è pressante e fastidioso...doloroso perfino... ma credo rientri in un più ampio discorso di "gerarchia".... molto prima che in quello di una differenza di genere o di sesso..
Se ti capita e ne hai voglia leggi qualcosa di Maggi, è davvero liberatorio, e aiuta a trovare RESPIRO all'interno del pensiero della Chiesa..
Forse se riuscissimo a vivere la chiesa più come COMUNITA' che come GERARCHIA che detta legge.... riusciremmo noi a farne parte con maggior libertà ed iniziativa, e gli altri a desiderare che noi ne facciamo parte.
A volte, temo, il nostro atteggiamento di paura, di delusione, di timore del giudizio e di rabbia covata dentro, ci rende poco fertili e tanto scettici....
abbraccio a tutte, Aria

aria- Messaggi: 352
Data d'iscrizione: 03.10.10
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Località: reggio emilia
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Rosa Elena ha scritto:Personalmente, non riesco a stare in una chiesa che ha così scarsa simpatia per le donne. Per carità, piuttosto atea.
Cara Rosa Elena, credo ci sia ormai piuttosto chiaro che vi sono svariati motivi per cui non riusciresti a stare nella chiesa cattolica...
che dire: fortuna per te che non ci stai
Spero tu abbia trascorso una serena e santa Pasqua.
Shalom

anita- Messaggi: 592
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Località: bergamo
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Concordo, il messaggio di Gesù sulle donne è davvero rivoluzionario, ma la chiesa cattolica non è davvero un buon esempio di fedele seguace del vangelo in questo campo. Tutt'altro. Finché alle donne non verranno dati gli stessi diritti degli uomini nella chiesa cattolica, sacerdozio in primis, ci sarà poco da stare allegre per noi e anche per gli LGBTQ. Sentiremo i soliti discorsi pseudopatriarcali, ammantati di amore per le donne. Ragazze sveglia! La parola deve essere data alle donne perché le cose possono cambiare sul serio per noi, non concessa, non tollerata, non benignamente riconosciuta dall'alto. Personalmente, non riesco a stare in una chiesa che ha così scarsa simpatia per le donne. Per carità, piuttosto atea.

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
SHANTI ha scritto:Leggendo il Vangelo mi è sempre venuto da pensare che Gesù è stato il primo vero “femminista” della storia e circa…. 2000 anni fa. Il rapporto che aveva con il mondo femminile era decisamente straordinario per l’epoca. Non solo amava le donne, ma la cosa più grandiosa era che le rispettava e le restituiva dignità.
Il motivo era forse legato più alla sua battaglia sociale che a quella teologica. (...)
Gesù come primo femminista della storia, è un'idea che mi piace. E penso che lo sia stato nel modo più perfetto che ci sia, cioè senza eccessi e senza assurde tesi del tutto simili e speculari alle tesi maschiliste.
Tuttavia c'è in lui c'è di più di un uomo che valorizza le donne: Gesù è un Dio che libera! L'annuncio cristiano sull'umanità non può non prendere in considerazione la pari dignità fra uomo e donna.
I fondamenti di questo si trovano proprio nelle sacre scritture.Secondo la Genesi il dominio dell'uomo sulla donna rientra tra le conseguenza del peccato originale.
Gesù ha liberato l'umanità dal peccato e ha fatto in modo che non ci fosse più giudeo né greco; più schiavo né libero; più uomo né donna" (Galati cap 3,28) poiché tutti siamo diventati uno in Cristo. Non dimentichiamoci poi che Dio realizza il suo progetto di Salvezza grazie al si di una donna. Maria è la donna che nelle scritture prevale nella eterna lotta contro il Male secondo la profezia Messianica (Gen 3,15 - Ap 12).
Ci sono voluti secoli per capire pienamente questo annuncio cristiano sull'uomo. Solo nell'ultimo secolo, dopo decenni di battaglie laiche e cambiamenti nella società (si, i preti da soli con la LORO teologia non ce la facevano proprio a comprendere il concetto. Avete un idea del perchè?) siamo arrivati al Magistero di Giovanni Paolo II (un papa e un prete che le donne le amava, grazie a Dio! E in questo ha tutta la nostra comprensione) e a documenti come la mulieris dignitatem che consiglio di leggere, anche se nell'idea di donna delinata dal Papa wojtila una donna omosessuale si pùo, al limite, riconoscere solo in parte.
