Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
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Gesù e le donne. MARTA E MARIA lettura cattolica femminista (http://studiandolateologia.ning.com
Marta e Maria
Gesù, è il primo ebreo Rabbino (che vuol dire "maestro") che ammette al discepolato le donne. Mi piace ricordare Maria, sorella di Marta e di Lazzaro, che dal Vangelo di Luca 10,38-42 risulta essere l'esempio forse della prima donna che si mette alla sequela dell'Insegnamento (rabbinico) di Gesù, in merito a ciò che era riservato agli uomini, e negato alle donne: l'ascolto e lo studio della Parola di Dio cioè delle Sacre Scritture. "il mettersi seduta ai piedi di Gesù è l'atteggiamento tipico che cararretterizza un discepolo nei confronti del suo Maestro."
La Chiesa Cattolica non è ancora intera, cioè non è ancora nata; sta nascendo" (Ivana Ceresa,)
in "Mie Care sorelle, pg. 23" (capitolo I ,paragrafo 2)
Gesù non ha solo discepole itineranti che viaggiano con lui e il suo gruppo dalla Galilea alla Giudea.
A parte altre che forse vi furono e che non possiamo conoscere, sappiamo per certo che Marta e Maria, evangelicamente parlando, occupano una posizione di spicco. Non appartengono al gruppo itinerante,. e non sono ricordate come testimoni dell'ultimo atto della vita di Gesù, tuttavia sono discepole a pieno titolo.( il Vangelo di Luca sembra conoscere solo loro).
quando Maria sta ai suoi piedi
è in atteggiamento di ascolto, come lo sarebbe un allievo maschile nei confronti del suo maestro. Ciò vuol dire che per Gesù le donne valgono quanto gli uomini, la qual cosa a quei tempi fu un evento innovatore:
Gesù è il primo , che di cultura ebraica apra alle donne, che erano considerate impure e non avevano diritto di studiare le Scritture.
Lc. 10,38-42 (Maria ai piedi di Gesù che lo ascolta)
Rispetto a Marta,Maria sembra aver capito più a fondo la novità di Gesù, perchè ascolta la sua parola, "seduta ai suoi piedi"
Questa espressione per noi non è molto più del rilievo di un atteggiamento di ascolto, indubbiamente affettuoso e devoto; nella cultura ebraica però è un'espressione tecnica e indica la situazione del discepolo rispetto al maestro. I discepoli di solito sedevano in terra, ai suoi piedi.
Paolo stesso, nel racconto di Luca, ricorda di essere cresciuto sotto la guida di Gamaliele, alla sua scuola: letteralmente "ai piedi di Gamaliele" (Atti degli apostoli 22,3). L'espressione che l'evangelista
usa per Maria, così' sottomessa in apparenza, è una sorprendente novità: tanto più poi perchè Maria,
nel suo agire anomalo, viene lodata da Gesù a preferenza della sorella Marta..
.Un fatto tanto più importante in quanto in Israele le donne erano escluse dallo studio della Legge.-
Farsi discepolo di un maestro era caldamente raccomandato ad un ebreo maschio, ma era
vivamente sconsigliato a una donna.
In questo passo Gesù, lodando Maria, che trascura i suoi doveri casalinghi, a preferenza della sorella che ad essi invece si immola, rigetta in modo solenne e definitivo gli schemi patriarcali, apre alle donne, nella logica del Regno, gli spazi dell'ascolto, e - per logica, inevitabile progressione
evolutiva -, dello studio e della riflessione spirituale.
Luca, l'autore del terzo vangelo è stato a lungo prediletto dalla riflessione teologica al femminile, soprattutto perchè ricorda numerose donne sia nel suo vangelo sia negli Atti, perchè è l'unico
a ricordare le donne che seguono Gesù fin dai primi tempi del ministero e, in genere, perchè
accorda alle donne uno spazio notevole, talvolta duplicando gli episodi che racconta, inserendone uno al femminile per simmetria con quello al maschile.
Gv.11,1-5 Qui viene evidenziato che Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli.
Gv.11,17-40); Marta confessa che Gesù è il Messia.
Marta , nonostante le apparenze, non è da meno è la prima donna che fa la confessione di fede in Gesù Cristo messia e figlio di Dio, il Cristo.
