parole pericolose...

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Re: parole pericolose...

Messaggio  anita il Mer Set 07, 2011 10:50 pm

Non voglio entrare nel merito della questione sull'identità e le motivazioni di sister, perché come ricorda Cinzia, più volte c'è stata sollecitazione alla chiarezza, ma con ben pochi esiti.
Quello che desidero dire, dando per "buona" la presenza di una religiosa in questo forum, è che in effetti, cara Sister, i tuoi interventi sono spesso tesi a "scuoterci le coscienze", a chiederci un "mea culpa"... è uno scrutare l'errore, un guradare il mondo a testa bessa.
Ma tu sei una religiosa (lo sei vero?), il Signore ti ha guardata e scelta perché ti ha trovata bella, ha visto il meglio che c'è in te, le tue potenzialità, la tua capacità di bene.... dovresti imparare dal tuo Signore a guardare alto, al bello, al buono, al meglio che ognuno può dare. Coraggio!
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Re: parole pericolose...

Messaggio  cinzia il Mer Set 07, 2011 4:58 pm

sister ha scritto:Chi sono? cosa voglio? Se vuoi cerca su Google o interpella 'Chi l'ha Visto', ti aiuteranno...... Very Happy .

Te lo abbiamo chiesto in tutte le salse, nel forum, via MP, all'inizio prendendoti sul serio ma inseguito, ahime`, iniziando a percepire una dissonanza sempre maggiore, nei tuoi interventi e nell'insistenza con la quale ti eri messa ad assillare tramite MP e telefonate alcune di noi.

Chi sei e cosa vuoi, e chi ti ha suggerito di entrare nel forum, non ce lo hai mai voluto dire, schernendo con battute a volte davvero sarcastiche chi te lo chiedeva.
io conosco shanti di persona, so il suo valore, la sua autenticita`, la sua sincerita` nello stare nel forum.
lei e molte di noi stanno nel forum come se fosse un servizio, autentico, perche` sanno sulla loro pelle cosa vuol dire essere lesbiche, quali gradi di infinita sofferenza hanno dovuto affrontare per giungere ad un livello di serenita` concretamente accettabile.
non hanno bisogno di lezioncine catechistiche di basso profilo, perche` se sono uscite dal proprio inferno personale e` perche` il vangelo e` entrato nelle loro vite, nelle loro viscere, nelle loro membrane cellulari. Con tutta la fallibilita` che la nostra condizioni di porsone in cammino ci garantisce. grazie a Dio ci salviamo in cammino.

quindi sorella sister o roberta o come ti chiami veramente, nella vita vera, intendo, non quella che vorresti costruirti in un forum che non stai contribuendo a creare, dicci una volta per tutte, chi sei? noi abbiamo ormai tanti dubbi, e anche delle certezze, su di te. ma tu sfrutta questa bella occasione di dialogo vero e diretto che ti si offre e mettiti in mostra nella tua realta` di persona.

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Re: parole pericolose...

Messaggio  peanut il Mer Set 07, 2011 1:50 am

sister ha scritto:
Mi sorge però un interrogativo: se tutto ciò che ho letto è vero, non vale anche per la Chiesa peccatrice, ma voluta dal Signore? Non essere sempre giudicata, criticata, lapidata....? Sad
La chiesa ci ha fatto e ci sta facendo molto male, sia come omosessuali che come donne e a volte anche come figlio di Dio... non dirmi che devo stare zitta perchè è l'unica arma che ho per urlare al Signore il mio disgusto e la mia sofferenza.
E se la vuoi tutta la chiesa peccatrice non è voluta dal Signore è voluta da qualcun altro che non è certo il nostro Signore, e questo sia ben chiaro, non confondiamo il divino col satanico. Perchè la perseverazione continua con cui si accanisce ora come in passato su certe tematiche e impone il suo fardello fatto di senso di colpa e paura, non è da Dio, n o n è d a D i o. La chiesa che mi dice di recitare giornalmente e anche + volte, una preghiera in cui chiedo a Dio di non indurmi in tentazione, non è da Dio!! E' contro Dio!!! E' contro il Signore della vita!!!
Adesso basta perchè mi sta salendo l'adrenalina e nn riesco a prendere sonno