Se c'è un lato positivo è che di fronte a certi predicatori scellerati che dipingono la donna come una creatura debole alle tenatazioni del demonio e per questo ha + bisogno di conversione, si può e si deve (non importa quanto siete cattolici, non importa quanto siate timidi...) ribadire a voce alta e senza paura che queste sono offese gravi e falsità pure e semplici. Oggi almeno non si rischia il patibolo, neanche se ci scappasse di dare del pirla a uno di questi ciarlatani!!
Un'altra cosa che mi colpisce ripensando agli episodi dei Vangeli che parlano di Gesù e le donne è proprio il coraggio di quest'ultime. (Consiglio la lettura di alcuni articoli online di Maggi sull'argomento)
Da una parte l'annuncio di Cristo che restituisce loro la dignità che era stata loro tolta; dall'altra il coraggio e la libertà di queste figure femminili. Esse osano sperare contro ogni speranza, vanno incontro a Gesù destando scandali ignorando le norme sociali dell'epoca, mentre i discepoli fuggono sono vicine al loro maestro sulla croce. Infine per la loro propensione al servizio, come ha detto anche Shanti sono le prime annunciatrici della Resurrezione.
Oggi finalmente è stato chiarito e riconosciuto che le donne danno e sono chiamate a dare il loro contributo nella società e nella Chiesa. Le parole di Giovanni Paolo II nella Mulieris dignitatem non credo siano un punto d'arrivo ma di partenza: da una parte aprono orizzonti inediti dall'altro restano sorde e ceche di fronte a certe realtà umane...
Qualcuna mi potrà dire: mai sentito parlare di teologia queer? Beh per quel poco che ne so non mi convince molto... vedremo

WhiteShadow- Messaggi: 215
Data d'iscrizione: 15.01.10
Località: In wonderland
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
SHANTI ha scritto:
Un episodio importantissimo e molto poco interpretato (riportato in tutte le versioni evangeliche) è ambientato durante la cena di Betania, non molto prima della cattura e della morte di Gesù.
Una donna unge con olio prezioso i piedi (oppure la testa, secondo le versioni) di Gesù, in un rito che era destinato solo a un Messia: dunque, un rito che attribuisce un ruolo profetico alla donna. Ruolo decisamente importante e generalmente attribuito agli uomini.
Ricordo questo brano del Vangelo, nella versione di Marco (mc 14, 1-15)
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto
Mi ha sempre molto colpito lo "spreco" di questa donna, che è talmente coinvolta e potremmo dire "innamorata" del Signore che non bada a spese: porta un profumo preziosissimo, di puro nardo, il vangelo ci dice che ne aveva porato "una libbra", cioè quasi mezzo chilo, per un valore pari a circa trecento denari, ovvero 10 volte quello che Giuda accettò per tradire il maestro. Il nardo era poi contenuto in un vasetto di alabastro, pietra altrettanto preziosa che la donna non esita a rompere, proprio perché non vuole trattenere nulla: né il profumo, che versa fino all'ultima goccia, né il vasetto che infrange.
E il Signore comprende e valorizza l'immensità del dono, non si preoccupa dello spreco, ma lo incoraggia, perché quella donna merita di essere accolta con tutta la portata della sua offerta, nel suo gesto d'amore e insieme di "saluto" (l'ungere con unguenti e profumi era un'azione che si compiva sui morti) che ella riservava al suo Signore, che andava a morire.
Mi sembra una scena di grandissima intimità, che ogni volta mi commuove.

anita- Messaggi: 592
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Località: bergamo
Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Leggendo il Vangelo mi è sempre venuto da pensare che Gesù è stato il primo vero “femminista” della storia e circa…. 2000 anni fa. Il rapporto che aveva con il mondo femminile era decisamente straordinario per l’epoca. Non solo amava le donne, ma la cosa più grandiosa era che le rispettava e le restituiva dignità.
Il motivo era forse legato più alla sua battaglia sociale che a quella teologica. Quando diceva "gli ultimi saranno i primi" nel nuovo Regno, si riferiva agli emarginati: malati; persone con problemi psichici; poveri e pubblicani. In questa vasta categoria di "ultimi", il sesso femminile era largamente rappresentato: prostitute, donne ripudiate, vedove, tutte particolarmente svantaggiate in una società patriarcale. Non solo i ricchi ("Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli" dice Gesù in Matteo 19,23), ma lo stesso fondamento della società ebraica, la famiglia patriarcale, fu da lui duramente attaccato. Come? Con la vita comunitaria che proponeva ai suoi seguaci di ambo i sessi: dovevano uscire dall'ambito familiare per diffondere la nuova fede, cosa che per le donne poteva costituire una vera liberazione da padri o mariti autoritari.
Donne discepole
Gesù proponeva, invece del digiuno, un pasto comunitario (che poi diventerà la santa messa), e tra i discepoli le donne dividevano la mensa con gli uomini. E fra i discepoli c’erano molte donne.