"Marta dimostra di avere in Gesù una fede forte e profonda ma ancora inadeguata: non ha ancora le idee chiare che egli ha potere sulla vita (che anzi "è lui la vita" in termini giovannei), e sembra considerare Gesù piuttosto un intermediario potente fra Dio e gli esseri umani.
Gesù dice a Marta:""Tuo fratello risorgerà"(Gv 11,23),. Marta, legata alla sua fede giudaica nella risurrezione finale dei morti, risponde che sì certo, Lazzaro risorgerà nell'ultimo giorno. e notiamo che Gesù non smentisce la fede di Marta , ma la definisce, la porta a compimento, la "spalanca" attraverso il riferimento alla sua persona: "Io sono la resurrezione e la vita"(Gv.11,25). Non è un'affermazione teorica, l'enunciazione di una dottrina: interpella nel profondo la persona a cui si rivolge, chiama a un pieno coinvolgimento esistenziale, come si capisce dalla domanda che conclude la solenne autorivelazione di Gesù: "Credi tu questo?" (Gv. 11,26,b) E Marta risponde : "Si, Signore, io credo che tu sei il Figlio di Dio che deve venire nel mondo." (Gv: 11,27). Insieme con la frase di Gesù che precede, questa frase di Marta rappresenta il culmine teologico dell'episodio e realmente prepara il risuscitamento di Lazzaro, come se si aprisse una porta.
Non può sfuggire a nessuno che si tratta dell'equivalente della confessione messianica di Pietro,
a Cesarea di Filippo: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". (Mt 16,16); "Il Crsto di Dio"(Lc 9,20), che ha un equivalente anche nel quarto vangelo: "Tu sei il santo di Dio"! (Gv 6,6),
La confessione di fede di Marta risulta in tutto e per tutto analoga;
forse, da un certo punto di vista può considerarsi superiore.
Superiore forse anche teologicamente, perlomeno in quanto ha un carattere più completo e più solenne e sembra formata da tre membri in in progressione: riconosce in Gesù il Messia - il Figlio
di Dio - Colui che deve venire.
Superiore in senso psicologico spirituale. ;
"La testimonianza di Pietro nei Sinottici risultava resa in un momento più normale e tranquillo, invece Marta parla nel momento in cui il lutto pesa su di lei, e, come se non bastasse la perdita recente
del fratello, deve fronteggiare anche qualcosa di più oscuro, una dolorosa perplessità. Gesù infatti ha agito in modo strano, inspiegabile; quando gli hanno annunciato la malattia di Lazzaro, ha aspettato due giorni, ha aspettato che Lazzaro morisse.: sembra aver deluso la speranza silenziosamente riposta in lui dalle sorelle di Lazzaro, e come amico si è dimostrato poco sollecito.
Proprio in questa situazione contradditoria, Marta con le sue parole sta riaffermando che ha fede in lui, anzi che lo riconosce come il Messia atteso, quantunque egli non abbia agito nel modo atteso e sperato e lei non riesca a capirne il perchè.
Sembra strano che l'ecclesiologia del passato e del presente abbia dato tanta importanza alla confessione messianica di Pietro, fino a farne dipendere in buona parte il suo ruolo di capo e portavoce nel gruppo dei Dodici. mentre la professione di fede di Marta è stata letta come un
lodevole atto privato di fede e devozione, privo di qualsiasi risvolto ecclesiale. MARTA AL FEMMINILE E' COME L'EQUIVALENTE DELL'APOSTOLO PIETRO AL MASCHILE.
Le parole di Marta, che riinviano all'attesa messianica ormai giunta al termine,
ricordano le parole della Samaritana: "So che deve venire il messia(...)
Ora il Messia è arrivato e Marta dimostra di avere acquistato la capacità di leggere i segni.
Forse quella di Marta non è ancora la fede piena: credere in Gesù come Messia non significa ancora credere che in lui è la vita. ma è il livello massimo a cui possa giungere una creatura umana,
prima che il segno della risurrezione di Lazzaro si sia fatto palese.
La resurrezione di lazzaro: Gesù che ha potere sulla morte e d è la forza della vita, ha però bisogno della collaborazione degli umani:""togliete la pietra dall'ingresso della tomba"
per poter agire e portare a compimento la resurrezione di lazzaro
ha bisogno della collaborazione degli esseri umani.
