perchè restare nella chiesa?

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Elisabetta il Dom Lug 11, 2010 6:42 pm

Anche per me non è facile restare nella Chiesa cattolica,ma forse come diceva l'Abbè Pierre ognuno ha un suo percorso e non è incoerenza o scelta di comodo trovare nelle varie Chiese quello che ci sembra più vicino al Vangelo.Le Chiese sono fatte dagli uomini e gli uomini sono fallaci:lo stesso Pietro al quale Gesù affida il compito di fondare la sua Chiesa era l'uomo più impulsivo,fragile,pieno di difetti eppure ,insieme agli altri apostoli ,ci ha permesso di conoscere il messaggio di Cristo.l'importante per me è il rapporto personale con Dio,la preghiera costante,l'aiutare il nostro prossimo,il confronto con il Vangelo..queste sono per me le cose importanti.Vi lascio con le parole dell'Abbè Pierre che ho trovato nella prefazione del libro molto bello "La realtà sa di pane"di Luigi Verdi edizioni Romena: "Possiamo venire arricchiti da diversi incontri ed esperienze,ma poi ognuno deve fare la sua strada.Ogni risposta è personale:non ci sono modi uguali per amare Dio:Lui ci ha creati diversi,percio' sii cristiano come puoi e come ti senti."Elisabetta cat cat cat cheers

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“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”. (Mt 18,20)

Messaggio  sorriso il Mer Lug 07, 2010 10:00 pm

Ci provo...
Mi sono trovata spesso in un certo imbarazzo leggendo alcuni post di questo forum, dubbi, domande, moderati, attivisti, stare dentro, stare fuori, fare la comunione, sentirsi accettati, rifiutati, fare l'amore, confessarsi, giudizi, chiesa sì, chiesa no... ma non mi sono mai lanciata nei dibattiti, temendo di non avere una posizione certa, sicura... ebbene, forse non è cosi, forse una posizione ce l'ho eccome, l'ho sempre avuta, o meglio ancora, l'ho sempre vissuta.
Vivo in pienezza la mia identità sessuale? Sì, al 100 %, senza sensi di colpa, né complessi di sorta, solo aspetto i tempi e i modi opportuni per il mio coming out. Faccio la comunione? Sì, la faccio, perchè so che in quel gesto/atto non ho ferito la carità e di conseguenza non lo confesso come peccato, perchè sono persuasa che i miei peccati si consumino su altre strade.
Me la sento di rinunciare all'Eucarestia cattolica, alla sua liturgia e ad alcuni dogmi di fede? No, perchè è lì, in quelle parole e in quei gesti, storicamente determinati, che ho conosciuto il Signore Gesù, lì è maturata e cresce la mia fede, intesa come affidamento, ma anche e soprattutto come ricerca, come cammino. Non pagherei il prezzo di questa rinuncia anche in cambio della mia accettazione come omosessuale.
Ma la Chiesa cattolica ha le sue “magagne”, alcune assorbibili in una sana accettazione familiare, altre no. ALTRE NO. (E sottoscrivo il sincero “J'accuse” di Rosa Elena). Come ho già scritto altrove, credo che il peccato della Chiesa cattolica sia nel suo sguardo sul mondo e sull'uomo, cosa che non può che rendere inefficace, se non mortifero, il suo annuncio dell' Evangelo; la Chiesa cattolica continua a negare la complessità dell'uomo, quel suo essere, a dispetto della linearità e della coerenza con cui lo dipinge in tanta letteratura cristiana, immensamente complesso e pluridimensionale.