Poi pero c'è la Chiesa di Dio, quella che io amo, quella la si riconosce subito, aspettiamo solo che arrivi qualcuno a togliere la gramigna e poi la potremmo vedere ancora meglio! Potente e luminosa, che bella... è solo per quella che nn riesco a cambiare religione... è solo perchè l'ho vissuta che nn riesco a liberarmene. La manifestazione della grazia di Dio in terra... spettacolo. Ed è forse per questa cara sister che ti sei consacrata, nn ho dubbi.
un abbraccio sereno alien


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Re: parole pericolose...

Messaggio  aria il Mar Set 06, 2011 11:23 pm

Rispondo io, che ho messo questo post.
Il mio intento, pubblicando questo scritto, non era di porre l'attenzione sull'aspetto più critico - quello delle parole che spesso si usano, anche se con l'intento di difendere buoni principi, in modo giudicante e severo - .. bensì quello di rasserenarci di fronte alla figura di Gesù accogliente e benedicente, che abbraccia teneramente ciascuno di noi nonostante le nostre piccolezze..

"Gesù propone un altro volto di Dio che, se accolto, fa nascere un nuovo modo di vivere. Il Padre di Gesù è un Signore che non punisce e non castiga nessuno, ma a tutti offre amore incondizionato, più grande di quello di una madre per il suo figliolo (“Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai”, Is 49,15). L’amore di Dio non si arrende neanche di fronte all’evidenza, non arretra davanti al tradimento e al peccato, ma è capace di suscitare vita là dove questa non c’è."

Rispetto alle osservazioni di sister Roberta, mi sento di dire questo:
non vedo molto la nostra attuale Chiesa nella posizione di "vittima, giudicata, criticata e lapidata"; credo che la Chiesa, sia nei suoi rappresentati ufficiali e altolocati che in noi stessi, che ne siamo parte, abbia sufficiente voce e parole per rispondere alle critiche o osservazioni che riceve; credo inoltre che abbia essa stessa il dovere di rispondere alle manifestazioni di sofferenza e di incomprensione di chi da lei non si sente accolto con benevolenza.. Lo dico da cristiana, che ha vissuto con partecipazione e intensità la vita della propria Chiesa, ma che purtroppo non ha ricevuto da essa la stessa partecipazione e benevolenza nel momento del bisogno. Ma, grazie a Dio, ho avuto altri aiuti e altre risorse.

Per quando riguarda me, non mi sento di vivere una vita da vittima o da emarginata, sicuramente ci sono contesti ed episodi in cui il malessere di una scarsa accettazione da parte della MIA Chiesa mi feriscono, ma in generale mi sento di avere un atteggiamento piuttosto sereno.

La sollecitazione su come viviamo nel forum...beh, questa non la comprendo, nè ne comprendo il senso.

Mi dispiace che ancora una volta uno scritto, che io personalmente trovo costruttivo e positivo, e che comunque - anche in caso di opinione diversa - poteva essere uno spunto di buone riflessioni, abbia generato il pretesto per polemizzare.

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Messaggio  SHANTI il Mar Set 06, 2011 11:06 pm

sister ha scritto:le idee discordanti fanno parte dell'essere diversi, non può essere che così Very Happy
Il non accettare chi ha idee discordanti e le dice, questo invece non dovrebbe essere così.

Ti lascio queste righe cara Shanti che sicuramente non ti piaceranno (a me piacciono), riflettici:

partire è innanzitutto uscire da se stessi, spezzare quella crosta di egoismo che tenta di rinchiuderci nel nostro "io". Partire è smettere di girare atturno a noi stessi, come se fossimo al centro del mondo e della vita stessa. Partire è non lasciarsi chiudere dal piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia la sua importanza, l'umanità è più grande ed è a lei che dobbiamo tendere, è lei che dobbiamo servire. Partire è aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirsi alle idee, anche quando queste sono contrarie alle nostre, è come possedere il fiato di un buon camminatore. Beato che comprende e fa suo questo pensiero: 'quando non sei d'acordo con me, mi arricchisci'.......
Dom Helder Camara

Chi sono? cosa voglio? Se vuoi cerca su Google o interpella 'Chi l'ha Visto', ti aiuteranno...... Very Happy .