7sandrop[u][b]
Gesù, è il primo ebreo Rabbino (che vuol dire "maestro") che ammette al discepolato le donne. Mi piace ricordare Maria, sorella di Marta e di Lazzaro, che dal Vangelo di Luca 10,38-42 risulta essere l'esempio forse della prima donna che si mette alla sequela dell'Insegnamento (rabbinico) di Gesù, in merito a ciò che era riservato agli uomini, e negato alle donne: l'ascolto e lo studio della Parola di Dio cioè delle Sacre Scritture. "il mettersi seduta ai piedi di Gesù è l'atteggiamento tipico che cararretterizza un discepolo nei confronti del suo Maestro."
La Chiesa Cattolica non è ancora intera, cioè non è ancora nata; sta nascendo" (Ivana Ceresa,)
in "Mie Care sorelle, pg. 23" (capitolo I ,paragrafo 2)
Gesù non ha solo discepole itineranti che viaggiano con lui e il suo gruppo dalla Galilea alla Giudea.
A parte altre che forse vi furono e che non possiamo conoscere, sappiamo per certo che Marta e Maria, evangelicamente parlando, occupano una posizione di spicco. Non appartengono al gruppo itinerante,. e non sono ricordate come testimoni dell'ultimo atto della vita di Gesù, tuttavia sono discepole a pieno titolo.( il Vangelo di Luca sembra conoscere solo loro).
quando Maria sta ai suoi piedi
è in atteggiamento di ascolto, come lo sarebbe un allievo maschile nei confronti del suo maestro. Ciò vuol dire che per Gesù le donne valgono quanto gli uomini, la qual cosa a quei tempi fu un evento innovatore:
Gesù è il primo , che di cultura ebraica apra alle donne, che erano considerate impure e non avevano diritto di studiare le Scritture.
Lc. 10,38-42 (Maria ai piedi di Gesù che lo ascolta)
Rispetto a Marta,Maria sembra aver capito più a fondo la novità di Gesù, perchè ascolta la sua parola, "seduta ai suoi piedi"
Questa espressione per noi non è molto più del rilievo di un atteggiamento di ascolto, indubbiamente affettuoso e devoto; nella cultura ebraica però è un'espressione tecnica e indica la situazione del discepolo rispetto al maestro. I discepoli di solito sedevano in terra, ai suoi piedi.
Paolo stesso, nel racconto di Luca, ricorda di essere cresciuto sotto la guida di Gamaliele, alla sua scuola: letteralmente "ai piedi di Gamaliele" (Atti degli apostoli 22,3). L'espressione che l'evangelista
usa per Maria, così' sottomessa in apparenza, è una sorprendente novità: tanto più poi perchè Maria,
nel suo agire anomalo, viene lodata da Gesù a preferenza della sorella Marta..
.Un fatto tanto più importante in quanto in Israele le donne erano escluse dallo studio della Legge.-
Farsi discepolo di un maestro era caldamente raccomandato ad un ebreo maschio, ma era
vivamente sconsigliato a una donna.
In questo passo Gesù, lodando Maria, che trascura i suoi doveri casalinghi, a preferenza della sorella che ad essi invece si immola, rigetta in modo solenne e definitivo gli schemi patriarcali, apre alle donne, nella logica del Regno, gli spazi dell'ascolto, e - per logica, inevitabile progressione
evolutiva -, dello studio e della riflessione spirituale.
Luca, l'autore del terzo vangelo è stato a lungo prediletto dalla riflessione teologica al femminile, soprattutto perchè ricorda numerose donne sia nel suo vangelo sia negli Atti, perchè è l'unico
a ricordare le donne che seguono Gesù fin dai primi tempi del ministero e, in genere, perchè
accorda alle donne uno spazio notevole, talvolta duplicando gli episodi che racconta, inserendone uno al femminile per simmetria con quello al maschile.
Gv.11,1-5 Qui viene evidenziato che Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli.
Gv.11,17-40); Marta confessa che Gesù è il Messia.
Marta , nonostante le apparenze, non è da meno è la prima donna che fa la confessione di fede in Gesù Cristo messia e figlio di Dio, il Cristo.