Fatto davvero importante, quasi tutti i Vangeli canonici concordano nel dire che, una volta risorto, Gesù apparve per primo alle discepole». In due ricostruzioni apparve a Maria di Magdala (Marco 16,9 e Giovanni 20,14-18) e in un'altra (Matteo 28,9) anche a Maria di Cleofa.
Vangeli in rosa
Le prime inviate di Gesù ad annunciare la sua Resurrezione (all’epoca non c’era internet :--) ) sono proprio le donne.
Gesù in più episodi mostra il suo punto di rottura con la tradizione patriarcale dovuta all’emancipazione femminile. Basti ricordare l'episodio della donna che da 12 anni soffriva di emorragia uterina, e per questo motivo era considerata impura ed era emarginata (Matteo 9,20-22; Marco 5,25-34): sfidando il tabù dell'impurità, Gesù si fa toccare da lei il mantello, sente che le forze gli vengono meno, ma decide di guarirla.
Altro atteggiamento rivoluzionario per l'epoca era quello di rivolgersi anche ai non ebrei nella predicazione come nell’aiuto. Ed infatti nell'episodio della madre cananea (Matteo 15,22-28) Gesù è spinto da una donna a fare una cosa rivoluzionaria per l’epoca. Il problema era se guarire o no la figlia di una pagana. Alla richiesta della donna di guarire sua figlia indemoniata, Gesù disse: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele (...) Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini". Ma Gesù recede da questa posizione di chiusura quando la donna gli ricorda che anche i cagnolini si cibano delle briciole quando cadono dalla tavola.
Infatti sono proprio le donne non giudee a credere il Lui.
Non ripudiarla
In un tempo in cui il dibattito era se ripudiare la moglie per adulterio o perché aveva sbagliato a mettere il sale nella minestra Lui aveva una posizione sul matrimonio più equa per la donna. In Matteo 19,4-9, Gesù dice: "Non avete letto che il Creatore lì creò da principio maschio e femmina e disse che per questo l'uomo (...) si unirà a una moglie e questi saranno una carne sola? (...) Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma all'inizio non era così. In verità vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio".
Gesù tendeva a parificare l'uomo e la donna, a sfumare i confini del maschile e del femminile. Un’altra cosa estremamente importante è l’interpretazione di Dio in un modo nuovo: Gesù, figlio di Dio è sia maschile sia femminile (vedi anche Giovanni Paolo I che disse “Dio è Padre, ma ancor più Madre”).
Gesù era interessato al superamento dei sessi e spingeva ad un amore più profondo che va ben oltre quello della carne.
Donna profeta
Un episodio importantissimo e molto poco interpretato (riportato in tutte le versioni evangeliche) è ambientato durante la cena di Betania, non molto prima della cattura e della morte di Gesù.
Una donna unge con olio prezioso i piedi (oppure la testa, secondo le versioni) di Gesù, in un rito che era destinato solo a un Messia: dunque, un rito che attribuisce un ruolo profetico alla donna. Ruolo decisamente importante e generalmente attribuito agli uomini.
I curatori maschi dei Vangeli, intervenuti in tempi in cui la donna venne di nuovo emarginata, hanno forse modificato in senso restrittivo il brano (per esempio, manca il nome della donna), ma resta significativo quello che dice Gesù in risposta alle critiche "maschiliste" dei discepoli: "Dovunque sarà predicato l'evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato in memoria di lei" (Matteo 26,13).
E' un fatto storico che dopo la morte di Gesù le donne presero alla lettera i suoi insegnamenti per l'emancipazione. Fino a che punto lo rivela una fonte esterna al dibattito fra i primi cristiani e per questo particolarmente attendibile: il governatore romano Plinio il Giovane (I secolo d.C.).
Nei secoli ci sono stati alti e bassi nell'emancipazione femminile. Ma sicuramente Gesù è stato il primo in assoluto che ha difeso le donne riconoscendo, a tutto l'universo femminile, un ruolo che ancora oggi in molte parti del mondo viene negato.
Un abbraccio a tutte
Il motivo era forse legato più alla sua battaglia sociale che a quella teologica. Quando diceva "gli ultimi saranno i primi" nel nuovo Regno, si riferiva agli emarginati: malati; persone con problemi psichici; poveri e pubblicani. In questa vasta categoria di "ultimi", il sesso femminile era largamente rappresentato: prostitute, donne ripudiate, vedove, tutte particolarmente svantaggiate in una società patriarcale. Non solo i ricchi ("Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli" dice Gesù in Matteo 19,23), ma lo stesso fondamento della società ebraica, la famiglia patriarcale, fu da lui duramente attaccato. Come? Con la vita comunitaria che proponeva ai suoi seguaci di ambo i sessi: dovevano uscire dall'ambito familiare per diffondere la nuova fede, cosa che per le donne poteva costituire una vera liberazione da padri o mariti autoritari.