Infatti, ancora una volta tenti di ribaltare quello che uno scrive.... Sei tu che non ami questi versi e lo dimostri continuamente attaccando chi non la pensa come te, in maniera decisamente offensiva e senza rispetto come hai fatto ieri sera con me in chat. Io sono per la massima tolleranza ma la maleducazione e l'offensività non la tollero. Non mi interessa sapere nè chi sei nè quant'altro. E risparmiati la risposta perchè personalmente non ti risponderò più nè nei post nè in chat. E spero che lo facciano anche altre.....

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Messaggio  sister il Mar Set 06, 2011 10:51 pm

le idee discordanti fanno parte dell'essere diversi, non può essere che così Very Happy
Il non accettare chi ha idee discordanti e le dice, questo invece non dovrebbe essere così.

Ti lascio queste righe cara Shanti che sicuramente non ti piaceranno (a me piacciono), riflettici:

partire è innanzitutto uscire da se stessi, spezzare quella crosta di egoismo che tenta di rinchiuderci nel nostro "io". Partire è smettere di girare atturno a noi stessi, come se fossimo al centro del mondo e della vita stessa. Partire è non lasciarsi chiudere dal piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia la sua importanza, l'umanità è più grande ed è a lei che dobbiamo tendere, è lei che dobbiamo servire. Partire è aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirsi alle idee, anche quando queste sono contrarie alle nostre, è come possedere il fiato di un buon camminatore. Beato che comprende e fa suo questo pensiero: 'quando non sei d'acordo con me, mi arricchisci'.......
Dom Helder Camara

Chi sono? cosa voglio? Se vuoi cerca su Google o interpella 'Chi l'ha Visto', ti aiuteranno...... Very Happy .
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Messaggio  SHANTI il Mar Set 06, 2011 10:34 pm

aria ha scritto:Ciao donne, lascio qui uno scritto che ho ricevuto da un amico, interessante...
Buona lettura, a chi ne avrà voglia.. Smile
Ciao, Aria Rolling Eyes


dall'introduzione del libro
VERSETTI PERICOLOSI (ed. Fazi)

L’amore è utile per servire, non per comandare. Per dominare e comandare l’amore diventa un intralcio. Per sottomettere gli uomini c’è bisogno di inculcare paura, e la paura di Dio, del suo castigo, è la più efficace. Ma nessuna forma di amore è possibile laddove esiste la paura (1 Gv 4,18).
Il Dio che mette paura, che giudica, condanna e castiga, è la divinità imposta da ogni istituzione religiosa che pretenda di esercitare un potere assoluto per sottomettere gli uomini ai suoi ordinamenti.
Il Padre che libera da ogni paura, che non giudica, non condanna, ma a tutti incondizionatamente offre il suo amore, è la buona notizia che Gesù ha rivelato all’umanità per renderla felice.
In questo libro, seguendo le linee del vangelo di Luca, il cantore della misericordia di Dio, definito da Dante lo “scriba mansuetudinis Christi” (Monarchia, I), si cercherà di riscoprire la ricchezza immensa dell’amore di Dio per l’umanità, un amore che deve essere urgentemente recuperato da una Chiesa che non può abbandonare la sola missione alla quale il Cristo l’aveva destinata, quella di testimoniare visibilmente l’amore incondizionato di Dio per ogni creatura.

Grazie Aria.... aiuti a riflettere. I love you

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Messaggio  SHANTI il Mar Set 06, 2011 10:29 pm

sister ha scritto:E' bellissimo Aria ciò che ci hai donato! Very Happy
Grazie di cuore!