"Marta dimostra di avere in Gesù una fede forte e profonda ma ancora inadeguata: non ha ancora le idee chiare che egli ha potere sulla vita (che anzi "è lui la vita" in termini giovannei), e sembra considerare Gesù piuttosto un intermediario potente fra Dio e gli esseri umani.
Gesù dice a Marta:""Tuo fratello risorgerà"(Gv 11,23),. Marta, legata alla sua fede giudaica nella risurrezione finale dei morti, risponde che sì certo, Lazzaro risorgerà nell'ultimo giorno. e notiamo che Gesù non smentisce la fede di Marta , ma la definisce, la porta a compimento, la "spalanca" attraverso il riferimento alla sua persona: "Io sono la resurrezione e la vita"(Gv.11,25). Non è un'affermazione teorica, l'enunciazione di una dottrina: interpella nel profondo la persona a cui si rivolge, chiama a un pieno coinvolgimento esistenziale, come si capisce dalla domanda che conclude la solenne autorivelazione di Gesù: "Credi tu questo?" (Gv. 11,26,b) E Marta risponde : "Si, Signore, io credo che tu sei il Figlio di Dio che deve venire nel mondo." (Gv: 11,27). Insieme con la frase di Gesù che precede, questa frase di Marta rappresenta il culmine teologico dell'episodio e realmente prepara il risuscitamento di Lazzaro, come se si aprisse una porta.
Non può sfuggire a nessuno che si tratta dell'equivalente della confessione messianica di Pietro,
a Cesarea di Filippo: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". (Mt 16,16); "Il Crsto di Dio"(Lc 9,20), che ha un equivalente anche nel quarto vangelo: "Tu sei il santo di Dio"! (Gv 6,6),
La confessione di fede di Marta risulta in tutto e per tutto analoga;
forse, da un certo punto di vista può considerarsi superiore.
Superiore forse anche teologicamente, perlomeno in quanto ha un carattere più completo e più solenne e sembra formata da tre membri in in progressione: riconosce in Gesù il Messia - il Figlio
di Dio - Colui che deve venire.
Superiore in senso psicologico spirituale. ;
"La testimonianza di Pietro nei Sinottici risultava resa in un momento più normale e tranquillo, invece Marta parla nel momento in cui il lutto pesa su di lei, e, come se non bastasse la perdita recente
del fratello, deve fronteggiare anche qualcosa di più oscuro, una dolorosa perplessità. Gesù infatti ha agito in modo strano, inspiegabile; quando gli hanno annunciato la malattia di Lazzaro, ha aspettato due giorni, ha aspettato che Lazzaro morisse.: sembra aver deluso la speranza silenziosamente riposta in lui dalle sorelle di Lazzaro, e come amico si è dimostrato poco sollecito.
Proprio in questa situazione contradditoria, Marta con le sue parole sta riaffermando che ha fede in lui, anzi che lo riconosce come il Messia atteso, quantunque egli non abbia agito nel modo atteso e sperato e lei non riesca a capirne il perchè.
Sembra strano che l'ecclesiologia del passato e del presente abbia dato tanta importanza alla confessione messianica di Pietro, fino a farne dipendere in buona parte il suo ruolo di capo e portavoce nel gruppo dei Dodici. mentre la professione di fede di Marta è stata letta come un
lodevole atto privato di fede e devozione, privo di qualsiasi risvolto ecclesiale. MARTA AL FEMMINILE E' COME L'EQUIVALENTE DELL'APOSTOLO PIETRO AL MASCHILE.
Le parole di Marta, che riinviano all'attesa messianica ormai giunta al termine,
ricordano le parole della Samaritana: "So che deve venire il messia(...)
Ora il Messia è arrivato e Marta dimostra di avere acquistato la capacità di leggere i segni.
Forse quella di Marta non è ancora la fede piena: credere in Gesù come Messia non significa ancora credere che in lui è la vita. ma è il livello massimo a cui possa giungere una creatura umana,
prima che il segno della risurrezione di Lazzaro si sia fatto palese.
La resurrezione di lazzaro: Gesù che ha potere sulla morte e d è la forza della vita, ha però bisogno della collaborazione degli umani:""togliete la pietra dall'ingresso della tomba"
per poter agire e portare a compimento la resurrezione di lazzaro
ha bisogno della collaborazione degli esseri umani.
