Riflessione sul matrimonio

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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  Per voce sola il Lun Nov 14, 2011 2:41 am

Rosa_delleAlpi ha scritto:
Per voce sola ha scritto:
Il terrorismo legato all'immagine del ‘matrimonio felice' procura notevoli danni.

[...]

Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perché questo è l'amore.

geniale la prima, bellissima la seconda.

da persona di buon senso (sì, dopotutto un po'di buon senso ce l'ho anch'io) sono in linea di massima d'accordo con la necessità di smitizzare l'idea del matrimonio e (se si ha la fortuna di viverlo), viverlo per quello che è, ma da inguaribile romantica penso che quel pizzico di magia dei momenti felici possa pervadere anche quelli difficili, se lo si desidera.

avendo poca esperienza a riguardo, però, non mi dilungo, perchè non vorrei dire cose che non hanno riscontro nella realtà...


Io credo che la magia sia soprattutto nei momenti difficili, perchè sia ha la straordinaria oppurtunità di fare qualcosa per l'altro, o per se stessi. Non sono mai stata una "dolorista" ovvero che il dolore sia la chiave di ogni cosa, lungi da me questo pensiero amo godermi la vita perchè è un dono "mostruosamente" vivo, ma perchè prendo il dolore per quello che è: una prova. E so a prescindere che verso qualcosa porta, a differenza del sogno e della felicità, che ovviamente mi rendono serena ma immobile, e per fortuna esiste anche la quiete Smile

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riflessione sul matrimonio

Messaggio  Rosa_delleAlpi il Sab Nov 12, 2011 6:39 pm

Per voce sola ha scritto:
Il terrorismo legato all'immagine del ‘matrimonio felice' procura notevoli danni.

[...]

Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perché questo è l'amore.

geniale la prima, bellissima la seconda.

da persona di buon senso (sì, dopotutto un po'di buon senso ce l'ho anch'io) sono in linea di massima d'accordo con la necessità di smitizzare l'idea del matrimonio e (se si ha la fortuna di viverlo), viverlo per quello che è, ma da inguaribile romantica penso che quel pizzico di magia dei momenti felici possa pervadere anche quelli difficili, se lo si desidera.

avendo poca esperienza a riguardo, però, non mi dilungo, perchè non vorrei dire cose che non hanno riscontro nella realtà...
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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  cinzia il Mer Ott 05, 2011 5:17 pm

temo di non essermi spiegata bene. bambini del vangelo non significa non essere adulte, tutt'altro.
non farsi menate non significa non pensare, non elaborare a partire dalla vita vera vissuta giorno dopo giorno.
e` invece affrontare la 'strada' (cito un'amica) oltre la ragnatela di elaborazioni mentali ed emozionali in cui molte preferiscono sostare, pensando che questa sia realta mentre invece e` fantasia. e` stare ferme a sognare.
parto da una esperienza reale, che ho vissuto e vivo da molti anni, in cui ho anche fatto scelte talvota molto forti e difficili. e dove ho potuto constatare che si diventa realmente donne solo quando si esce dall'autoreferenzialita`, quando si muovono le chiappe verso l'altra che, spesso, e` molto lontana e diversa da me. allora, dopo aver mosso appunto le chiappe, solo allora inizia l'amore.
prima di questo, beh chiamatelo come volete, non dico che non sia bello eccitante ed esaltante, ma non e` amore.
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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  Per voce sola il Mer Ott 05, 2011 4:23 pm

Innazitutto piacere Cinzia, Betty non ho ancora avuto il piacere di dialogare con voi, sono felice si appresti quest'occasione.

Sulla mancanza di "menate" sicuramente, ma senza riflettere purtroppo gli imprevisti faranno sì che ci si trovi piazzate in qualcosa da cui è difficile uscirne, soprattutto per noi stesse. Io ho sempre accettato la massima (che però non ritengo l'esempio vero dell'amore) del cuore bambino e vivere semplicimente i propri sentimenti. Ma questo non basta. Fa si che si perda fascino, che l'altro si allontani e noi siamo ciechi e non ce ne accorgiamo, siamo come bambini affidati al vento. Per questo cerco di essere donna per la mia compagna. Riflettere sulle cose, per aiutarla, per essere con lei farle capire che "sono roccia" su cui fondare qualcosa. L'essere bambini non deve essere una giustificazione per pensare di avere tutte le risposte all'esistenza. Cercate la verità no?