E allora mi domando: aldilà della mia posizione ufficiale, quella che tutto sommato mi da' uno stipendio ogni mese, io con questa identità, con queste posizioni, di che Chiesa faccio parte?
Di quella Cattolica? Eppure per lei sono..."disordinata mentale, incapace di amare, a rischio pedofilia, in stato di peccato...etc". Questa è una Chiesa che davvero mi giudica, giudica il mio modo di amare e di certo non condivide la mia ferma convinzione che questa sia la mia vocazione.
Potrei far parte di un'altra confessione cristiana? No, per i motivi sopracitati, liturgici e teologici più che altro; quanto alla morale e all'etica, è innegabile che altre confessioni siano più avanti, o forse più “indietro”, più vicine all'Evangelo di Gesù di Nazaret.
Dunque? Sono un battitore libero? È possibile, lecito, dirsi cristiani in questi termini di confine?
Mi viene in mente Mt 18,20: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”.
Sono certa (ma la parola definitiva mi verrà detta solo in Quel Giorno) che questa condizione ecclessiale si realizzi ogni volta che amo una donna e rispetto la sua libertà, ogni volta che porto nell'Eucarestia il mio corpo e tutta la mia persona, ogni volta che con fiducia ricerco la volontà di Dio nella mia vita e che mi sforzo di leggere la storia degli uomini e delle donne del nostro tempo alla luce dell'Evangelo, che è Gesù stesso, il quale ci ha insegnato a perdonare settanta volte sette, ma che indignato e furioso ha rovesciato i tavoli e le sedie dei cambia valute fuori dal tempio, e poi ha pianto su Gerusalemme.

Non so dire se la mia posizione sia legittima, se sia comoda, se sia un facile compromesso, ma con buona pace della morale cattolica, con timore e tremore mi aggrappo alle parole di San Giovanni della Croce:
“Nella sera della vita saremo giudicati sull'amore” .

Ciao donne, Sorriso

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Rosa Elena il Mer Lug 07, 2010 4:46 pm

Ciao Anita,

sono una buontempona, credi, ma in fondo la tua affermazione ha qualcosa di vero: mi faccio gli affari della famiglia cattolica, come definisci la chiesa che hai scelto. Per il semplice motivo che questa chiesa si fa pesantemente gli affari miei. Con chi vado a letto, chi ho diritto di assistere in un ospedale o se ho la possibilità o meno di lasciare un giorno la mia casa alla mia compagna. Eh sì, la chiesa cattolica si fa senza pudore gli affari miei, non credo di dire nulla di offensivo affermando che se in Italia non abbiamo ancora una legislazione a favore degli LGBTQ questo si deve anche all'ingerenza indebita della chiesa cattolica nel governo del paese e ad una classe politica inetta che le va dietro.

Ogni giorno sento un vescovo o un cardinale che mi paragona ai pedofili, che mi da della disordinata mentale, che mi accusa di non sapere amare. Magari se fossi una lesbica russa mi farei gli affari della chiesa ortodossa. Ed è vero: ogni chiesa ha i suoi difetti, chissà perchè tanti LGBTQ però non si fanno gli affari della chiesa valdese, o battista, o luterana e via discorrendo.

No, non consiglio affatto come unica forma di lotta l'abbandono dalla chiesa cattolica, come ho scritto spesso nei post ho molti amici cattolici. Li stimo perchè vivono alla luce del sole il loro orientamento, perchè non hanno paura, perchè si impegnano lottando per la nostra causa e perchè non hanno remore nell'ammettere che buona parte della loro chiesa è omofoba, egoista e intollerante, ma nonostante questo decidono di restare. Ed è per queste persone che posso ancora stimare la chiesa cattolica, sono loro che m'insegnano a capire e vedere il suo immenso patrimonio spirituale e umano. E' l'autenticità ciò che io consiglio. E siccome spesso ci sono realtà che non ti permettono di viverla, non tutti siamo fortunati, ma una perchè deve restare a soffrire e tradire il vangelo? E' una chiesa ciò che conta o la parola di Dio?