7sandrop[u][b]
7sandrop- Messaggi: 24
Data d'iscrizione: 08.06.11
Età: 63
Località: Milano-chiesa valdese-gruppo varco

Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Stavo scherzando.
Seriamente penso che avere un buon rapporto con se stessi e con Dio sia la base da cui partire per iniziare ad agire. Per questo come hai detto tu non importa fare cose grandiose, si può contribuire anche senza apparire.
L'importante per me adesso è continuare a camminare il più possibile nella coerenza e nella verità con me stessa e con gli altri. Poi arriverà anche il momento di aprirsi porre la questione: ho questi sentimenti eppure credo e sento che il signore cammina con me, come la mettiamo?
Seriamente penso che avere un buon rapporto con se stessi e con Dio sia la base da cui partire per iniziare ad agire. Per questo come hai detto tu non importa fare cose grandiose, si può contribuire anche senza apparire.
L'importante per me adesso è continuare a camminare il più possibile nella coerenza e nella verità con me stessa e con gli altri. Poi arriverà anche il momento di aprirsi porre la questione: ho questi sentimenti eppure credo e sento che il signore cammina con me, come la mettiamo?

WhiteShadow- Messaggi: 215
Data d'iscrizione: 15.01.10
Località: In wonderland
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
MARCINKUS???????????
Temo mi sia andata la colazione di traverso....
Temo mi sia andata la colazione di traverso....

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Ragazze sono necessarie entrambe le cose
Ribaltando una frase del mos marcinkus potremmo dire che il cambiamento non si conduce solo con le avemmarie, che non sono neanche ecumeniche, trallaltro 

WhiteShadow- Messaggi: 215
Data d'iscrizione: 15.01.10
Località: In wonderland
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Sono assolutamente d'accordo con te!

aria- Messaggi: 352
Data d'iscrizione: 03.10.10
Età: 33
Località: reggio emilia
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Temo, cara Aria, che la preghiera serva a ben poco a cambiare le chiese, se non è accompagnata da un'azione concreta di impegno e solidarietà.
Di fronte agli accadimenti di questi giorni, nello specifico il rifiuto del vescovo Romeo a concedere la parrocchia di Santa Lucia in Palermo per la Veglia contro l'Omofobia, possiamo davvero limitarci a pregare per il cambiamento dei cuori e delle menti?
Ho conosciuto i ragazzi di Ali d'Aquila poco prima di Pasqua. Hanno un'età media dai venti ai trenta anni. Un ibrido tra i cuccioli e i lupacchiotti. Non me la sento di rincuorarli, in un momento così triste, limitandomi a dire: pregherò per il cambiamento della vostra chiesa.
Ho capito che per impegnarsi nell'azione, non c'è davvero bisogno di scendere in piazza rischiando la vita, come alcuni pensano potrebbe accadere.
Una mia amica cucina biscotti rainbow per poi venderli e finanziare le nostre attività. C'è chi mette in musica gli inni per le veglie contro l'omofobia. C'è chi offre la sua casa per ospitare relatori che giungono da ogni paese o chi li va a prendere in macchina. C'è chi disegna volantini. Chi traduce articoli dall'inglese. Chi gli articoli li scrive.
Basta poco, davvero poco per cambiare lo stato delle cose. Non mi stancherò mai di dirlo e ricordarlo.
Di fronte agli accadimenti di questi giorni, nello specifico il rifiuto del vescovo Romeo a concedere la parrocchia di Santa Lucia in Palermo per la Veglia contro l'Omofobia, possiamo davvero limitarci a pregare per il cambiamento dei cuori e delle menti?
Ho conosciuto i ragazzi di Ali d'Aquila poco prima di Pasqua. Hanno un'età media dai venti ai trenta anni. Un ibrido tra i cuccioli e i lupacchiotti. Non me la sento di rincuorarli, in un momento così triste, limitandomi a dire: pregherò per il cambiamento della vostra chiesa.
Ho capito che per impegnarsi nell'azione, non c'è davvero bisogno di scendere in piazza rischiando la vita, come alcuni pensano potrebbe accadere.