Donne discepole
Gesù proponeva, invece del digiuno, un pasto comunitario (che poi diventerà la santa messa), e tra i discepoli le donne dividevano la mensa con gli uomini. E fra i discepoli c’erano molte donne.
Fatto davvero importante, quasi tutti i Vangeli canonici concordano nel dire che, una volta risorto, Gesù apparve per primo alle discepole». In due ricostruzioni apparve a Maria di Magdala (Marco 16,9 e Giovanni 20,14-18) e in un'altra (Matteo 28,9) anche a Maria di Cleofa.
Vangeli in rosa
Le prime inviate di Gesù ad annunciare la sua Resurrezione (all’epoca non c’era internet :--) ) sono proprio le donne.
Gesù in più episodi mostra il suo punto di rottura con la tradizione patriarcale dovuta all’emancipazione femminile. Basti ricordare l'episodio della donna che da 12 anni soffriva di emorragia uterina, e per questo motivo era considerata impura ed era emarginata (Matteo 9,20-22; Marco 5,25-34): sfidando il tabù dell'impurità, Gesù si fa toccare da lei il mantello, sente che le forze gli vengono meno, ma decide di guarirla.
Altro atteggiamento rivoluzionario per l'epoca era quello di rivolgersi anche ai non ebrei nella predicazione come nell’aiuto. Ed infatti nell'episodio della madre cananea (Matteo 15,22-28) Gesù è spinto da una donna a fare una cosa rivoluzionaria per l’epoca. Il problema era se guarire o no la figlia di una pagana. Alla richiesta della donna di guarire sua figlia indemoniata, Gesù disse: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele (...) Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini". Ma Gesù recede da questa posizione di chiusura quando la donna gli ricorda che anche i cagnolini si cibano delle briciole quando cadono dalla tavola.
Infatti sono proprio le donne non giudee a credere il Lui.
Non ripudiarla
In un tempo in cui il dibattito era se ripudiare la moglie per adulterio o perché aveva sbagliato a mettere il sale nella minestra Lui aveva una posizione sul matrimonio più equa per la donna. In Matteo 19,4-9, Gesù dice: "Non avete letto che il Creatore lì creò da principio maschio e femmina e disse che per questo l'uomo (...) si unirà a una moglie e questi saranno una carne sola? (...) Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma all'inizio non era così. In verità vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio".
Gesù tendeva a parificare l'uomo e la donna, a sfumare i confini del maschile e del femminile. Un’altra cosa estremamente importante è l’interpretazione di Dio in un modo nuovo: Gesù, figlio di Dio è sia maschile sia femminile (vedi anche Giovanni Paolo I che disse “Dio è Padre, ma ancor più Madre”).
Gesù era interessato al superamento dei sessi e spingeva ad un amore più profondo che va ben oltre quello della carne.
Donna profeta
Un episodio importantissimo e molto poco interpretato (riportato in tutte le versioni evangeliche) è ambientato durante la cena di Betania, non molto prima della cattura e della morte di Gesù.
Una donna unge con olio prezioso i piedi (oppure la testa, secondo le versioni) di Gesù, in un rito che era destinato solo a un Messia: dunque, un rito che attribuisce un ruolo profetico alla donna. Ruolo decisamente importante e generalmente attribuito agli uomini.
I curatori maschi dei Vangeli, intervenuti in tempi in cui la donna venne di nuovo emarginata, hanno forse modificato in senso restrittivo il brano (per esempio, manca il nome della donna), ma resta significativo quello che dice Gesù in risposta alle critiche "maschiliste" dei discepoli: "Dovunque sarà predicato l'evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato in memoria di lei" (Matteo 26,13).
E' un fatto storico che dopo la morte di Gesù le donne presero alla lettera i suoi insegnamenti per l'emancipazione. Fino a che punto lo rivela una fonte esterna al dibattito fra i primi cristiani e per questo particolarmente attendibile: il governatore romano Plinio il Giovane (I secolo d.C.).
Nei secoli ci sono stati alti e bassi nell'emancipazione femminile. Ma sicuramente Gesù è stato il primo in assoluto che ha difeso le donne riconoscendo, a tutto l'universo femminile, un ruolo che ancora oggi in molte parti del mondo viene negato.
Un abbraccio a tutte

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