Un abbraccio

Rosa


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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  anita il Mer Lug 07, 2010 1:17 pm

Ciao Rosa Elena,
leggo il tuo post e mi viene da risponderti d'istinto, perciò perdonami se mi trovi un po' pungente.
Io sono cattolica e pienamente consapevole dei limiti della mia chiesa, in linea generale mi trovi d'accordo sulle critica che tu le muovi e tuttavia... quasi tutti i tuoi post hanno come tema, diretto o indiretto, l'analisi delle patologie della chiesa cattolica, la diagnosi e le presumibili cure, tra cui quella che mi sembra tu suggerisca più spesso (sebbene non sempre in modo esplicito) è l'abbandono.
E' pur vero che la mia "famiglia" chiesa ha delle belle magagne, ma è altrettanto vero che a nessuno fa piacere che un altro da fuori venga continuamente a parlar male della tua famiglia.
Io sono sempre a favore del restare per cambiare, ma sono contenta se altri hanno trovato altrove un posto più comodo che li fa stare meglio, vuol dire che contribuiranno a migliorare la nuova "famiglia" che hanno scelto... poiché son sicura che nessun luogo umano è perfetto e ovunque ci sia da "lavorare".

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Una bella cura dimagrante

Messaggio  Rosa Elena il Mer Lug 07, 2010 6:20 am

Penso che alla chiesa cattolica farebbe un gran bene una bella cura dimagrante.

Diventerebbe snella e imparerebbe a correre più velocemente verso l'amore in tutte le forme in cui può essere espresso.

La aiuterebbe nella circolazione del sangue tra le vene. Nuove idee, nuove teologie, nuova creatività.

Imparerebbe a ridimensionarsi, nel senso che non si crederebbe l'unica bella chiesa esistente nel creato.

Potrebbe guardarsi di più allo specchio e fare autocoscienza. Nonchè un pò di sana autocritica.

Comincerebbe ad esercitare la sana scelta tra un piatto che le fa bene, tipo stare sempre dalla parte dei più piccoli e dei miseri, e un piatto che le provoca solo altra ingordigia: potentati, lobbies, intolleranza e odio.

Iniziando a vedere i banchi vuoti nelle proprie chiese, magari la si aiuta. Più che farle del male.




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nella chiesa?

Messaggio  ROBY80 il Mar Lug 06, 2010 11:16 pm

Io sto passando un momento di transizione...dalla chiesa cattolica sto passando a quella veterocattolica...non è semplice sono diventata cattolica da tre anni lo scorso anno ho ricevuto i sacramenti (battesimo comunione cresima)ma non sono più sicura che questa chisa sia mia madre...sono entrata nella chiesa cattolica dopo aver frequentato prima altre religioni e confessioni fra cui un pochino la chiesa valdese e sono entrata nella chiesa cattolica con un sacco di remore sulla gerarchia, il maschilismo,l'omofobia,l'opulenza della chiesa, cose contestate da tanti, però l'esempio di san francesco mi aveva aiutato in quel momento : stare nella chiesa e cambiarla dal dentro amandola in quanto corpo di cristo....sono arrivata ad un momento che non ce a faccio più...avendo ricevuto i sacramenti da adulta in me c'è sempre stato un desiderio di radicalità , fare le cose per finta non mi interessa e mi sto scontrando con la corerenza....non mi sento coerente ci sono momenti in cui brucerei il vaticano con dentro vescovi, sacerdoti e co, non ,credo e non ho mai creduto in una chiesa con una struttura gerarchica come quella della chiesa , sono stufa dell'omofobia, del dover nascondere e nascondermi , sono stufa del maschilismo DILAGANTE della chiesa e sono stufa di veder faccioni SOLO di Uomini a capo della chiesa, io non mi sento obbediente per niente a nessuno tranne alla mia coscenza e a Dio, non ho mai creduto nell'intermediazione del sacerdote fra me e Dio, non ho mai creduto nell'infallibilità del papa, però credo nell'eucarestia come vivo sacrificio di Cristo, so che dentro quel pezzettino di pane c'è Lui, ma per il resto sento di aver poco a che spartire con la chiesa , insomma cosa continuo a stare qui? Domenica ho partecipato alla mia prima messa veterocattolica BELLISSIMA. Very Happy ...ho trovato un posto dove posso essere pienamente me stessa e dove posso sentirmi anche a casa rispetto a tutto il resto.... Very Happy