Una mia amica cucina biscotti rainbow per poi venderli e finanziare le nostre attività. C'è chi mette in musica gli inni per le veglie contro l'omofobia. C'è chi offre la sua casa per ospitare relatori che giungono da ogni paese o chi li va a prendere in macchina. C'è chi disegna volantini. Chi traduce articoli dall'inglese. Chi gli articoli li scrive.
Basta poco, davvero poco per cambiare lo stato delle cose. Non mi stancherò mai di dirlo e ricordarlo.

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Speriamo e preghiamo che la chiesa trasformi se stessa, sempre più fedele alla verità evangelica...
Forse lo conoscete già, ma fa sempre bene al cuore e all'animo ascoltarlo.
Padre Alberto Maggi: Omosessualità, Chiesa e Vangelo
http://youtu.be/346Qbc3joss
buona giornata a tutte.... Aria
Forse lo conoscete già, ma fa sempre bene al cuore e all'animo ascoltarlo.
Padre Alberto Maggi: Omosessualità, Chiesa e Vangelo
http://youtu.be/346Qbc3joss
buona giornata a tutte.... Aria

aria- Messaggi: 352
Data d'iscrizione: 03.10.10
Età: 33
Località: reggio emilia
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Cara Shanti,
mi dai occasione per chiarire ancora meglio il mio pensiero. Ciò che intendo dire è che esiste molta ipocrisia tra coloro che dicono che la chiesa cattolica non è un problema.
A volte, queste persone non frequentano davvero la chiesa cattolica, come vedo accade con te.
Altre volte, queste persone è come se proprio si rifiutassero di vedere. Non vengono allo scoperto nè vivono liberamente il loro orientamento sessuale, quindi non comprovano davvero se la chiesa cattolica li accetta o meno. Aprire gli occhi sarebbe troppo doloroso per loro. Lo capisco.
Conosco invece altre persone, che il conflitto con la loro chiesa lo vivono davvero. Insegnanti di religione, teologhe, volontarie nei più diversi progetti. Il conflitto in loro è solo rimandato. Vedono bene la differenza tra ciò che la chiesa cattolica proclama sull'amore e cosa ne fa concretamente di questo amore nella vita quotidiana. Rifiuto, intolleranza, chiusura.
Ricordo benissimo l'episodio di un mio caro amico gay cattolico, che nel primo Forum ad Albano, mi chiamò fuori in corridoio, mentre un relatore parlava, dicendomi quasi tra le lacrime: io prima credevo sinceramente che le gerarchie cattoliche peccassero in buona fede, per me ora non è più possibile crederlo.
Questo dolore lo rispetto, è adulto, maturo, inizio di reale liberazione.
Poi vengono gli altri e le altre. Pochi, purtroppo. Gente in prima linea nel rinnovamento delle loro comunità cattoliche, impegnati corpo e anima nella lotta per le persone LGBTQ, che organizzano veglie, gruppi di lettura, convegni, dibattiti, Pride, scrivono articoli, girano l'Italia in lungo e largo a loro spese, finanziano attività di altri gruppi.
Sanno benissimo ciò che è la loro chiesa, non ne hanno visioni mitologiche o sospese tra il sacro e il divino. E' gente con i piedi per terra. Che vive il loro orientamento con chiarezza. Di solito sono persone che sanno ridere di cardinali e vescovi omofobi, né hanno paura nell'ammettere che sono appunto omofobi. Non si arrabbiano, non s'intristiscono, non negano la meschinità delle loro gerarchie. E semplicemente, vanno avanti.
Ho tantissimi amici e amiche come queste. Per me è un onore condividere la loro amicizia. Tra noi non ci sono differenze. Non importa se io sono valdese e loro cattolici incalliti.
Aprire gli occhi, questo è importante. All'inizio può essere doloroso. A chi può far piacere capire che la propria chiesa è omofoba fino al midollo? Anche nella comunità valdese ci sono omofobi da far venire la pelle d'oca. Ma è solo aprendo gli occhi che puoi far scendere dal piedistallo i tanti esseri umani che si collocano in un piedistallo perché c'è qualcuno che glielo consente. Solo così gli puoi chiedere spiegazioni sul perché si permettono, loro esseri umani come te, di credersi Dio e nel diritto di chiederti conto della tua vita.