Io amo gli oggetti sparsi per casa, disordinati, vivi. Qualcosa che ci fa imbufalire, e sbraitare ma con profondo amore di fronte alle disattenzioni che poniamo sempre in essere. Se non avessi visto i suoi oggetti per casa, temo non l'avrei amata. E al solo pensarci francamente, è forse la cosa che mi manca di più.


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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  cinzia il Mer Ott 05, 2011 3:13 pm

certo! il filo interdentale e altro...

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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  aria il Mer Ott 05, 2011 1:42 pm

.... Cinzia sempre categorica "meno menate!!" Wink

(ps: ma davvero qualcuno lascia in giro il filo interdentale usato?)

Mi sa che siamo tutte concordi!! I love you

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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  cinzia il Mer Ott 05, 2011 11:33 am

insomma un po' di ottimismo e soprattutto di semplicita`. per stare insieme bisogna farsi meno menate, sapere che l'altra persona senz'altro fara` cose per noi inaccettabili (ad es lasciare in giro pezzi di filo interdentale usato) e dopo aver brontolato tornare ad abbracciarsi.

se non diventerete come bambini non entrerete nel regno....

ci sono cose pesamti difficili che inevitabilmente accadono nella nostra vita: la morte, la malattia, il tradimento...questi eventi devono farci riflettere sul valore del semplice volersi bene e darci la spinta a desiderare meno, amare di piu`.

la passione quella che strappa i capelli come diceva de andre` non e` l'amore, e` solo la spinta iniziale di quel processo piu` profondo che porta invece appunto ad intrecciare le radici e imparare a bere alla stessa fonte.
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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  Betty il Mer Ott 05, 2011 9:47 am

Donne di poca fede…… Very Happy l’amore esiste, esiste ancora Very Happy Laughing …..per fortuna.... bounce cheers

La conoscete la canzone di Pierino (non quel Pierino) e del saggio,fa così…..
Pierino sulla sabbia ha fatto la sua casa,
e la tempesta arrivava, il vento soffiava la pioggia cadeva
e la sua casa sprofondava.
Il saggio sulla roccia ha fatto la sua casa,
e la tempesta arrivava, il vento soffiava la pioggia cadeva,
e la sua casa resisteva.

E’ una canzone per bambini ma credo sia adatti bene anche ai grandi, che ne pensate?
Concordo con Aria bisogna costruire mattone dopo mattone, aggiungo…… e raggiungere quel mix di saggezza e follia, provate e fatemi sapere……… flower
Un abbraccio a tutte.

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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  Per voce sola il Mer Ott 05, 2011 1:32 am

aria ha scritto:No, io credo fortemente che sia così..

Difficile, certo ..difficile... Ma ogni costruzione è difficile, a partire dalle fondamenta.

Come ho detto qualche giorno fa a una persona speciale: "un mattone alla volta e si fa un grattacielo!"

Ciao! Aria

Wink Fa sempre piacere, essere pazzi in due o più persone Smile

felice di essere approdata in questo forum Smile

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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  aria il Mar Ott 04, 2011 11:49 pm

No, io credo fortemente che sia così..

Difficile, certo ..difficile... Ma ogni costruzione è difficile, a partire dalle fondamenta.

Come ho detto qualche giorno fa a una persona speciale: "un mattone alla volta e si fa un grattacielo!"

Ciao! Aria
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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  Per voce sola il Mar Ott 04, 2011 11:43 pm

Figurati Aria, è un piacere.

Io non trovo più gente che è disposta a crederci. Nessuno, è desolante. E' come le persone volessero restare finchè sono felici, ma non funziona così, la vita è fatta anche di tempeste non solo di momenti di felicità rubati.
Certe volte mi sembra di parlare da sola, mentre gli altri scuotono la testa dicendo che la mia è solo paura.
Crying or Very sad

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Re: Riflessione sul matrimonio

Messaggio  aria il Mar Ott 04, 2011 10:52 pm

Per voce sola ha scritto:

"L'amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa. E quando accade, bisogna prendere una decisione.
Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perché questo è l'amore.
Non è l'ardore, l'eccitazione, le imperiture promesse d'eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno. Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angoletto del tuo corpo.
No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità. Questo è semplicemente essere innamorati, una cosa che sa fare qualunque sciocco.
L'amore è ciò che resta quando l'innamoramento si è bruciato; ed è sia un'arte, sia un caso fortunato.
Tua madre ed io avevamo questa fortuna, avevamo radici che si protendevano sottoterra una verso l'altra, e quando tutti i bei fiori caddero dai rami, scoprimmo che eravamo un albero solo, non due.
Ma, a volte, i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate.

