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Messaggio  aria il Lun Lug 30, 2012 10:52 pm

Stasera su LA7.
Intervista a N.Vendola e poi film-documentario.


Un viaggio alla scoperta dell'amore omosessuale attraverso le storie e le testimonianze di nove coppie gay e lesbiche che vivono tra Catania, Versailles, Parigi, Sutri, Berlino, un paese della Bassa Padana, Palermo e Barcellona.
Il lavoro di Stefano Consiglio (75 minuti di interviste, con macchina da presa ferma e una nettezza di sguardo che sgombra il campo da qualsiasi strumentalizzazione), colpisce a cominciare da un meraviglioso titolo che ha voglia di sbarazzarsi subito di parecchie sovrastrutture.
Perché prima di tutto, le 18 tra uomini e donne intervistate dalla Sicilia al Nord Europa, sono persone.

Nove coppie vengono intervistate sulle loro relazioni sentimentali. Gay? Poco importa. Prima di tutto sono persone
Tra le migliaia e migliaia di titoli con la parola amore, nessuno aveva pensato, fino a oggi, di neutralizzarli tutti facendola seguire con un semplice e definitivo e basta. Il lavoro di Stefano Consiglio (75 minuti di interviste, con macchina da presa ferma e una nettezza di sguardo che sgombra il campo da qualsiasi strumentalizzazione), dunque, colpisce a cominciare da un meraviglioso titolo che ha voglia di sbarazzarsi subito di parecchie sovrastrutture.

Nove coppie omosessuali, quasi tutte di lungo corso, raccontano davanti a una immobile macchina da presa le loro storie: il primo bacio, la formazione della coppia, i problemi con la famiglia d'origine, il rapporto con la Chiesa e la religione, la discriminazione, la scoperta della loro diversità, il transito - in alcuni casi - dalla etero alla omosessualità.
Al suo primo lungometraggio, Stefano Consiglio ha il merito di portare sul grande schermo un tema che - a dispetto delle tante battaglie civili sostenute - rimane ancora scottante. È amore e basta, come sostiene in maniera lapidaria il titolo che tradisce il teorema del film, non a caso introdotto dalle osservazioni sgombre da qualsiasi pregiudizio omofobico di bambini e adolescenti e dal bel testo, scritto da Aldo Nove, interpretato da Luca Zingaretti.
Le biografie raccontate dai 18 protagonisti, tuttavia, non fanno che vellicare una curiosità da buco della serratura. I 18 intervistati, infatti, sembrano davvero troppo simili tra loro quanto a condizione sociale per offrire uno spaccato minimanente differenziato, cadono tutti (o quasi) nei medesimi stereotipi e l'aver racconto casi in Germania, Francia e Spagna - richiedendo l'ausilio dei sottotitoli - penalizza il film invece di fornire una panoramica più estesa. Il modello, insomma, rimane quello di Comizi d'amore di Pasolini, con minor audacia, molte domande in stile Marzullo (il tormentone "voi siete una coppia o una famiglia?") e un approccio filmico di stampo strettamente televisivo, nel quale l'unico vero valore aggiunto sono le notevoli animazioni di Ursula Ferrara che inframmezzano le diverse storie.

Buona visione! Aria Rolling Eyes
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