Dice Padre Alberto Maggi che le persone più pericolose per la religione non sono quelli che la contestano, ma quelli che semplicemente se ne fregano di ciò che dice. Non si fanno nè spaventare nìè intimorire nè umiliare. Vanno avanti per la loro strada, vivono alla luce del sole ciò che sono, continuano ad amare. Nessuno riesce a cacciarli nell'ombra, perchè sono la luce e si limitano a splendere com'è nella natura di ogni scintilla.
Buon fine settimana, ora, vado a lavorare.
mi dai occasione per chiarire ancora meglio il mio pensiero. Ciò che intendo dire è che esiste molta ipocrisia tra coloro che dicono che la chiesa cattolica non è un problema.
A volte, queste persone non frequentano davvero la chiesa cattolica, come vedo accade con te.
Altre volte, queste persone è come se proprio si rifiutassero di vedere. Non vengono allo scoperto nè vivono liberamente il loro orientamento sessuale, quindi non comprovano davvero se la chiesa cattolica li accetta o meno. Aprire gli occhi sarebbe troppo doloroso per loro. Lo capisco.
Conosco invece altre persone, che il conflitto con la loro chiesa lo vivono davvero. Insegnanti di religione, teologhe, volontarie nei più diversi progetti. Il conflitto in loro è solo rimandato. Vedono bene la differenza tra ciò che la chiesa cattolica proclama sull'amore e cosa ne fa concretamente di questo amore nella vita quotidiana. Rifiuto, intolleranza, chiusura.
Ricordo benissimo l'episodio di un mio caro amico gay cattolico, che nel primo Forum ad Albano, mi chiamò fuori in corridoio, mentre un relatore parlava, dicendomi quasi tra le lacrime: io prima credevo sinceramente che le gerarchie cattoliche peccassero in buona fede, per me ora non è più possibile crederlo.
Questo dolore lo rispetto, è adulto, maturo, inizio di reale liberazione.
Poi vengono gli altri e le altre. Pochi, purtroppo. Gente in prima linea nel rinnovamento delle loro comunità cattoliche, impegnati corpo e anima nella lotta per le persone LGBTQ, che organizzano veglie, gruppi di lettura, convegni, dibattiti, Pride, scrivono articoli, girano l'Italia in lungo e largo a loro spese, finanziano attività di altri gruppi.
Sanno benissimo ciò che è la loro chiesa, non ne hanno visioni mitologiche o sospese tra il sacro e il divino. E' gente con i piedi per terra. Che vive il loro orientamento con chiarezza. Di solito sono persone che sanno ridere di cardinali e vescovi omofobi, né hanno paura nell'ammettere che sono appunto omofobi. Non si arrabbiano, non s'intristiscono, non negano la meschinità delle loro gerarchie. E semplicemente, vanno avanti.
Ho tantissimi amici e amiche come queste. Per me è un onore condividere la loro amicizia. Tra noi non ci sono differenze. Non importa se io sono valdese e loro cattolici incalliti.
Aprire gli occhi, questo è importante. All'inizio può essere doloroso. A chi può far piacere capire che la propria chiesa è omofoba fino al midollo? Anche nella comunità valdese ci sono omofobi da far venire la pelle d'oca. Ma è solo aprendo gli occhi che puoi far scendere dal piedistallo i tanti esseri umani che si collocano in un piedistallo perché c'è qualcuno che glielo consente. Solo così gli puoi chiedere spiegazioni sul perché si permettono, loro esseri umani come te, di credersi Dio e nel diritto di chiederti conto della tua vita.
Dice Padre Alberto Maggi che le persone più pericolose per la religione non sono quelli che la contestano, ma quelli che semplicemente se ne fregano di ciò che dice. Non si fanno nè spaventare nìè intimorire nè umiliare. Vanno avanti per la loro strada, vivono alla luce del sole ciò che sono, continuano ad amare. Nessuno riesce a cacciarli nell'ombra, perchè sono la luce e si limitano a splendere com'è nella natura di ogni scintilla.
Buon fine settimana, ora, vado a lavorare.

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
re
Rosa Elena ha scritto:Shanti,
credo ci sia un qui pro quo. Non mi riferivo a me quando dico " accettare". Mi accetto io e questo mi basta. Intendo che non si può dire che la chiesa cattolica ti accetta, quando in realtà poi non la frequenti più di tanto. In questo senso, ti possono accettare anche i tibetani, tanto che cosa costruisco o condivido con loro?