(“Il mandolino del capitano Corelli” – Louis De Bernieres)


...prendo questo scritto, che ho riletto già tante volte, e lo sento molto vero...
Quanto è vero che l'amore è un "si" detto ogni giorno, anche nei giorni no ...
E allora, perchè la scintilla di un innamoramento diventi amore, bisogna costruire....e mettere le radici....e innaffiare ogni giorno..e avere cura di quel che fiorisce... flower no?

Grazie per lo spunto PerVoceSola!
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Riflessione sul matrimonio

Messaggio  Per voce sola il Mar Ott 04, 2011 2:56 am

Vorrei condividere con Voi, una riflessione di uno psicologo che stimo moltissimo. Ha fatto tantissimo per le dinamiche di coppia riscoprendo modelli antichi che potrebbero dare nuova luce al modo di vivere le relazioni, con maggiore libertà e coraggio.

Dott. Roberto Cavaliere

….Il matrimonio moderno è soprattutto un'istituzione di salvezza e non di benessere. Ma gli psicologi, i consulenti matrimoniali, gli psichiatri ecc. continuano a ripetere che soltanto i matrimoni felici sono buoni matrimoni, ovvero che i matrimoni dovrebbero essere felici. In verità ogni percorso di salvezza passa anche per l'inferno. La felicità, nel modo in cui viene proposta ai coniugi d'oggi, rientra nella sfera del benessere e non in quella della salvezza. Il matrimonio è un'istituzione volta prima di tutto alla salvezza, per questo è così pieno di alti e di bassi; è fatto di sacrifici, di gioie e di dolori. Ciascun partner, ad esempio, prima o poi è destinato a scontrarsi con il lato psicopatico dell'altro, vale a dire con quel lato del suo carattere che non è modificabile e che tuttavia ha conseguenze dolorose per entrambi. Affinché il matrimonio non vada in pezzi, uno dei due partner deve arrendersi, e generalmente è proprio quello che nella relazione si dimostra meno psicopatico. Se uno dei due è emotivamente freddo, all'altro non resta che dimostrare in continuazione sentimenti d'amore, anche quando la reazione del partner è debole e spesso inadeguata. Tutti i buoni consigli che si danno alle mogli o ai mariti, del genere: “Questo non và bene, è intollerabile, una moglie/un marito non può lasciarsi trattare così”, sono perciò sbagliati e dannosi.

Un matrimonio funziona soltanto quando si riesce a tollerare proprio ciò che altrimenti sarebbe per noi intollerabile. E' logorandosi e smarrendosi che si impara a conoscere se stessi, Dio e il mondo. Come ogni percorso di salvezza, anche quello del matrimonio è duro e faticoso. Uno scrittore che crea opere di valore non vuole essere felice, vuole essere creativo. In questo senso raramente i coniugi riescono a portare avanti un matrimonio felice e armonioso come il tipo di matrimonio al quale, mistificando, gli psicologi vorrebbero far loro credere.

Il terrorismo legato all'immagine del ‘matrimonio felice' procura notevoli danni.

A.Guggenbuhl-Craig – Il matrimonio. Vivi o morti, Moretti e Vitale, Bergamo.





"L'amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa. E quando accade, bisogna prendere una decisione.

Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perché questo è l'amore.

Non è l'ardore, l'eccitazione, le imperiture promesse d'eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno. Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angoletto del tuo corpo.

No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità. Questo è semplicemente essere innamorati, una cosa che sa fare qualunque sciocco.

L'amore è ciò che resta quando l'innamoramento si è bruciato; ed è sia un'arte, sia un caso fortunato.

Tua madre ed io avevamo questa fortuna, avevamo radici che si protendevano sottoterra una verso l'altra, e quando tutti i bei fiori caddero dai rami, scoprimmo che eravamo un albero solo, non due.

