Come ninfee

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Come ninfee

Messaggio  WhiteShadow il Mer Ago 10, 2011 1:01 pm

Nella mentalità paternalistica dell'antico testamento, il sovrano, il papa, il principe, il capo, il padre di famiglia possono dare la morte e molti l'hanno data, purtroppo; ma nella religione del Figlio è chi si sente figlio che muore, è Cristo che prendendo liberamente il pane offre se stesso. Capite la differenza?
Se nel mondo ci sono ancora i faraoni, se c'è morte, schiavitù, dominio, vuol dire che ancora la coscienza umana non è passata alla coscienza della religione del Figlio; è rimasta legata alla coscienza della religione del Padre. (...)

Ecco, immaginate la terra come una grande palude in cui ci sono i semi di fiori di loto e di ninfee; essi crescono non per gli ordini dell'agricoltore o di un demiurgo onnipotente che lancia i suoi comandi e le sue minacce, ma per una silenziosa forza vitale che li porta nella melma del fondo e poi li fa emergere in forma di bellezza sulla superficie. Quando tutti i germi saranno fioriti, la bellezza e la gioia saranno sulla terra, affinchè noi fioriamo, non per lo spavento di norme che ci vengono imposte, ma perchè siamo figli di Dio e diveniamo consapevoli della nostra grandezza di uomini e donne. (...)

Domani se qualcuno di voi insegnanti va a scuola, si dica che ogni alunno è un figlio di Dio che è un germe di vita eterna che non può essere profanato da interventi di impazienza, di superficialità o di ignoranza, di violenza o di prepotenza. Tornate nelle vostre famiglie: tutto deve crescere nel rispetto, nell'armonia perchè anche nel figlio più ribelle c'è un germe di vita eterna, e forse la sua ribellione nasce dal fatto che lui si sente costretto a soffocare la sua vera vitalità, il suo vero impulso.

Giovanni Vannucci


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