A Sorpresa il Texas incorona una lesbica dichiarata a sindaco di Houston

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Messaggio  Noemi il Ven Gen 01, 2010 4:12 am

Articolo tratto da LA STAMPA del 13/12/2009

Mentre il movimento per i diritti dei gay sembra marcare il passo in molti stati americani progressisti come New York e nel New Jersey, a Houston, la più importante città del conservatore Texas e la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, è stata eletta una sindaco lesbica, ed è la prima volta per una grande metropoli americana. Annise Parker, democratica e lesbica dichiarata, 53 anni, ha battuto al ballottaggio con il 52,8% dei voti il suo avversario Gene Locke, anche lui democratico e afro-americano che ha ottenuto il 47,2% dei suffragi malgrado fosse appoggiato dall’ establishment finanziario locale e dalla gente di colore. In un completo di seta dorato e collana di perle, la Parker è apparsa al Convention Center della città con la compagna, Kathy Hubbard, che vive con lei da 19 anni, i tre figli adottati e la madre Kay.

«Sono la prima laureata della Rice University a essere eletta sindaco», ha scherzato sulle prime, ed è vero (la Rice è una importante università di Houston). Poi però la sindaco eletta ha parlato sul serio: «Oggi gli elettori hanno fatto la storia: So cosa significa questa vittoria per molti di noi, convinti che non saremmo mai stati in grado di accedere ai più alti livelli». Con oltre 2 milioni di abitanti, Houston è la più grande metropoli americana con un sindaco omosessuale. Altre città degli Stati Uniti hanno o hanno avuto un primo cittadino gay, ma nessuna di loro è grande: tra queste Cambridge, in Massachusetts, Providence, in Rhode Island, e Portland, in Oregon.

Per tutta la campagna elettorale la Parker aveva evitato di battere sul fatto di essere lesbica, sottolineando invece la sua esperienza di manager finanziario: è stata assessore alle finanze di Houston. Ma la neo-sindaco aveva cominciato la sua carriera negli anni Ottanta come paladina dei diritti dei gay e all’establishment politico texano, come nel resto degli Stati Uniti, non è sfuggito il senso della sua vittoria «alla Harvey Milk», come pietra miliare nelle battaglie per la parità degli omosessuali in America. Il Texas è uno degli stati in cui gli elettori hanno messo al bando per legge i matrimoni gay, mentre proprio a Houston un referendum per la concessione di mutua e pensione ai partner gay di dipendenti comunali è stato sonoramente battuto.

L’elezione della Parker coincide con un momento in cui le campagne per la parità di gay e lesbiche - almeno sul fronte dei matrimoni - sembrano in ritirata: ai primi di dicembre il senato dello stato di New York ha votato contro la loro legalizzazione, in un nuovo segnale che la marcia delle nozze gay - fino a pochi mesi fa inarrestabile - ha subito una inversione di tendenza. Con New York si è allineato il New Jersey, rinviando una delibera statale pro-matrimoni. Hanno legalizzato i matrimoni gay Iowa, Connecticut, Massachusetts, New Hampshire e Vermont mentre altri 40 stati hanno leggi specifiche che li mettono al bando. In novembre, sulla scia della California l’anno scorso, il Maine ha respinto per referendum una legge che avrebbe legalizzato le nozze tra omosessuali.
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