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Rosa Elena il Mar Mag 25, 2010 9:01 pm

Cara Vivi,

nella comunità valdese esiste un documento del 2007 in cui si confessa il peccato dell'omofobia e si invitano i credenti a sostenere il riconoscimento delle unioni civili tra persone omosessuali. E' espressione dell'assemblea sinodale, il nostro massimo organo rappresentativo. Le comunità ghanesi dovranno prima o poi uniformarsi alla tolleranza e all'accoglienza, con i tempi e la maturità necessarie. Il cammino è tracciato, la metà è stata espressa con chiarezza. Mi sembra un pò diversa la situazione della chiesa cattolica, direi che è una situazione ribaltata. Perché non dovrei sentirmi libera nella comunità bresciana? Abbiamo dei rappresentanti del Varco pure là...

Rosa Elena

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  vivi il Mar Mag 25, 2010 8:38 pm

Ci sono molte contraddizioni nella Mia chiesa... e c'è uno scarto tra le gerarchia e la comunità....e qui potrei citare diversi nomi di teologi, sacerdoti, filosofi e semplici batezzati.
Io non conosco bene la comunità valdese, non conosco come si gestisce....ma ricordo cosa ha detto la pastora Anna Z.... (non so come si scrive il suo cognome) a riguardo di diverse posizioni nella chiesa valdese. Si riferiva alla sua comunità di Brescia e alla sua difficoltà nel dare la sua benedizione alle coppie omosessuali, a differenza di quella di Milano, poichè al suo interno erano presenti numerosi africani, che per cultura non accettano con "disivoltura" la presenza di coppie omosessuali. Sicuramente la pastora, che mi pare di cultura nordica, ha una posizione diversa rispetto la sua comunità ma capisce che certi gesti non sono comprensibili in quella comunità e deve cercare strade diverse, forme di educazione e camminare con loro. Dimmi se sbaglio o se ricordo male. Ti pongo una domanda ti sentiresti libera anche a Brescia? Vedi io penso che la mia chiesa sia come un grosso elefante in procinto di saltare un fosso...la proboscide sta già oltre il fosso, il corpo si trova sopra il fosso e la coda sta ancora prima del fosso. Decido come Anna Z di camminare con questa comunità e senza per questo rinunciare alle mie convinzioni. Rimane il mio dolore e certe volte la rabbia e rimane la stima per chi sceglie di fare un cammino che ritiene più coerente alle sue posizioni e diverso dal mio....sapendo che anche in questo c'è un dolore.....come esprimevi bene sopra. ciao vivi

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Rosa Elena il Lun Mag 24, 2010 7:45 pm

Si...peccato per il fatto che mentre la chiesa cattolica si esercita ad avere sensibilità diverse sugli argomenti più diversi la gente abbia da soffrirci tanto....

Rosa Elena

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  WhiteShadow il Lun Mag 24, 2010 7:02 pm

Rosa Elena ha scritto:
Tuttavia, mi permetto di aggiungere, non so se si possa definire una postilla morale la posizione della chiesa cattolica sulle donne, sull'aborto, sul divorzio, sull'eutanasia, sugli omosessuali, sulle terapie riparative, sull'ecumenismo, sulla teologia della liberazione, sul berlusconismo e tante tante tante altre cose. Per me, per lo meno, non sono delle questioni di minor conto.

Un abbraccio


Per postilla morale mi riferivo alla posizione ufficiale della Chiesa Cattolica sull'omosessualità che è l'unica cosa che proprio non condivido perchè sembra creare una spaccatura nella persona tra la sua sfera affettiva e sessuale e il resto. Mentre la Chiesa insegna che la persona va considerata e vista nella sua integralità....
Per aborto e eutanasia condivido il principio un po' meno (e sono ironica) la sua declinazione nella pratica....