Mi sorge però un interrogativo: se tutto ciò che ho letto è vero, non vale anche per la Chiesa peccatrice, ma voluta dal Signore? Non essere sempre giudicata, criticata, lapidata....? Sad
E noi da che parte stiamo? Da chi è sempre e solo emarginato o di chi giudica, lapida, critica.....?

E nel forum??????Da che parte stiamo??? Crying or Very sad

Come al solito tu inizi con toni pacati... ma poi cambi e diventi aggressiva e negativa, tentando di distruggere quello che di bello uno ha postato. E questo anche le poche volte (per fortuna poche) in cui ti ho incontrato in chat. Sei sempre stata presuntuosamente aggressiva, mancante di tatto e di comprensione, incapace di ascoltare le ragioni dell'altro, sgradevole verso chiunque non la pensi come te!
Chiediti comunque se veramente sei del forum. L'impressione che dai a me è che in realtà il forum tu lo vorresti far chiudere..... E quindi mi sorge nuovamente la domanda: "Chi sei veramente?", "Cosa cerchi qui?".
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Re: parole pericolose...

Messaggio  sister il Mar Set 06, 2011 9:05 pm

E' bellissimo Aria ciò che ci hai donato! Very Happy
Grazie di cuore!

Mi sorge però un interrogativo: se tutto ciò che ho letto è vero, non vale anche per la Chiesa peccatrice, ma voluta dal Signore? Non essere sempre giudicata, criticata, lapidata....? Sad
E noi da che parte stiamo? Da chi è sempre e solo emarginato o di chi giudica, lapida, critica.....?

E nel forum??????Da che parte stiamo??? Crying or Very sad
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Messaggio  aria il Mar Set 06, 2011 6:28 pm

Ciao donne, lascio qui uno scritto che ho ricevuto da un amico, interessante...
Buona lettura, a chi ne avrà voglia.. Smile
Ciao, Aria Rolling Eyes


dall'introduzione del libro
VERSETTI PERICOLOSI (ed. Fazi)