Ok non ti avevo capito, ma il mio pensiero vale lo stesso anche se... al contrario

SHANTI- Messaggi: 443
Data d'iscrizione: 01.03.11
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Shanti,
credo ci sia un qui pro quo. Non mi riferivo a me quando dico " accettare". Mi accetto io e questo mi basta. Intendo che non si può dire che la chiesa cattolica ti accetta, quando in realtà poi non la frequenti più di tanto. In questo senso, ti possono accettare anche i tibetani, tanto che cosa costruisco o condivido con loro?
credo ci sia un qui pro quo. Non mi riferivo a me quando dico " accettare". Mi accetto io e questo mi basta. Intendo che non si può dire che la chiesa cattolica ti accetta, quando in realtà poi non la frequenti più di tanto. In questo senso, ti possono accettare anche i tibetani, tanto che cosa costruisco o condivido con loro?

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
RE
Io accetto tutti. Il Dalai Lama ha detto: "Non cambiate religione e non diventate buddisti, prendete quello che di buono c'è nelle altre religioni e portatelo nella vostra e con il vostro esempio miglioratela". Infatti: sono vegan come i bramini, faccio yoga come gli induisti, credo nella forza dell'energia come i cinesi (vedi il fengshui), ammiro e leggo il Dalai Lama, Joghananda e Osho e, nella mia famiglia, ci sono tutte le religioni monoteiste del mondo :-) Compresa anche quella evangelica. Visto il mio innato ecumenismo perchè non ti dovrei accettare?????????????????????????

SHANTI- Messaggi: 443
Data d'iscrizione: 01.03.11
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Dicevo...sono contenta perché ti senti accolta dalla tua chiesa. Poi, però, vedo che non si tratta di questo, visto che come tu stessa dici sei un cane sciolto e non appartieni a nessuna comunità...
In questo senso, posso dire , tutti mi possono accettare...anche i tibetani...
In questo senso, posso dire , tutti mi possono accettare...anche i tibetani...

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Sono contenta per te Shanti, dici che possiamo organizzare una Veglia contro l'omofobia nella tua comunità?

Rosa Elena- Messaggi: 149
Data d'iscrizione: 04.01.10
Re: Il messaggio rivoluzionario di Gesù nei confronti delle donne.
Rosa Elena ha scritto:Non credo di scandalizzare nessuna dicendo che comunque le donne nella chiesa cattolica sono relegate a ruoli di assoluta subalternità.
E' chiaro che il potere nessuno te lo regala! ma penso che ti sbagli quando dici che nella chiesa siamo in posizione di totale subalternità anche se in passato era così. Forse per alcuni sacerdoti è ancora così ma per quanto mi riguarda non mi sento subalterna a nessuno. Io ho avuto una esperienza diversa dalla tua evidentemente anche se sono pienamente cosciente delle storture che tu metti in evidenza.
Non intedo per questo condurre una lotta kamikaze contro il Golia-Vaticano, mi basta essere onesta con me stessa capirmi meglio. E poi ho quella cosa che si chiama libertà di coscienza che è un'insegnamento della mia Chiesa che non vuole sudditi ne soldatini (anche se farebero comodo a certi curati) ma persone libere!
Per tornare in carreggiata ovvero all'argomento del topic che è "donne e Vangelo" vi segnalo questo film che ho visto recentemente e che fa una reinterpretazione della figura di Maria MOLTO interessante. Insomma la "piena di grazia" non è la solita madonnina infilzata passiva e sottomessa ma una donna dal cuore libero che partecipa attivamente al disegno di Salvezza di Dio, educando suo figlio contro il legalismo della religione. Gesù bambino non è il genietto nato imparato dei vangeli canonici e neanche il fenomeno degli apocrifi ma un bambino che si interroga, fa domande e che man mano che cresce nell'amore instaura con sua madre una certa complicità.
Mi ha colpito molto perchè può essere letto benissimo in chiave religiosa. Per quel poco che ne so di teologia le tesi che stanno alla base del soggetto del film non dovrebbero essere così prive di fondamento teologico.

WhiteShadow- Messaggi: 215
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