Per me questa postilla così come gli errori e le debolezze di certi preti sono un cose di minor conto perchè umane mentre i Sacramenti, la Misericordia di Dio sono eterni.
Non è scandaloso che nella Chiesa ci siano posizioni e sensibilità diverse su questioni del genere anzi questo è normale se siamo cristiani autentici...

Per quanto riguarda le terapie riparative e il berlusconismo non sono Magistero della Chiesa ne parola di Dio quindi non sono tenuta a crederci...

Counque rispetto la tua scelta e sono felice che tu abbia trovato un posto, una Chiesa in cui sentirti a casa.
Saluti
Ws

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Rosa Elena il Lun Mag 24, 2010 6:37 pm

Mah...sai, cara Whiteshadow, in realtà io non critico chi resta nella chiesa cattolica. Si parlava di scelte di comodo. Ho solo voluto spiegare che a me è costata la traversata nel deserto l'abbandono della chiesa cattolica. E' come andarsene da una terra, da una casa o da una famiglia. Costa quanto la fine di un amore, per tornare alla metafora della relazione. Continui ad amare ma sai che non sei corrisposta. C'è il lutto, la solitudine, la rabbia, il rancore. Poi però finisce e capisci che altre donne possono amarti sinceramente per quello che sei. Magari meno vistose, meno belle all'apparenza, più modeste, più silenziose.

Tuttavia, mi permetto di aggiungere, non so se si possa definire una postilla morale la posizione della chiesa cattolica sulle donne, sull'aborto, sul divorzio, sull'eutanasia, sugli omosessuali, sulle terapie riparative, sull'ecumenismo, sulla teologia della liberazione, sul berlusconismo e tante tante tante altre cose. Per me, per lo meno, non sono delle questioni di minor conto.

Un abbraccio

Rosa Elena

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  WhiteShadow il Lun Mag 24, 2010 5:44 pm

Ciao Rosa Elena
Tu hai fatto una scelta legittima e magari meditata bene. in base a quella che è la tua esperienza di donna omosessuale e di credente.

Io per ora scelgo di rimanere nella Chiesa Cattolica perchè nonostante il catechismo ritengo di poter fare una vita di fede soddisfacente qui in questa Chiesa. Per un cardinale vecchio e vetusto che dice sul giornale o all'ambone cose poco carine posso incontrare due o tre preti o religiose / i che invece mi aprono un mondo.

Naturalmente anche io dico questo in base alla mia esperienza di adesso. Mi rendo conto delle contraddizioni che anche io vivo. Se un giorno scoprissi che Santa Romana Chiesa non mi da più niente forse valuterei l'ipotesi di andarmene ma mi costerebbe molto fare i bagagli per una postilla morale che secondo me (e tanti cattolici) non ha senso.

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Rosa Elena il Lun Mag 24, 2010 3:53 pm

Cara Betty,

l'esempio della relazione tra due donne che ho usato era una metafora, la mia esperienza personale non c'entra nulla. L'esempio era per dire che tante volte si parla di amore, ma bisogna mettersi d'accordo sulla parola amore. Ci sono chiese che proclamano l'amore verso tutti e tutte, quando in realtà discriminano, insultano, denigrano e invitano al nascondimento. E ci sono chiese che invece non fanno proclami di alcun tipo ma ti accolgono, ti stimano e valorizzano per ciò che sei. Proprio come accade spesso nella relazione tra le persone.