Ma, a volte, i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate.

(“Il mandolino del capitano Corelli” – Louis De Bernieres)




"Molti hanno creduto che un buon matrimonio fosse la mutua promessa che nulla più sarebbe successo né per l'uno né per l'altra.
Una mini-dépendance del museo Grévin, per la quale non è escluso che si possano ricevere sovvenzioni dallo stato - con tre o quattro spuntini di compleanno, infatti, e qualche giorno di festa di fine d'anno, l'affluenza dei visitatori è troppo ridotta perché la cosa possa autofinanziarsi.
Soprattutto non muoversi, non respirare, non guardare né a destra né a sinistra, e l'effetto sarà perfetto. Esistono degli sposi-fossili, come esistono dei credenti-fossili. Sono coloro che aspettano dall'istituto del matrimonio come dall'istituzione della chiesa, che li proteggano dai disordini dell'amore e della fede. Questo tentativo disperato di tenere in vita la luce originaria del lampo, disinnescandone il pericolo mortale, avrebbe un che di quasi commovente se non avesse la pretesa di riuscirvi davvero!
L'istituzione che mantiene il lampo sotto una campana, lo custodisce fissato dentro un reliquario, lo difende come un bottino di rapina, si rende colpevole verso la vita. La speranza che lo stesso bagliore possa conservarsi è la radice del dramma. Come se il fuoco del cielo si potesse tenere sotto un coperchio di tabernacolo! E sotto un globo di vetro, come una corona di sposa, la fiaccola dell'amore. Come se potessero perdurare in altro luogo che non sia il cuore acceso degli uomini e delle donne viventi!
Quando il matrimonio non lascia che i venti folli della vita e del rinnovamento lo scuotano, quando la chiesa non si lascia spettinare dai sismi salutari dell'esperienza mistica, essi diventano regni dei morti. Consegnato corpo e anima all'istituzione, il matrimonio perde il filtro mortale e il nettare. Spogliato, disinfettato, vaccinato, messo sotto vuoto, non fermenterà, non conoscerà l'alto processo di distillazione che attraverso i mosti e le melasse raggiunge, all'altra estremità dell'alambicco, l'oro di distillati preziosi.
Se l'istituzione è anche ferocemente mortifera, è perché teme il cambiamento, lotta contro di esso, e con ciò agisce contro la natura della vita che è incessante metamorfosi. Ogni istituzione finisce, presto o tardi, per affogare il figlio dell'amore nell'acqua sporca del bagno. La sola maniera che abbiamo di onorare la vita è di osare affrontarla di nuovo ogni giorno, senza gravarla delle nostre attese - osare l'unicità del giorno nuovo!
Infatti il disastro non deriva forse dal nostro attaccamento a questa o a quella forma che l'amore ha assunto in un dato momento della nostra vita - il più delle volte al suo inizio - e dal nostro desiderio di conservarlo tale a ogni costo? Ma lo spirito è pura fluidità. Non smette di passare da una forma all'altra, sparisce di là, risorge qui, imprevisto, argento vivo, dove noi non l'aspettiamo - e le vecchie forme alle quali ci attacchiamo sono proprio quelle che lui ha abbandonato da tempo!
E magari aspettiamo tutta una vita in piedi davanti alla casa abbandonata dall'(dalla) amato(a), quando, qualche via più in là, lei (lui) ci attende invano, ogni giorno, a un nuovo balcone.
Pietà per coloro che si sposano per essere felici.
Pietà per coloro che, per disgrazia, saranno troppo a lungo contenti di quella felicità anodina che si è loro augurata nel giorno delle nozze - troppo a lungo amanti dell'amore inoffensivo delle lune di miele!
Pietà per coloro che saranno troppo a lungo fotogenici e presentabili come il giorno delle nozze!
Sono fredde le gabbie di vetro, quando la luce delle vetrine si spegne!
Il matrimonio ha per noi altre ambizioni.
Il matrimonio non ci vuole presentabili, ci vuole vivi! - e ci farà perdere la faccia fino a che, sotto le nostre maschere, appariranno i nostri veri volti".

Christiane Singer, Elogio del matrimonio, del vincolo e altre folli

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