Sempre più spesso nella società e nella Chiesa si vanno affermando espressioni come valori non negoziabili… tolleranza zero… fare piazza pulita, termini che appartengono alle strutture di potere che difendono se stesse, ma che sono estranee al messaggio della buona notizia che i credenti hanno l’impegno di vivere e annunciare.
Ogni potere, quando si sente minacciato, erige barriere difensive, si rifà all’ordine, alla disciplina e all’ubbidienza. Ma la Chiesa, che non deve in alcun modo assomigliare alle strutture di potere esistenti, non può in nessun caso emulare il linguaggio e i metodi della società.
Su questo Gesù era stato molto chiaro e anche severo, e ai discepoli, mossi dall’ambizione e dalla vanità, aveva detto: “Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono” e, dopo questa affermazione, non certo lusinghiera verso i governanti, aveva ammonito i suoi discepoli di non imitare in alcuna maniera i potenti: “Tra voi non sarà così, ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo” (Mt 20,25-27).
Il Regno di Dio, che Gesù è venuto ad annunciare e a inaugurare, richiede da parte di quanti vi aderiscono un cambio radicale dei valori esistenti nella società. Gesù chiede di sostituire i rapporti di forza con quelli di amore, quelli di dominio con quelli di servizio, quelli di interesse con quelli di generosità. E questo non può essere una pia teoria, ma una pratica costante, un cambio che non può venire formulato in una dottrina, ma deve essere visibile come caratteristica abituale e riconoscibile dei suoi seguaci.
Se è vero che la società civile ha bisogno di leggi con obblighi, proibizioni e sanzioni contro i trasgressori, nella comunità cristiana i codici di comportamento sono altri. Come si fa a conciliare la “tolleranza zero” con il “perdonare settanta volte sette?” (Mt 18,22), il castigo con l’amore al nemico, la difesa intransigente di utopistiche dottrine con il bene concreto dell’uomo?
Con Gesù non è più una legge, fosse pure divina, a regolare i rapporti tra le persone, ma l’amore. La verità del suo messaggio non può in alcun modo essere condizionata da situazioni contingenti. Nessuna emergenza permette di annacquare la buona notizia di Gesù. Farlo significa tradirlo. E tradire il messaggio di Gesù equivale a tradire se stessi.
L’amore, l’unico atteggiamento che Gesù ha chiesto ai suoi di rendere manifesto in maniera tangibile, non può mai venire meno nella comunità che si rifà al suo nome. Se quelli che nella società si sentono emarginati e disprezzati, non trovano nella comunità cristiana un’accoglienza che prescinda dalle loro colpe, ma solo giudizi e condanne, questi perdono ogni speranza.
Quando la comunità dei seguaci di Gesù non è capace di offrire uno sguardo di misericordia che esprima perdono, un abbraccio compassionevole che non consideri le colpe, significa che il sale ha perso il sapore e “a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente” (Mt 5,13). Le severe parole del Cristo sono chiare: se quelli che pensano di seguirlo non sono capaci di testimoniare amore, tenerezza e compassione, non servono a nulla, e meritano il disprezzo della società che da essi si attendeva nuova linfa vitale. Il giudizio, l’accusa, il rimprovero, il castigo, l’emarginazione, il disprezzo, tutto questo si trova anche troppo nella società, e Gesù non è venuto ad appesantire con altre norme situazioni già insostenibili, ma lui è la manifestazione di quell’amore che “non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta” (Mt 12,20; Is 42,3).
Gesù propone un altro volto di Dio che, se accolto, fa nascere un nuovo modo di vivere. Il Padre di Gesù è un Signore che non punisce e non castiga nessuno, ma a tutti offre amore incondizionato, più grande di quello di una madre per il suo figliolo (“Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai”, Is 49,15). L’amore di Dio non si arrende neanche di fronte all’evidenza, non arretra davanti al tradimento e al peccato, ma è capace di suscitare vita là dove questa non c’è. Questo suo amore il Signore aveva cercato di farlo giungere agli uomini attraverso la voce dei profeti, ma evidentemente era un messaggio che era rimasto incompreso e inascoltato.
Poi, con Gesù, questo amore ha visto la sua massima espressione e manifestazione, ma stranamente fu fonte di scandalo fin dal suo primo apparire. Non solo i contemporanei di Gesù si sdegnarono per il suo atteggiamento verso i peccatori, ma anche le prime comunità cristiane ebbero difficoltà ad accogliere e praticare gli insegnamenti del Cristo, disattesi, annacquati e persino censurati.
Come è stato possibile tutto ciò?
La risposta va forse cercata nella tentazione del potere che, rifiutata nettamente da Gesù, è stata spesso accolta dai suoi seguaci.
L’amore è utile per servire, non per comandare. Per dominare e comandare l’amore diventa un intralcio. Per sottomettere gli uomini c’è bisogno di inculcare paura, e la paura di Dio, del suo castigo, è la più efficace. Ma nessuna forma di amore è possibile laddove esiste la paura (1 Gv 4,18).
Il Dio che mette paura, che giudica, condanna e castiga, è la divinità imposta da ogni istituzione religiosa che pretenda di esercitare un potere assoluto per sottomettere gli uomini ai suoi ordinamenti.
Il Padre che libera da ogni paura, che non giudica, non condanna, ma a tutti incondizionatamente offre il suo amore, è la buona notizia che Gesù ha rivelato all’umanità per renderla felice.
In questo libro, seguendo le linee del vangelo di Luca, il cantore della misericordia di Dio, definito da Dante lo “scriba mansuetudinis Christi” (Monarchia, I), si cercherà di riscoprire la ricchezza immensa dell’amore di Dio per l’umanità, un amore che deve essere urgentemente recuperato da una Chiesa che non può abbandonare la sola missione alla quale il Cristo l’aveva destinata, quella di testimoniare visibilmente l’amore incondizionato di Dio per ogni creatura.
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