Certo, le gerarchie sono una cosa, la base è un'altra si potrebbe dire. Ma vedi, la mia esperienza di chiesa è che anche le "gerarchie" (in realtà non ci sono gerarchie e lo metto tra virgolette, i pastori diciamo o i diaconi o i moderatori) da noi non si permetterebbero mai di dire che siamo dei pervertiti, disordinati morali, pedofili profittatori, destinati a portare la croce per tutta la vita. Aggiungo che se a qualcuno dovesse saltare il desiderio di negarmi la Santa Cena perchè lesbica, questo qualcuno, penso, sarebbe ricoverato d'urgenza al primo manicomio.

In questo io trovo pace. Non vedo incoerenza tra il dire e il fare. E per me questo è l'amore. Il resto sono solo belle parole.

Un abbraccio

Rosa Elena

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Re: perchè restare nella chiesa?

Messaggio  Betty il Lun Mag 24, 2010 1:08 pm

ciao Rosa Elena,
scusa se sdrammatizzo con una battuta...ma.....sei sicura che fosse omosessuale? Wink perchè con tutte quelle limitazioni forse non aveva ben chiaro troppe cose....e tu sei stata sfortunata ad incontrarla... Very Happy
Io sono convinta che quando due persone si amano veramente e si donano l'una all'altra riescono sempre a trovare una soluzione per superare le difficoltà che a volte (direi spesso) e inevitabilmente oscurano la vita di coppia, parlo di qualsiasi difficoltà.
E' la forza dell'amore reciproco che permette a due persone di vivere in pienezza il loro sentimento, anche quando questo sentimento non può essere vissuto alla "luce del sole".
La condizione fondamentale è solo una....amare..."tutto il resto" diventa secondario. flower

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Scelte di comodo?

Messaggio  Rosa Elena il Dom Mag 23, 2010 10:06 pm

Sì, in parte dipende da ciò che una riceve. Una storia assolutamente personale. Nel mio caso io ho ricevuto poco dalla chiesa cattolica e di quel poco non mi accontento. In fondo è come avere una relazione. La tua donna ti comincia a dire che non può presentarti ai suoi genitori. E tu dici " Beh, pazienza". I tempi sono quelli che sono. Poi arriva il momento in cui ti dice che non puoi conoscere i suoi amici. Neppure loro sanno che è una lesbica. Quindi si passa al seguito. Non può starti vicina quando sei rattristata o hai problemi, perchè non può sparire da casa così senza una spiegazione. Al telefono, non puoi neppure sentirla: deve abbassare la voce perchè altrimenti i vicini sentono. Il sabato devi sparire perché arriva il suo finto fidanzato, la domenica c'è suo figlio. Ma ti ama, giura e spergiura che ti ama e che mai ti lascerebbe. Poi un giorno tu ti svegli e ti chiedi se sei cretina. Ti chiedi cos'è il benedetto amore. E' una parola? O sono i fatti? Per me sono i fatti. Non mi basta una che mi guarda negli occhi e che poi non condivide nulla della mia vita. Non si tratta di scelte di comodo quando la lasci e le dici che è stato bello averla nella tua vita, ma che purtroppo le vostre strade si separano da una galassia all'altra. Significa volerti bene, avere rispetto per te stessa e per ciò che sei.

Vivo in una chiesa in cui ci sono pastori gay e lesbiche dichiarate. Dove la comunità ha confessato il peccato dell'omofobia e si sta mobilitando per la benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Non devo nascondermi, non devo sparire, non devo mentire. Molti miei amici sono stati eletti deputati sinodali e distrettuali, dirigono riviste, università, case diaconali. Presentano i loro compagni e le loro compagne senza alcun problema. Ciò mi fa vivere serena, contribuisce al mio equilibrio emotivo, mi rafforza nella mia identità.

Perché credo che il messaggio di Dio è essere felici. Felici, rispettando gli altri e le altre, ma felici. Perché abbiamo una sola vita e questa vita va vissuta nel pieno delle nostre capacità d'amore. Amando il cibo, il sesso, il creato, l'arte, l'amore e la conoscenza.

E ora basta perché ho sonno.

Rosa Elena

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